E’ Morto Franco Carlini

Agosto 30, 2007 on 6:36 pm | In Review, Raccontare, Bit e Chip | 1 Commento

Da Innovazione

Franco Carlini era un ricercatore, un docente, un giornalista, un divulgatore appassionato di scienze, tecnologie, del mondo digitale. Direttore e collaboratore di diverse testate, autore di libri, tra i primi in Italia a intuire l’importanza di internet e del mondo digitale e a impegnarsi nel raccontarla a tutti. Qui un ricordo della redazione di Totem la sua società

Anna Masera su Lastampa.it

Franco Carlini, 63 anni, uno dei maggiori studiosi italiani della rivoluzione portata da Internet, è morto per un malore improvviso nella sua abitazione a Genova. Il suo curriculum non lo aveva mai voluto pubblicare per esteso, lo considerava «troppo noioso». La realtà è che era un tipo schivo, preferiva che fossero gli amici a tessere le sue lodi. Perché di cose ne ha fatte davvero tante: era una mente prolifica, lavorava sempre. Anche quando si godeva qualche bel pranzetto Slow Food, possibilmente offerto dalla casa. Dormiva solo nei ritagli di tempo. In compenso fumava come un turco e chi gli voleva bene cercava di distrarlo e costringerlo a rimandare l’appuntamento con l’immancabile sigaretta.

Se lo cercate su Wikipedia, saprete che era laureato in Fisica (ricercatore dal 1972 di neurofisiologia e di psicologia della percezione visiva all’Istituto di Cibernetica e Biofisica del Consiglio Nazionale delle Ricerche), saggista e giornalista storico del Manifesto, a cui ha continuato a collaborare fino all’ultimo con la sua rubrica Chips&Salsa. Aveva lasciato dal 1989 l’attività di ricerca per dedicarsi al lavoro giornalistico, editoriale e di imprenditore della Net Economy: scriveva anche su L’Espresso, Il Corriere della Sera, era una delle voci del Gr e di Radio3 Scienza, il quotidiano scientifico radiofonico della Rai. È stato professore nel corso di Informatica Generale per il Diploma di Giornalismo dell’Università di Genova.

Nel 1997, in pieno boom di start-up internettiane, aveva fondato la società Totem, specializzata in Web content e design, dove una ventina di giovani suoi allievi specializzati in tecnologia e nuovi media tuttora lavorano per diverse società su Internet e sono editori di testate elettroniche tra cui Trash.it!, Tel&Co. e VisionPost, il blog sul futuro di Internet.

Ha scritto diversi libri: l’ultimo è stato «Parole di carta e di Web. Ecologia della comunicazione» (Einaudi, 2004). Tra le sue opere più note, tra l’altro, «Divergenze digitali. Conflitti, soggetti e tecnologie della terza Internet» (Manifestolibri, 2002); «Lo Stile del Web» (Einaudi, 1999); «Internet, Pinocchio e il Gendarme. Le prospettive della democrazia in Rete» (Manifestolibri, 1996); «Chips &Salsa. Storie e culture del mondo digitale» (Manifestolibri, 1995), «Tornano i Dnasauri» (Manifestolibri, 1993).

Il suo lavoro intellettuale ha ispirato tanti giovani studiosi di Internet, di cui è considerato un po’ il papà. Anche se a lui questo seccava, perché si sentiva ancora un ragazzino e gli piaceva giocare al tombeur de femme. Amava la montagna, oltre al suo mare genovese. E una volta all’anno intraprendeva lunghi viaggi in giro per il mondo con la sua compagna e spariva dalla circolazione per ossigenarsi: niente telefonino né Internet, solo uno zaino come da ragazzo. Rideva compiaciuto quando veniva equiparato dai suoi pupilli a un grande Maestro con l’aspetto del vecchio rockettaro. Chiedeva conferma, con una punta di civetteria: «E’ vero che assomiglio a Keith Richards?». Se ne è andato in punta di piedi, prima di dirci quest’estate quale è stato il suo ultimo viaggio.

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Caccia al tesoro… scientifica!

Agosto 29, 2007 on 11:47 pm | In Review, Learning, Raccontare, Valley | Nessun commento

Venerdì 28 settembre, a Torino si svolgerà la “Notte dei ricercatori”. Una sorta di mezza notte bianca dedicata alla scienza e alla tecnologia, durante la quale giovani ricercatori si metteranno in gioco portando in piazza il loro lavoro e provando a spiegarlo a tutti i cittadini. In piazza Vittorio Veneto verranno allestiti alcuni stand dove si potrà giocare con macchinari da laboratorio, fare/partecipare a esperimenti, chiacchierare con gli scienziati.

La manifestazione inizierà nel pomeriggio con alcune attività espressamente dedicate ai bambini. E’ prevista una caccia al tesoro scientifica. Divisi in gruppi da 7-8 partecipanti, seguiti da un animatore, i bambini andranno in giro per la piazza e per i portici a caccia di famosi scienziati, da Marie Curie a Lorenz, da Becquerel a Boh, interpellandoli sulla loro vita e facendo “in diretta” piccoli esperimenti per meglio comprendere la loro opera.

La caccia al tesoro si svolgerà dalle 17 in poi, durerà un paio d’ore ed è rivolta a bambini dai 7-8 anni in su, perfetta fino ai 12 anni, divertente anche per i 13-14 enni che amano mettersi in gioco. L’iniziativa è pensata per avvicinare i ragazzi in modo giocoso, divertente e coinvolgente alla scienza.. Durante il gioco i genitori potranno curiosare fra gli stand mentre dopo la premiazione ci sarà un ottimo “gelato all’azoto” per tutti.

Per iscrizioni scrivete a info@centroscienza.it

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A Torino la ricetta per il costume dell’Uomo ragno

Agosto 29, 2007 on 2:00 pm | In Raccontare, Creare, Innovare, Valley | Nessun commento

Realizzata la ’ricettà per creare un perfetto costume da Uomo ragno che può dare a chi lo indossa il potere, non solo di arrampicarsi su superfici verticali ma anche di strisciare sui soffitti come il mitico eroe dei fumetti. A concepirla è stato un italiano, l’ingegnere e fisico
Nicola Pugno, del Politecnico di Torino che ha descritto la sua teoria sulla rivista Journal of Physics.

Secondo Pugno, l’ingrediente principe per mettere a punto la divisa dell’eroe creato da Stan Lee e Steve Ditko nel ’62 sarebbe una colla fatta di molecole uncinate di nanotubi di
carbonio in grado sia di aderire alle superfici sia di staccarsi con facilità. A rafforzare l’efficienza di questa tecnologia le forze di van der Waals, ovvero l’attrazione che si genera fra molecole poste molto vicine a cui si attribuisce, per esempio, l’abilità del geco di camminare su superfici lisce senza l’uso di secrezioni adesive (le estremità delle sue zampe sono ricoperte da milioni di peli che moltiplicano le deboli forze elettromagnetiche di interazione con la superficie).

La tecnologia, sottolinea lo studio, è resa ancora più interessante dalla capacità degli adesivi di resistere all’acqua e allo sporco. Così che i micro veltri teorizzati, anche se non certo saranno usati per combattere il male come faceva Peter Parkers, l’adolescente che vestiva i panni di Spiderman, potranno trovare, è convinto il ricercatore, numerose applicazioni: dai guanti e scarpe ad uso di chi lava i vetri dei grattacieli agli indumenti per esplorare i fondali marini.

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Extracampus la webTV degli atenei piemontesi

Agosto 28, 2007 on 5:10 pm | In Learning, Raccontare, Innovare, Bit e Chip | Nessun commento

La webtv degli Atenei piemontesi, nasce sulla base di un accordo con la Regione Piemonte e i quattro Atenei della Regione (Università di Torino, Politecnico di Torino, Università del Piemonte Orientale, Università di Scienze Gastronomiche). L’intento è la creazione e lo sviluppo di un organo di comunicazione congiunto per i quattro atenei, un vero e proprio network televisivo.

Extracampus vuole:

  • dotare gli Atenei piemontesi di uno strumento atto a diffondere informazioni istituzionali, scientifiche e culturali con particolare attenzione alle altre istituzioni culturali e formative presenti sul territorio
  • consentire l’acquisizione agli studenti delle conoscenze espressive, tecnologiche e organizzative indispensabili per la produzione audiovisiva
  • valorizzare le intelligenze e la creatività giovanili attraverso l’analisi dei linguaggi audiovisivi e delle tecnologie e la loro diretta sperimentazione.

I quattro Atenei hanno individuato tre aree d’interesse per la creazione di nuovi format, che sono frutto della creatività, delle specifiche conoscenze e dell’interesse degli atenei medesimi:

  • Scienze e società, un’esplorazione del mondo della ricerca universitaria ad ampio raggio. Il passaggio di Extracampus da Televisione dell’Università di Torino a Tv degli Atenei del Piemonte ha permesso la progettazione di un nuovo format che coinvolgesse le numerose realtà universitarie piemontesi ed i loro progetti di ricerca.
    “Extrascientia – La ricerca scientifica in Piemonte” vuole essere un programma mensile di divulgazione scientifica sotto forma di reportage. Si prefigge di trattare progetti di ricerca universitari, nazionali ed europei, in svolgimento negli Atenei del Piemonte. L’obiettivo del format è la diffusione a livello pubblico dei metodi scientifici, dei risultati delle ricerche, dei rapporti tra scienza e società. Le donne ed i giovani che svolgono la ricerca, le problematiche incontrate durante il suo svolgimento e le relazioni tra la ricerca e la società civile rappresentano le tematiche costanti di ogni puntata.
  • Beni culturali, uno sguardo per scoprire luoghi noti e ignoti, progetti realizzati o incompiuti, ricchezze svelate o nascoste della nostra cultura.
    “Beni culturali” è il canale che ti farà scoprire il patrimonio culturale del nostro paese: palazzi, musei ed eventi che accadono attorno a noi.
    Uno sguardo, curioso e attento, per scoprire luoghi noti e ignoti, progetti realizzati o incompiuti, ricchezze svelate o nascoste della nostra cultura.
    Il passato, patrimonio del presente e le innovazioni che ci accompagnano verso il futuro, verranno osservati attraverso un occhio critico aperto al confronto tra diverse generazioni.
  • Cultura e tradizioni, una panoramica sulle tradizioni popolari, dalla festa al cibo alle testimonianze di vita.
    L’area “Cultura e tradizione” esplora il mondo della tradizione, alla scoperta di immagini sommerse, feste, usanze e costumi
    che appartengono al tessuto culturale collettivo della nostra Regione.
    Un’area in cui si esplora l’espressione umana declinata nelle diverse forme culturali, dal teatro alla musica e alla danza, indagando le motivazioni e le emotività che le hanno originate.
    “Cultura e tradizione” è contenitore di format antropologici, di ricerca etnografica applicata alle arti e alle usanze, programmi studiati per indagare e far conoscere il bagaglio culturale e tradizionale proprio di un territorio.

Extracampus.ateneipiemonte.it è sperimentazione di linguaggi espressivi e di nuove tecnologie. L’intento è veicolare l’immagine dei quattro Atenei attraverso nuove forme mediali, dalla webtv al digitale terrestre, dai telefoni cellulari ai lettori mp3.

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La sfida di Torino capitale della mobilità

Agosto 28, 2007 on 7:27 am | In Esportare, Europa, Muoversi, Innovare, Bit e Chip | Nessun commento

Da La Stampa Marina Cassi

Andrà in Consiglio comunale alla ripresa, ma la giunta ha già approvato la delibera: la Città aderirà al comitato promotore infomobilità, logistica e mobilità sostenibile. La stessa scelta l’ha fatta la giunta provinciale e nel comitato ci saranno la Regione, Finpiemonte, Confindustria, Torino Wireless, Unioncamere.
Torino si candida così a coprire un altro ruolo di eccellenza in Italia: dove se non qui si può sviluppare una rete di ricerca e produzione nel campo della mobilità? E’ qui che ci sono la Fiat, Iveco, Iribus, ma anche 5T e il Politecnico, Torino Wireless e Tilab, Magneti Marelli e Elem, il programma Galileo e il sistema satellitare europeo.

L’obiettivo è creare una cosiddetta piattaforma che sia in grado di proporre progetti di ricerca da una posizione di forza anche rispetto al governo. Sembrano cose astratte, ma in realtà sono il cardine delle politiche industriali. Il vice sindaco, Tom Dealessandri, fa degli esempi concreti: «Tutto il tema che calamita l’attenzione dei controlli degli accessi alle città o alla Ztl, del pagamento o o meno di ticket di ingresso o della selezione degli accessi alle auto ecologiche funziona solo se ci sono gli strumenti tecnologici. Quegli strumenti si possono acquistare o si possono produrre qui. E qui si può fare ricerca, crescere e vendere nel mondo creando nuove imprese e nuovo valore».

La piattaforma della infomobilità si muoverà sull’esempio del comitato dell’aerospazio che è partito un anno e mezzo fa. Per Dealessandri si tratta di un concreto intervento di politica industriale che si accompagna ai tanti altri. Ma adesso forse è venuto il momento di allargare l’orizzonte.
E il vicesindaco propone una riflessione: «Non credo sia possibile continuare a affrontare le situazioni di difficoltà man mano che si presentano come si è fatto per Mirafiori o in altri casi tipo Embraco». Adesso, anche grazie al fatto che la ripresa economica c’è e le situazioni di emergenza sono meno numerose è possibile pensare a «uno strumento duraturo e stabile».

Tom Dealessandri ha una sua precisa ipotesi: «Penso a una società partecipata dai grandi enti pubblici che non sia ovviamente una Gepi, ma serva affrontare due-tre realtà all’anno». E si addentra: «Le aree dismesse, da aziende che hanno chiuso, come nel caso Thyssen, o che riducono il loro bisogno di spazi produttivi, potrebbero essere rilevate dalla nuova società che le dovrebbe bonificare e riqualificare per rimmetterle sul mercato. Puntiamo a un realtà di questo genere, forte e operativa, se no non serve».
L’obiettivo è renderle appetibili non per una manifattura di tipo tradizionale, ma per aziende teconologiche avanzate. Conclude il vicesindaco: «Chi viene qua non cerca un’area e basta, quella la trova ovunque. Cerca un sistema integrato dove convivono formazione, ricerca, reti di conoscenza».

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I ricordi: una ricerca torinese ne chiarisce gli aspetti

Agosto 17, 2007 on 8:28 am | In Review, Biotech, Innovare, Valley | 1 Commento

Da Torino Scienza

Quale e’ il meccanismo che sta alla base dei ricordi? Lo studio di questo tortuoso percorso passa anche per Torino. Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Anatomia, Farmacologia e Medicina Legale dell’Università di Torino, coordinato dal Dott. Maurizio Giustetto, in collaborazione con il gruppo del Prof. Tommaso Pizzorusso dell’Università di Firenze e dell’Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa, ha scoperto lo schema di attivazione di una proteina (ERK) che agisce nel cervello. Studiando l’attivazione dei neuroni della corteccia cerebrale, in seguito ad una stimolazione fisiologica, si è riusciti a capire come e quando si attiva l’enzima ERK. Tale enzima è fondamentale nei meccanismi di plasticità cerebrale, ovvero quel fenomeno che sta alla base della nostra capacità di ricordare gli avvenimenti e codificare le informazioni.

I risultati ottenuti, pubblicati sulla rivista americana “PLoS ONE” (http://www.plosone.org), offrono un modello di funzionamento delle cellule nervose da cui si potrebbero ricavare principi generali per la biologia dei neuroni del cervello umano.

Questa ricerca apre anche interessanti prospettive per lo studio delle cause di patologie che intaccano la memoria o del suo naturale decadimento senile. Mentre era stato finora ritenuto che l’enzima ERK potesse agire solo a livello nucleare per regolare l’espressione di nuovi geni, importanti per formazione della memoria, questo studio pone in evidenza che esistono altre importanti sedi neuronali d’azione.

I nostri neuroscienziati hanno osservato che in seguito ad una brevissima stimolazione visiva la protein chinasi ERK viene attivata in prossimità delle connessioni nervose, dove è in grado di produrre modificazioni funzionali delle connessioni sinaptiche.

L’intervista al dottor Maurizio Giustetto

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Wekey, il wiki parte da Torino

Agosto 17, 2007 on 8:05 am | In Investire, Fare Impresa, Innovare, Valley | Nessun commento

Wekey è una innovativa azienda torinese che offre alle aziende italiane una soluzione software innovativa: l’”enterprise wiki” o “wiki aziendale”. L’offerta di una piattaforma integrata e di livello “enterprise” in questo campo è in forte crescita e si sta affermando negli Stati Uniti e nelle grandi multinazionali europee, ma è molto ridotta in Italia.

Che cosa è un wiki ? Un wiki è un sito web che permette a ciascuno dei suoi utilizzatori di
aggiungere contenuti, come in un forum, ma anche di modificare i contenuti esistenti inseriti da altri utilizzatori. La tecnologia Wiki nasce nel 1995, grazie a Ward Cunningham. Dopo più di 10 anni dalla sua nascita Wiki è una tecnologia matura.

Il vantaggio maggiore dell’uso dei wiki sta nel fatto che con un unico investimento si raggiungono molteplici risultati: disporre di uno strumento efficace ed efficiente per il lavoro collaborativo on-line, creare una knowledge base aziendale semplice da alimentare, amministrare ed organizzare e frutto di una progettazione “sociale”, di un’architettura delle informazioni aderente alla propria organizzazione perchè è da questa che è stata concepita, disponibile 24/7, accessibile da tutto il mondo. Altri vantaggi sono ottenere trasparenza nei processi di produzione dell’informazione (e relativi documenti) e loro tracciabilità, permettere di inserire/aggiornare l’informazione in tempo reale, per tutti, senza rischi di dimenticanze e ritardi, diminuire, se non annullare, il sovraccarico da email cui siamo oggi esposti.

Qualche esempio di utilizzo

  • Documentazione dell’esperienza nell’uso di una particolare tecnologia, cui possono contribuire più colleghi aggiungendo le loro conoscenze, considerazioni o conclusioni pratiche.
  • Gestione di progetti (sviluppo software, nuovi prodotti, edilizia, …): wiki è un canale di comunicazione che rende più efficace la preparazione delle riunioni, la raccolta dei documenti da discutere, il loro aggiornamento, la redazione in tempo reale dei verbali, la comunicazione di progetto.
  • Supporto applicativo: i wiki sono lo strumento ideale per documentare l’utilizzo e supportare la gestione di applicativi complessi (gestionali, office automation, ecc…), rendendo semplice anche l’aggiornamento delle informazioni e la raccolta di casi particolari.
  • Supporto alle vendite: il settore commerciale di un’azienda ha bisogno di un gran numero di informazioni ed è sottoposto a vincoli temporali molto stretti. Un wiki aziendale è un ottimo supporto per i commerciali per raccogliere, organizzare e ricercare informazioni sulle vendite e organizzare il supporto commerciale.
  • Intranet: sempre più spesso i wiki stanno sostituendo o almeno affiancando le intranet aziendali in qualità di canale di comunicazione e condivisione della conoscenza.
  • Ricerche di mercato: i wiki aziendali sono potenti piattaforme per raccogliere e condividere informazioni e dati su mercati, concorrenti, tendenze del settore e i prospect (in questo caso abbinando il wiki ad un blog)
  • Comunicazione con esterni: wiki permette di creare un canale di comunicazione bidirezionale dinamico tra un’organizzazione e la sua rete di partner/collaboratori esterni.
  • Servizio al Cliente: molte grandi organizzazioni stanno cominciando ad utilizzare wiki per gestire i Clienti e supportarli nelle loro necessità di informazioni. In tal modo i Clienti, nel tempo, sono sempre più coinvolti e fidelizzati.
  • Call Center: come strumento per migliorare il servizio al cliente attraverso la condivisione, la costruzione e la correzione rapida della base di conoscenza a disposizione degli operatori.

Wekey propone al mercato italiano uno strumento, il wiki aziendale, e relativi servizi di supporto funzionali al miglioramento delle capacità di comunicazione/collaborazione interne ed esterne delle aziende e di gestione della conoscenza.

Wekey offre wiki basati sulla piattaforma Socialtext:

  • in hosting, una soluzione rapida e conveniente per i piccoli gruppi di lavoro e per le aziende e PA che vogliono testare l’applicazione prima di investire in una appliance.
  • come soluzione hardware/software da installare dietro il firewall aziendale.
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Una reazione chimica per pulire Torino

Agosto 13, 2007 on 11:26 am | In Biotech, Innovare, Valley | Nessun commento

Il biossido di titanio è il silenzioso «spazzino» che da qualche tempo pulisce le città, come accade, per esempio, con l’intonaco autopulente, che mantiene immacolata la chiesa romana Dives in Misericordia, mentre esistono vetri autopulenti, come quelli della piramide del museo Louvre, e filtri per gli scarichi industriali, contro veleni altrimenti ineliminabili.

Torino sta provando ad utilizzarlo per distruggere le polveri sottili e altri inquinanti, sfruttando anche il sole: in corso Turati e via Varano è già in via di sperimentazione un manto stradale che grazie alla luce del sole converte in acqua e sali l’inquinamento. Installata a marzo 2007 da Università di Torino, Comune e Regione Piemonte, la pavimentazione contiene particelle di biossido di titanio, il Ti02.

Sembrano aprirsi nuove frontiere della chimica ambientale, di cui hanno discusso i massimi esperti al Lingotto di Torino, dove si sono riuniti per il 41/o congresso mondiale dei chimici.

«In laboratorio funziona, ma nella realtà - dice il professor Claudio Minero dell’Università di Torino - bisogna valutarne durabilità ed efficacia». In vista dei progetti del Comune, che vorrebbe diffonderne l’uso contro l’annoso problema dell’inquinamento.

I costi sono bassi perchè il Ti02 è facilmente reperibile in natura. Il professor Akira Fujishima, dell’Accademia giapponese Kanagawa, studioso del materiale da circa 40 anni e oggi scienziato di fama mondiale, spiega che in Giappone è comune usarlo per ricoprire gli edifici, depurare l’aria dal fumo nei mezzi pubblici, produrre lampade autopulenti per i tunnel stradali. La Toyota lo usa negli specchietti retrovisori, che non si appannano più. Inoltre, con la sua capacità di disintegrare batteri e particelle superflue, il Ti02 è efficace contro il cancro. Il suo utilizzo è sempre più diffuso, in Occidente i paesi più avanzati sono la Germania, l’Inghilterra e gli Stati Uniti.

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