Ascensori e funivie più sicure, laser a freddo e batteri buoni per l’agricoltura vincono alla seconda edizione della Start Cup Torino Piemonte
Ottobre 25, 2006 on 7:46 pm | In Biotech, Creare, Eventi, Fare Impresa, Innovare, Valley |Le buone idee nascono anche sotto i cavoli, cioè ovunque. Ma le buone idee di impresa nascono soprattutto nei laboratori di ricerca dell’università e crescono grazie a Start Cup, la sfida per innovatori e ricercatori con ambizioni imprenditoriali.
Giunta alla II edizione, Start Cup Torino Piemonte è la competizione regionale per progetti di impresa innovativi promossa da Politecnico di Torino, Università di Torino e Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” ed organizzata dai rispettivi Incubatori di Impresa.
Delle 120 idee di impresa in gara (per un totale di oltre 300 componenti dei team) 39 sono arrivate alla fase finale, dove una severa selezione basata sulla validità tecnologica ed imprenditoriale ha portato al traguardo i migliori progetti imprenditoriali dell’anno: negli incubatori universitari troveranno i servizi e il tutoraggio necessari per crescere e decollare sul mercato nazionale ed internazionale.
Sul gradino più alto del podio AMC Instruments, un team composto da ricercatori e professori del Politecnico di Torino che ha sviluppato un sistema di controllo per le funi metalliche basato sulle variazioni del campo magnetico. Un notevole passo avanti in tema di sicurezza per impianti di trasporto ad uso civile (come ascensori e funivie) o movimentazione industriale (come le gru) dove i controlli delle funi si svolgono spesso a livello visivo, senza aiuti di tipo strumentale: i danni interni vengono prevenuti con la sostituzione periodica, che comporta però notevoli costi. AMC permette invece un monitoraggio continuo degli impianti in funzione: il dispositivo di controllo - detector - viene infatti installato in modo permanente e, grazie alle variazioni del campo magnetico, segnala la presenza di lesioni delle funi. Maggior sicurezza quindi, ma anche notevoli risparmi economici: la fune viene infatti sostituita solo quando è effettivamente danneggiata. Esistono apparecchi simili in commercio ma hanno un costo molto elevato, il nuovo dispositivo garantisce costi di vendita molto più contenuti.
Al secondo posto Microla Optoelectronics. Il team, composto da ricercatori del Politecnico, dell’ISM Boella ed un imprenditore, ha messo a punto una nuova sorgente laser raffreddata ad aria, e a basso consumo energetico, da utilizzare nella marcatura per la tracciabilità di prodotti industriali. La tecnologia inventata da Microla consente di semplificare e quindi rendere meno costosa l’applicazione del laser nella marcatura, una pratica già conosciuta ed in fortissima espansione in numerosi settori. Il raffredamento ad aria consente inoltre applicazioni innovative rispetto a quanto fatto finora. Nel settore agroalimentare ad esempio, dove il laser permette di eliminare l’uso di prodotti chimici per la rintracciabilità di prodotto; la quasi assenza di surriscaldamento rispetto ai tradizionali processi di taglio è una spinta per lo sviluppo di applicazioni laser per saldatura, foratura, taglio di semiconduttori e di materiali preziosi: da ambiti tradizionalmente “low-profit” il mercato si sta allargando a segmenti ad alta redditività come quello tessile o quello orafo.
Al terzo posto Mybasol, un team di professori e ricercatori dell’Università del Piemonte Orientale e del CNR di Torino, che intende produrre e commercializzare biofertilizzanti e stimolatori delle difese naturali delle piante. L’elemento innovativo consiste nel selezionare dei “batteri buoni” e funghi simbionti micorrizici arbuscolari in grado di stimolare sia la crescita delle piante sia le capacità di resistenza e difesa di una coltura da attacchi esterni come la siccità o agenti patogeni, in particolare quelli meno aggredibili con altri sistemi. L’uso di fertilizzanti biologici permette quindi di ridurre l’uso di fertilizzanti chimici e pesticidi e di conseguenza l’inquinamento di terreni e acque di falda. Oltre a preservare la biodiversità del suolo, questo sistema ha l’indubbio vantaggio di migliorare la produzione e la certificazione di qualità di prodotti di nicchia.
I tre vincitori riceveranno rispettivamente 10.000, 7.000 e 5.000 di contributo dopo aver dato vita all’impresa ed essersi installati presso uno degli incubatori a disposizione. Il vincitore del primo premio potrà inoltre avvalersi dell’impegno da parte di Piemontech, il Fondo di Capitale di rischio delle imprese piemontesi, ad investire 50.000 euro nell’impresa che trae origine dal business plan primo classificato. Consegnati inoltre i Premi speciali da 5.000 euro offerti dagli sponsor.
I tre vincitori parteciperanno, insieme ad altri 36 progetti finalisti, al Premio Nazionale Innovazione (PNI), che avrà luogo all’Università di Udine il 4 dicembre prossimo: in palio 60.000 euro per il 1° classificato, 30.000 per il 2° e 20.000 per il 3°. Il PNI è la prima competizione nazionale fra progetti d’impresa nati nell’ambito di università e politecnici e selezionati attraverso concorsi locali. La IV edizione del PNI metterà in gara i progetti ad alto contento di innovazione vincitori di 12 business plan competition organizzate localmente dalle 27 università aderenti.
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