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	<title>Commenti a: Tracciabilità alimentare</title>
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	<description>Il Piemonte che produce innovazione</description>
	<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 08:06:31 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Cesare Martino</title>
		<link>http://www.torinovalley.com/blog/2005/10/19/tracciabilita-alimentare/#comment-7069</link>
		<dc:creator>Cesare Martino</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 20:09:26 +0000</pubDate>
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		<description>La tracciabilità è quasi una bella cosa. peccato che si intrometta nel lavoro di chi, sporattutto se piccolo esercente, ha altro a cui pensare. nel sistema di tracciabilità occorre, infatti, creare un sistema che consenta di risalire ai fornitori e ai clienti. Per questo cerco sempre di semplificare i manuali di tracciaciabilità come il manuale haccp; perchè l'alimentarista non debba perdere tempo in compilazioni di schede.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La tracciabilità è quasi una bella cosa. peccato che si intrometta nel lavoro di chi, sporattutto se piccolo esercente, ha altro a cui pensare. nel sistema di tracciabilità occorre, infatti, creare un sistema che consenta di risalire ai fornitori e ai clienti. Per questo cerco sempre di semplificare i manuali di tracciaciabilità come il manuale haccp; perchè l&#8217;alimentarista non debba perdere tempo in compilazioni di schede.</p>
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		<title>Di: Luca Bono</title>
		<link>http://www.torinovalley.com/blog/2005/10/19/tracciabilita-alimentare/#comment-6182</link>
		<dc:creator>Luca Bono</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2008 09:12:48 +0000</pubDate>
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		<description>Due termini sono diventati di uso comune negli ultimi anni in campo agroalimentare: "tracciabilità" e "rintracciabilità".

L'Unione Europea ha stabilito che dal 1° gennaio 2005 gli operatori del settore agro-alimentare devono dare obbligatoriamente indicazioni relative alle origini dei prodotti e a chi è intervenuto nelle singole fasi della filiera di produzione.

Carne, salumi, uova e prodotti ortofrutticoli devono essere rintracciabili con una "carta di identità".

I prodotti agro-alimentari devono riportare sulla confezione un'etichetta e una serie di informazioni che permettono di conoscere il percorso di un alimento dalla produzione alla tavola rendendolo "tracciabile".
Le informazioni di "tracciabilità" compariranno sulle confezioni in forma di codice alfanumerico, una sequenza di lettere e numeri dove ogni lettera e ogni numero hanno un preciso significato.

E' fondamentale anche poter rintracciare tutta la produzione di un certo lotto: questo "obbligo" normativo di fatto è un vantaggio per chi produce in quanto permette di bloccare un'eventuale partita di alimenti "sospetta" o difettosa, che non risponde alle dovute garanzie di qualità o mette a rischio la salute dei consumatori senza compromettere l'intera produzione e/o senza creare disagi per l'intera azienda.

Per i produttori gli obblighi di tracciabilità sono un vantaggio anche perché la qualità dei prodotti del nostro Paese può solo uscire vincente in un confronto con il mercato globale, grazie alle regole severe sulle garanzie in campo agro-alimentare adottate dall'Italia.

Per i commercianti rendere "tracciabili" i prodotti serve a fidelizzare i consumatori grazie alla trasparenza e all'informazione mantenendo livelli di prezzo competitivi sul mercato.

I consumatori, prima di acquistare un prodotto, grazie alla tracciabilità, possono fare valutazioni sia di costo che di fattori che coinvolgono l'etica e la salute: ad esempio possono sapere con certezza se l'alimento che stanno per mangiare proviene da un animale sano o decidere (eticamente) di friggere un uovo deposto da una gallina allevata a terra e non in batteria in condizioni poco sopportabili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Due termini sono diventati di uso comune negli ultimi anni in campo agroalimentare: &#8220;tracciabilità&#8221; e &#8220;rintracciabilità&#8221;.</p>
<p>L&#8217;Unione Europea ha stabilito che dal 1° gennaio 2005 gli operatori del settore agro-alimentare devono dare obbligatoriamente indicazioni relative alle origini dei prodotti e a chi è intervenuto nelle singole fasi della filiera di produzione.</p>
<p>Carne, salumi, uova e prodotti ortofrutticoli devono essere rintracciabili con una &#8220;carta di identità&#8221;.</p>
<p>I prodotti agro-alimentari devono riportare sulla confezione un&#8217;etichetta e una serie di informazioni che permettono di conoscere il percorso di un alimento dalla produzione alla tavola rendendolo &#8220;tracciabile&#8221;.<br />
Le informazioni di &#8220;tracciabilità&#8221; compariranno sulle confezioni in forma di codice alfanumerico, una sequenza di lettere e numeri dove ogni lettera e ogni numero hanno un preciso significato.</p>
<p>E&#8217; fondamentale anche poter rintracciare tutta la produzione di un certo lotto: questo &#8220;obbligo&#8221; normativo di fatto è un vantaggio per chi produce in quanto permette di bloccare un&#8217;eventuale partita di alimenti &#8220;sospetta&#8221; o difettosa, che non risponde alle dovute garanzie di qualità o mette a rischio la salute dei consumatori senza compromettere l&#8217;intera produzione e/o senza creare disagi per l&#8217;intera azienda.</p>
<p>Per i produttori gli obblighi di tracciabilità sono un vantaggio anche perché la qualità dei prodotti del nostro Paese può solo uscire vincente in un confronto con il mercato globale, grazie alle regole severe sulle garanzie in campo agro-alimentare adottate dall&#8217;Italia.</p>
<p>Per i commercianti rendere &#8220;tracciabili&#8221; i prodotti serve a fidelizzare i consumatori grazie alla trasparenza e all&#8217;informazione mantenendo livelli di prezzo competitivi sul mercato.</p>
<p>I consumatori, prima di acquistare un prodotto, grazie alla tracciabilità, possono fare valutazioni sia di costo che di fattori che coinvolgono l&#8217;etica e la salute: ad esempio possono sapere con certezza se l&#8217;alimento che stanno per mangiare proviene da un animale sano o decidere (eticamente) di friggere un uovo deposto da una gallina allevata a terra e non in batteria in condizioni poco sopportabili.</p>
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