Telecomunicazioni, motore dello sviluppo europeo
Ottobre 25, 2005 on 9:11 am | In Bit e Chip | Nessun commentoA Roma un evento organizzato da Confindustria con il contributo scientifico di ThinkTel per affrontare, insieme con i maggiori protagonisti delle TLC, le principali problematiche di questo settore trainante e determinante per rilanciare l’economia europea.
No TagsParlano italiano i cellulari della rinascita di Motorola
Ottobre 25, 2005 on 6:23 am | In Bit e Chip | Nessun commentoda www.repubblica.it
Parla italiano per una buona metà la nuova generazione di telefonini Motorola, quella tutta tecnologia e design che negli ultimi mesi ha permesso al produttore Usa di terminali mobili di risalire la china e di riproporsi come numero 2 mondiale del settore alle spalle della per ora indiscussa leadership della Nokia.
E parlano italiano, con un leggero accento piemontese nuovi modelli come l’E1070, che sarà lanciato alla fine di questo mese, perché escono dal centro ricerche Motorola di Torino.
Nell’Italia che non esporta, che fa fatica a star dietro al ritmo delle tecnologie più avanzate, che non attira capitali stranieri, questo centro torinese sembra una specie di miraggio. Ve bene che è nato nel 1999, quando si era in piena bolla Internet e le cose sembravano destinate a cambiare presto, radicalmente e dappertutto (quindi anche in Italia), ma poi è di fatto partito proprio mentre la bolla scoppiava, nel 2000. Oggi occupa 500 ingegneri, equamente ripartiti tra la divisione «software group», che pensa sistemi e applicazioni di rete per il gruppo, e la divisione «mobile», che si occupa della progettazione dei nuovi modelli.
«Nell’arco di 5 anni siamo diventati una delle principali strutture della galassia Motorola», scandisce Massimo Marcarini, responsabile della divisione mobile. E spiegare perché è anche spiegare come nasce l’idea, per Motorola, di venire in Italia e di venire, in particolare, a Torino.
Perché l’Italia? In prima battuta perché Italia e telefonini è uno dei pochi binomi positivi riconosciuti all’estero. Siamo uno dei mercati più dinamici e più avanzati dal punto di vista dell’introduzione delle nuove applicazioni. E poi, in particolare per Motorola, l’Italia significa uno dei mercati più forti in cui ha una posizione di rilievo, con una quota di mercato che è sempre stata sopra quella media mondiale (oggi è del 24% da noi e del 17,9% nel mondo). E’ stata l’Italia a decretare il successo dei cellulari a conchiglia che poi sono diventati uno standard a cui si è dovuta piegare perfino Nokia. Ma questo da solo non basterebbe a decidere di portare un centro di ricerca in Italia se non ci fossero altre sinergie da attivare. E queste sinergie sono state trovate a Torino. Che ha una tradizione tutta sua nel settore delle tlc e delle radiofrequenze. Qui è nata la Rai, poi sono arrivati lo Cselt, oggi Telecom Italia Lab, poi c’era l’esperienza dell’Olivetti qui vicino, ad Ivrea, e ancora: la cultura aerospaziale con l’Alenia erede della vecchia Selenia. Poi l’automobile, naturalmente, che però, meno ovviamente, non è solo il design. Il tutto concentrato nel Politecnico. E infatti proprio il Politecnico ospita la prima sede del centro di ricerca Motorola, altro buon esempio di collaborazione tra struttura pubblica e privati.
Oggi il centro si occupa di due aspetti sui tre che compongono un telefono cellulare. Un telefonino si divide infatti in meccanica, elettronica e software. Qui a Torino si fa il 90% della parte meccanica, una buona metà dell’elettronica e, soprattutto, si fa l’integrazione delle tre, il passaggio finale che dà vita al prodotto pronto per essere inviato alle linee di produzione. «E’ qui che si decide la struttura di un telefono, la disposizione degli elementi e i materiali, per finire con i test di impatto, le certificazioni», elenca Marcarini.
La parte «meccanica» di un terminale può sembrare la più povera di tecnologia, ma non è così. E’ invece sorprendente scoprire quanto l’involucro di un cellulare debba a settori apparentemente distanti come l’aeronautico e l’automobile. «L’A839, che è stato il primo cellulare Umts lanciato sul mercato, deve molto alla cultura automobilistica spiega Marcarini, che è a sua volta un ingegnere aeronautico Con l’Umts i display sono tornati ad ingrandirsi, ma sono diventati più delicati e devono essere protetti. Noi abbiamo portato qui il concetto di struttura a cellula che viene usato nelle automobili». Risultato: primo un cellulare riusciva a resistere all’impatto dopo una caduta da non più di 25 centimetri. Oggi se cade da un’altrezza fino ad 80 centimetri non si rompe. Il display «flotta» dentro una cellula. E poi ci sono gli studi sui materiali che vengono dall’aeronautica e ancora dall’auto. Per esempio, gli Umts sono più pesanti dei cellulari Gsm: un 30% di peso in più perché deve gestire due frequenze, deve avere più memorie, aumentano le applicazioni da inserire, che non sono solo software.
Ormai sono molti i modelli Motorola usciti da Torino. Dal primo Umts A389 alla serie a basso costo di Gsm C380 e C381, poi il V150, i «C» 550, 975 e 980. E ora l’E1070 che presenta diverse innovazioni. «La più eclatante spiega Marcarini è il nuovo sistema di riconoscimento vocale. E’ nuovo perché non bisogna più registrare la propria voce: si scrive il nome di un contatto in agenda come nei normali telefoni, poi si pronuncia quel nome e parte la chiamata. Poi è il primo Motorola a conchiglia con l’antenna interna, soluzione che comporta una serie di problemi che i «candy», come vengono chiamati i telefonini a barretta, non hanno («perché hanno una maggiore superficie utile per l’antenna», dice Marcarini). E poi è naturalmente un telefono multimediale, pronto a ricevere tv e musica, con la possibilità di ospitare una memoria transflash da 512 mega. E, per ascoltare la musica senza il fastidio dei cavetti, la possibilità di farlo funzionare in stereo con delle cuffia bluetooth. Il tutto per un prezzo che non è stato ancora fissato con esattezza (ci sta lavorando la Tim che lo distribuirà in esclusiva) ma che dovrebbe rimanere sotto i 300 euro. Le prossime innovazioni? Marcarini enumera: «La tv sui terminali. Stiamo lavorando sui due standard, Dvbh e Dmb. E poi la possibilità di riuscire ad inserire un hard disk vero, per far arrivare la memoria del cellulare fino ai 45 giga, come un iPod».
No TagsEurope’s Hot Growth Companies: The Top 100
Ottobre 25, 2005 on 2:52 am | In Innovare | Nessun commentoSu Business Week: è interessante notare che riprendono ad esserci aziende italiane innovative
No TagsTracciabilità alimentare
Ottobre 19, 2005 on 8:19 am | In Bit e Chip | 1 CommentoCosa c’? di pi? simbolicamente genuino e naturale di una bella mela gialla (o rossa,
a piacere)? E cosa c’? di pi? artificiale e astratto di un codice a barre? Eppure la garanzia che la bella mela Golden venga dal Trentino e sia stata coltivata senza antiparassitari e non abbia avuto maturazione forzata passa dalla stampa di un codice a barre univoco sulla sua buccia.
Lo stesso avviene per le uova con la data di raccolta e con un sempre maggior numero di prodotti alimentari con altri strumenti tecnologici, fino ai tag RF-ID. La genuinit? passa dall’alta tecnologia, sembra un paradosso ma ? semplicemente una delle costanti della contemporaneit?, i problemi portati dalla tecnologia e dall’innovazione vengono risolti con pi? tecnologia.
D’altra parte, i due fattori che stanno rendendo prioritaria la garanzia che quello che i prodotti alimentari dicono di essere effettivamente siano non sono reversibili. La globalizzazione da una parte, che tende ad aprire i mercati, e i progressi delle tecnologie agro-alimentari (che vanno avanti da 200 anni), anche senza considerare gli interventi sul
patrimonio genetico degli organismi, portano al consumatore prodotti “astratti”, ossia senza un collegamento intrinseco alle loro tradizionali origini geografiche e di processo. Questo collegamento, che in un mondo ideale dovrebbe essere garantito dall’educazione alimentare dei consumatori, in teoria dalle normative nazionali e internazionali, in
concreto pu? essere fatto valere solo con strumenti che non possono che essere tecnologici e legati fisicamente al singolo prodotto. In altre parole, facendo uso delle tecniche di tracciabilit? alimentare.
Le tecnologie che sono fra noi e ci stanno cambiando la vita
Ottobre 18, 2005 on 7:13 am | In Innovare | Nessun commentoda Affari e Finanza di Repubblica
Ma i vantaggi non sono questi: sono nel fatto che la luce migliora almeno del 30%, che il tutto ? pi? leggero e resistente, e poi dal punto di vista industriale ma con immediate ricadute sui prezzi finali che sar? facilissimo modificare la carrozzeria e varare restyling dei modelli. Tutto questo non ? futuro, ? gi? operativo, fra pochissimo diventer? standard di tutte le case d’auto. Lo stesso, non ? futuro ma abitudine corrente, da Palermo a New York, analizzare al microscopio elettronico i tessuti malati spostando il vetrino mediante bracci robotizzati guidati a distanza anche decine di migliaia di chilometri e leggendo tutti insieme, medici sparsi nei cinque continenti, risultati e referti. E che dire di Internet? Mentre diamo per acquisito il broadband, ecco che arriva dall’America la “banda larghissima” da 10 giga, roba che in un secondo scarichi un film o un’enciclopedia. La ricerca tecnologica ci mette in condizione di lavorare in remoto da qualsiasi parte del pianeta, ma incide molto pi? in profondit?. Non ? solo un vezzo consumistico, da appassionati di telefonini. Il futuro ? gi? qui, fra di noi: oggi non ci siamo neanche abituati alle operazioni più incredibili, con ‘ceramiche’ e polimeri che riproducono la nostra pelle e i nostri tendini, e possiamo gi? verosimilmente sperare che le nostre cellule, anche le più cruciali, vengano rimpiazzate. E abbiamo appena finito di compiacerci perch? la polizia del nostro paese ha comprato i robot pi? avanzati che vanno a disinnescare le bombe, quando scopriamo che i robot gi? pensano, si evolvono, imitano ormai le reti neuronali del cervello umano. Tutto questo curiosamente avviene mentre in America rimettono in discussione le teorie darwiniane dell’origine della specie, anno 1859. Ma è la miglior risposta. Se non è evoluzione questa…
No TagsTurn: fare community nel design
Ottobre 10, 2005 on 9:58 am | In Creare | Nessun commentoTURN è la nuova design community di Torino che riunisce 300 giovani professionisti che operano nel settore della creatività: designer, architetti, grafici, copywriter.

TURN ama Torino e crede nel suo futuro. Per questo, TURN si pone come principale punto di riferimento del governo locale, al fine di far comprendere quale asset rappresenti la nuova creatività torinese in una visione strategica della città. Tutte le persone della community lavorano con passione osservando il destino di Torino, e il suo “disegno”. In questo senso, TURN è anche un attento osservatore della qualità progettuale e comunicativa della città e dei relativi processi di governance.
No TagsIl treno ad alta velocità da record
Ottobre 7, 2005 on 10:09 am | In Muoversi | Nessun commentoL’alta velocità fa le prove sulla nuova linea ferroviaria Torino-Novara

Alle 19,45 del 6 ottobre: l’Etr 500 in prova sulla nuova linea di Alta Velocità tra Torino e Novara ha raggiunto i 350,8 chilometri di velocità nel tratto compreso tra Saluggia e Balocco. Queste prove di velocità fanno parte del complesso dei test necessari all’attivazione di tratte ferroviarie, in particolare quelle veloci. La Torino-Novara sarà operativa già in occasione dei Giochi Invernali di Torino 2006 con possibilità di raggiungere l’aeroporto della Malpensa.
No TagsVerso il Secondo Piano Strategico
Ottobre 6, 2005 on 3:23 pm | In Europa | Nessun commentoQuesto documento, che presenta le prime indicazioni per l’elaborazione del Secondo Piano Strategico dell’area metropolitana torinese, ? un anello del lavoro iniziato dall’Associazione nel 2004, per valutare i risultati raggiunti con il Primo Piano (2000) e riavviare il percorso di pianificazione.

Le idee e gli indirizzi qui contenuti hanno quindi lo scopo di aprire la discussione che porterà, a dicembre 2005, a definire il Secondo Piano Strategico di Torino; sarà il percorso di costruzione del Piano, attraverso incontri e consultazioni promosse fra decisori, addetti ai lavori e società civile, a integrare o modificare le linee d’azione elencate.
La pubblicazione presenta le prime indicazioni per l’elaborazione del nuovo Piano Strategico, scenari per il sistema locale, dieci contributi tematici di analisi sul Piano e sulle prospettive di sviluppo nell’area metropolitana.
Dal sito di Torino Internazionale
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