Una città per creare

Settembre 14, 2006 on 9:14 am | In Creare, Fare Impresa, Innovare, Review, Valley |

da La Stampa del 14 settembre 2006

Un pc, un telefonino, un tetto. Romantico, economico. Di giorno si lavora. La sera si va in giro, si vede gente al Quadrilatero, nei locali di tendenza dove alla fine tutti conoscono tutti e dove non si perde tempo, ma si inventano idee e progetti.

Così è il creativo torinese. E non è neppure una mosca rara: sono quasi 46 mila. Sette su dieci hanno meno di 45 anni, sono quella generazione nata e cresciuta tra Murazzi e centri sociali, incubatori come Urban e associazioni. Sono un branco che tende al solitario - quattro su dieci lavorano soli - ma che quando condivide un progetto è disposto a fondare una società: il 43% ha al massimo cinque addetti.

Dimensioni piccole, ma i soldi che girano non sono poi così pochi: è vero che la metà delle 11.200 aziende della creative economy torinese fattura meno di 100 mila euro, ma due su dieci arrivano a superare i 500 mila. E comunque - come spiega una ricerca commissionata da Cna e Camera di Commercio - il fatturato dei creativi è superiore a quello di una analoga impresa artigiana di settori più tradizionali.

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