Università, prove tecniche di federalismo

Marzo 3, 2007 on 5:11 pm | In Creare, Learning, Raccontare |

Da La Stampa del 3 marzo 2007

C’è il padre di Mpeg, Leonardo Chiariglione. C’è Giorgio Margaritondo, uno dei coordinatori del progetto di Alinghi, il defender della Coppa America di Vela. E poi l’economista, Margherita Balconi; il medico-ematologo Lucio Luzzato; il costituzionalista, Gustavo Zagrebelsky. Ecco i cinque componenti della Commissione scientifica che accompagneranno il sistema della ricerca subalpino nella sfida europea dell’innovazione.

Una sfida a cui parteciperà anche il governo che ha deciso di sperimentare in Piemonte la prima applicazione delle riforma federalista della Costituzione in materia di ricerca e università. Il 19 a Roma il ministro per la ricerca scientifica, Fabio Mussi, la Regione, e i rettori delle Università del Piemonte firmeranno un accordo per fare del Piemonte un «progetto pilota» da esportare nel resto del Paese.

Tre i settori di intervento: alta formazione, ridefinizione del decentramento universitario, individuazione di criteri innovativi per l’attrazione di studenti e di politiche innovative nel campo del diritto allo studio.
Sul piatto ci sono 70 milioni, una parte di questi fondi confluirà sulle piattaforme di ricerca previste dal programma triennale finanziato dalla giunta di piazza Castello con 270 milioni. A questi si devono aggiungere mezzo miliardo di euro di fondi comunitari e 250 milioni di investimenti per le politiche energetiche da spendere tra il 2007 e il 2013.

Entro un paio di settimane sarà pronto il nuovo bando. Tre i settori di intervento. Il primo punta sui settori internazionali: meccatronica (il settore applicativo del mix tra ingegneria meccanica ed elettronica), robotica e automazione. Il secondo sulle possibilità di intrecciare Etc. e medicina. Il terzo punta a valorizzare capitale umano con borse di studio per trattenere cervelli italiani e per attrarre ricercatori in tutto il mondo. Spiega l’assessore: «Puntiamo a costruire una scuola internazionale di design con giovani italiani e stranieri provenienti dal Brasile o da altri Paesi in via di sviluppo».

I cinque saggi affiancheranno il lavoro del gruppo ristretto di cui fanno parte i rettori dell’Università del Piemonte. Secondo l’assessore «l’alto valore scientifico dei componenti della Commissione darà il giusto profilo internazionale all’applicazione della legge sulla ricerca». Non mancano, però, le polemiche. Gilberto Pichetto, l’ex assessore alla Ricerca e consigliere di Forza Italia, parla di un’operazione di «un’operazione di pura immagine». E attacca: «Sono ormai tre mesi che è scaduto un bando da 32 milioni. Ebbene i 180 progetti presentati sono ancora in fase di istruttoria, e non si è deciso nulla: i soldi giacciono nei cassetti della Regione e non producono alcun risultato utile».

Tesi respinta al mittente da parte di Bairati: «La valutazione del bando sarà completata entro marzo. Per la prima volta è stata effettuata da esperti internazionali, così come si fa in tutto il mondo, e siamo riusciti a dimezzare i tempi rispetto al passato»

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