Nasce il Museo dello Spazio con il nuovo planetario
Settembre 28, 2007 on 6:09 pm | In Learning, Raccontare, Valley | Nessun commento
Via Lastampa.it
Camminare tra le stelle, verso Alfa Centauri, e non solo con la fantasia. Oggi a Pino Torinese viene inaugurato il Parco Astronomico Infini.to, accanto alle strutture scientifiche e ai telescopi dell’Osservatorio. Con il suo Planetario di nuova generazione e il Museo dello Spazio aprirà le porte della carta del cielo anche a chi si trova in imbarazzo a individuare la stella polare.
Adagiato così com’è sulla collina torinese, con le sue linee curve firmate dagli architetti Giancarlo Gonnet e Loredana Dionigio, il Museo sembra un’astronave in bilico sul vuoto. E in effetti, a suo modo, è una nave per viaggiare nel cosmo, dalle galassie ai buchi neri, e ripercorrere l’avventura dell’uomo davanti all’origine dell’universo e allo spettacolo delle costellazioni. Domani, dalle 15 alle 19, toccherà al pubblico.
Il Parco Astronomico, che si snoda su tre livelli, è innanzitutto uno spazio interattivo di 1700 metri quadri che rivoluziona la divulgazione scientifica. Offre una ricca Mediateca e i giochi multimediali che permettono di simulare la camminata sulla luna, di pedalare nel Sistema solare; si può fare l’esperienza dell’imbuto gravitazionale e scoprire i vortici stellari. La «postazione intergalattica» farà rivedere il circuito di visita, e si potranno seguire lezioni di approfondimento nell’aula didattica. La Mediateca offre una raccolta di documenti scientifici straordinari che ripercorrono la storia delle scoperte dei pionieri dell’astronomia come Ipazia, direttrice della Biblioteca di Alessandria d’Egitto nel IV secolo d.C.
Ma il cuore pulsante è la gigantesca cupola del Planetario incastonata all’interno del Museo che, grazie al sistema di proiezione all’avanguardia Digistar 3, permette di viaggiare nell’universo standosene tranquillamente seduti in poltrona. Il Planetario, che accoglie 100 persone per volta, permette di vedere il cielo non solo da vari punti di osservazione sulla terra, ma anche da altri pianeti, da Giove o da Marte. Oppure di contemplare il cielo come lo osservavano gli antichi o di compiere un viaggio attraverso la nostra galassia.
L’effetto è quello del cinema tridimensionale: lo spettatore avrà l’impressione di trovarsi avvolto nello spazio, davanti alle costellazioni come un vero astronomo. «Si possono scoprire le meraviglie dell’universo, a partire dal Big Bang - spiega Attilio Ferrari, ex direttore dell’Osservatorio e ideatore di Infini.to - utilizzando simulazioni e immagini reali filmate». Sono le riprese realizzate dai potenti telescopi delle missioni spaziali.
Per Torino e il Piemonte il nuovo Parco Astronomico è motivo d’orgoglio. Costato 10 milioni di euro stanziati da Regione, Comune di Pino Torinese, Istituto Nazionale di Astrofisica, dall’Osservatorio e dall’Università di Torino, da Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, sarà gestito dall’Associazione «Apriticielo» nata nel 2006, che comprende l’Inaf, il Comune di Pino, l’Università e ora anche la Regione.
In un prima fase sperimentale di un mese il Parco Astronomico sarà aperto al pubblico sabato e domenica, ore 15-19. Mentre giovedì e venerdì, ore 10-16, la visita sarà riservata alle scuole. Le visite sono solo su prenotazione tramite il numero verde 800.329.329 (entro le ore 12 di venerdì per il sabato e la domenica).
Le scuole devono utilizzare il sito web: www.planetarioditorino.it, pagina «contatti», indicando le date e il numero di componenti del gruppo.
Nel mese di ottobre le visite sono gratuite, mentre da novembre il biglietto costerà 7 euro, ridotto 5 euro, e verrà esteso l’orario di visita. Il Parco Astronomico è raggiungibile dal parcheggio in via Osservatorio con un ascensore a cremagliera.
Il programma di Mondobit 2007
Settembre 28, 2007 on 5:12 pm | In Raccontare, Biotech, Creare, Innovare, Bit e Chip, Valley | Nessun commento
Al via lunedì 1 ottobre l’ottava edizione di MONDOBIT, la tradizionale rassegna culturale annuale di divulgazione scientifica organizzata dall’Istituto Superiore Mario Boella in collaborazione con i Soci Fondatori Compagnia di San Paolo e Politecnico di Torino, i Soci Ordinari Motorola, SKF, STMicroelectronics, Telecom Italia, e l’Associazione CentroScienza Onlus.
Quattro conferenze in programma dal 1 al 22 ottobre permetteranno al grande pubblico di entrare in contatto con le applicazioni tecnologiche più innovative in grado di rendere la nostra vita quotidiana più sicura, più comoda e, perché no, anche più allegra. Diverse le tematiche che verranno affrontate nel corso delle conferenze: si passerà, infatti, dai temi più attesi dal grande pubblico come l’evoluzione della Rete e la musica digitale, a quelli più futuribili, quali i robot e gli aerei più all’avanguardia.
Ancora una volta esperti del settore, uomini d’impresa, universitari e ricercatori si incontreranno a MONDOBIT 2007 per discutere e confrontarsi sui risultati e sugli effetti legati alla tecnologia, oggi sempre più presente nel nostro vivere quotidiano.
MONDOBIT si inserisce all’interno degli obiettivi di ISMB, che mira a promuovere la ricerca applicata nel settore delle ICT, stimolando l’apporto e l’incontro di soggetti knowledge-intensive a livello locale, nazionale ed internazionale con l’obiettivo di proiettare il sistema socio-economico dell’area torinese in una prospettiva internazionale.
Lunedì 1 ottobre MONDOBIT 2007 aprirà ufficialmente con la conferenza “LA NOSTRA SECONDA VITA SU INTERNET. I nuovi modelli di democrazia globale” che si terrà dalle ore 18:30 alle 19:30 nella Sala Conferenze presso la Galleria D’Arte Moderna di Torino. Silvano Giorcelli, Direttore Generale di Top-IX (acronimo di Turin Piedmont Internet Exchange) e Marco Mezzalama, Ordinario di Sistemi di Elaborazione al Politecnico di Torino, affronteranno il tema della Rete, ormai considerata un mondo parallelo alla vita reale, attraverso l’analisi di alcuni siti di successo come Wikipedia, You Tube e Second Life. Riusciremo ancora a distinguere la realtà “vera” da quella virtuale, il bene o il male reali da quelli virtuali?
Lunedì 8 ottobre sarà la volta di “AEREI INTELLIGENTI. Avionica avanzata e idrogeno per volare nel futuro””, conferenza a cura di Maurizio Cheli, astronauta e Pilota collaudatore che è stato insignito della medaglia d’argento al valore aeronautico. Al centro dell’incontro le ultime novità tecnologiche nel settore dell’avionica all’insegna di un maggiore rispetto nei confronti dell’ambiente. Un’analisi approfondita sugli obiettivi che orientano la ricerca e lo sviluppo della futura generazione di aerei.
“Androidi, essere coscienti o macchine? L’etica dei robot”. È questo il tema centrale del terzo incontro al quale interverrà Giancarlo Genta, attualmente coordinatore del Dottorato di Ricerca in Meccatronica presso il Politecnico di Torino. Nel corso della conferenza si cercherà di fare il punto della situazione nel settore della robotica, scoprendo robot che giocano a calcio, che affiancano la Protezione Civile, che assistono anziani e molto altro ancora. I robot potranno mai diventare esseri coscienti?
A concludere il ciclo di conferenze, lunedì 22 ottobre “MUSICA PER LE TUE ORECCHIE. Tra MP3 e Alta Fedeltà”. Giovanni Cordoni, Redattore capo de “L’Enciclopedia della Radio”, Madaski, musicista degli Africa Unite e Domenico Simonetti, grande esperto di elettronica e Hi-Fi spiegheranno come la musica si è evoluta nel corso degli anni e come è cambiato il modo di viverla.
Tutte le quattro conferenze si terranno presso la Sala Conferenze della Galleria d’Arte Moderna di Torino, in corso Galileo Ferraris 30, dalle ore 18:30 alle 19:30. L’ingresso è libero.
La Notte dei ricercatori 2007 tutti gli eventi in programma
Settembre 27, 2007 on 4:42 am | In Eventi, Raccontare, Creare, Innovare, Valley | 1 Commento
Anche quest’anno la scienza farà festa: Il 28 settembre, dalle 16 alle 24, Torino, Vercelli, Biella e Alessandria ospiteranno la seconda edizione della Notte dei Ricercatori, un appuntamento con il mondo della ricerca nato dalla collaborazione tra enti piemontesi attivi sul fronte della ricerca e dell’innovazione, dell’istruzione e del sostegno alle imprese.
L’iniziativa, che si svolgerà contemporaneamente in tutt’Europa toccando non solo gli Stati membri ma anche alcuni degli Stati associati come Turchia e Israele, è promossa e coordinata dalla Commissione europea. Il Piemonte non è l’unica regione italiana che il 28 settembre festeggerà i ricercatori: altre
manifestazioni si svolgeranno a Bari, Frascati e Napoli.
La Notte dei Ricercatori riproporrà a giovani e meno giovani un’occasione unica per avvicinarsi in modo diverso alla ricerca e alle scienze: le quattro città piemontesi si stanno infatti preparando al meglio per offrire ai cittadini una serata all’insegna di esperimenti scientifici, giochi interattivi e spettacoli teatrali che si avvicenderanno a conferenze divulgative e a proiezioni di filmati multimediali.
A Torino, oltre alle tante iniziative in piazza, saranno organizzate anche visite gratuite all’Osservatorio e al Planetario. Alcuni musei scientifici, inoltre, prolungheranno l’orario di apertura e si celebrerà l’Anno Internazionale di Eliofisica con due mostre dal titolo “Nel fuoco del sole” e “Esplorare le strade del cielo”, interamente dedicate allo Spazio e al fascino che da sempre esercita sull’uomo.
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I nuovi trasporti della grande Torino
Settembre 26, 2007 on 2:33 pm | In Muoversi, Valley | Nessun commentoMaurizio Tropeano sula Stampa
Ci sono i soldi per completare la linea 1 della metropolitana fino a piazza Bengasi. I 200 milioni sono previsti dalla legge Obiettivo e il dossier sta per essere approvato dal Comitato interministeriale per la programmazione economica. «Mancano solo delle firme di alcuni dicasteri», ha spiegato il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, davanti alla presidente della Regione, Mercedes Bresso e al sindaco di Torino, Sergio Chiamparino.
Nel patto sottoscritto ieri tra la Regione e il governo c’è l’impegno a completare la metropolitana da Collegno a Cascine Vica. La richiesta è di 250 milioni di euro ma ad oggi questi fondi non sono coperti. Di Pietro e Bresso, con l’ausilio dell’assessore ai Trasporti, Daniele Borioli, e del presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, hanno deciso di concentrare i nuovi investimenti su interventi che «consentano di sbloccare i nodi di carattere ferroviario e autostradale».
E così la Regione ha indicato tra le priorità strategiche quella del nodo di Torino. L’assessorato ai Trasporti in collaborazione con l’Agenzia per la mobilità ha presentato un piano di «fluidificazione» del traffico sul passante ferroviario in vista anche della realizzazione della Torino-Lione. «Per rendere più efficiente il traffico servono micro-interventi che riguardano le stazioni sul passante e intorno al passante». E poi interventi per la Torino-Ceres (da sola si porta via circa 127 milioni) e per la Torino-Pinerolo nella tratta Sangano-Candiolo con la progettazione di un collegamento con il San Luigi di Orbassano. Richiesto anche l’interramento della stazione di Nichelino.
Più lunghi, invece, i tempi per la realizzazione della tangenziale Est. La Regione ha optato per la soluzione autostradale - «dovremmo verificare le compatibilità ambientali e quelle economiche», precisa l’assessore Borioli - e per questo motivo insieme all’Anas è stato creato un gruppo di lavoro che dovrà analizzare i flussi di traffico, le soluzioni tecniche e le opzioni per il finanziamento. La Regione punta a definire il progetto e di avviare l’iter degli appalti tra il 2009 e il 2010.
Sulla carta non si dovrebbe partire da zero visto che la Satap, la concessionaria aveva già presentato un progetto preliminare e anche la Provincia, attraverso l’assessore ai Trasporti, Franco Campia, aveva elaborato una sua proposta. In realtà l’idea è quella di lavorare ad un riordino complessivo del sistema tangenziale compresa la costruzione della quarta corsia tra corso Regina Margherita e Bruere e l’inserimento della Gronda merci ferroviaria all’interno delle corsie autostradali.
Il piano grandi opere vale circa 1 miliardo di euro (compresa la Pedemontana di Biella, le linee ferroviarie Cuneo-Fossano e Chivasso-Ivrea-Aosta). La Regione è pronta a fare la sua parte e ad investire «una parte consistente degli 880 milioni resi disponibili dai Fondi per le aree sottoutilizzate». Il resto lo faranno Rfi e Anas. Antonio Ciucci, presidente del gestore della rete autostradale, ha annunciato un programma di investimenti di 589 milioni nel prossimo quadriennio.
La Torino bocciata
Settembre 26, 2007 on 9:20 am | In Review, Raccontare, Valley | Nessun commentoAlessandro Mondo su LaStampa.it
La pedonalizzazione di piazza Valdo Fusi. Alzi la mano chi non se lo aspettava, bocciata senza appello come uno dei peggiori progetti realizzati a Torino negli ultimi 10-15 anni. Bocciatura condivisa da un nutrito pacchetto di architetture più e meno illustri: dal Palafuksas al Palazzo di Giustizia, passando per il Mazda Palace, è una strage. Nemmeno Atrium, simbolo per eccellenza dei Giochi, sfugge alla ghigliottina.
Promossi e bocciati nella Torino postolimpica. Le pagelle saranno rese pubbliche oggi alle 18 al Circolo dei Lettori di via Bogino 9, durante il dibattito organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Architetti, il Comitato Giorgio Rota, il Circolo L’Eau Vive e il Politecnico. Titolo: «La nuova Torino piace?».
Stando ai risultati dell’indagine conoscitiva, commissionata dall’Ordine e realizzata da Luca Davico e Silvia Crivello (Comitato Giorgio Rota) intervistando un campione di 123 architetti iscritti in provincia di Torino, si direbbe che no, la nuova Torino per molti versi non piace affatto. Questione di qualità progettuale, ma pesa anche il modo con cui le «new-entry» soddisfano le esigenze di chi le abita e si rapportano al tessuto urbanistico circostante. Senza riguardi per le opere «griffate», predilette dall’amministrazione cittadina e proprio per questo prive di giustificazioni. La riprova del malessere che, a un anno dal Congresso mondiale dell’Ordine degli Architetti, serpeggia nella categoria: messa per la prima volta in condizione di dire la sua, divisa nelle valutazioni (vedi il Palavela), tendenzialmente critica sullo sviluppo urbanistico della città e sulle scelte che lo ispirano.
Non a caso la prima stroncatura, in questo caso chiara e netta, non riguarda architetture singole ma chiama in causa Spina 2 - già censurata nelle sue realizzazioni dallo stesso Cagnardi, il progettista del Piano regolatore - e Spina 3: due delle principali aree di trasformazione di Torino, due idee di città che secondo molti intervistati hanno tradito lo spirito iniziale. Se il 32,5% esprime un’opinione complessivamente favorevole su Spina2, il 43,6% mostra il pollice verso. Nel caso di Spina 3 il giudizio diventa ancora più severo, con un 65% di giudizi negativi e appena il 14,6% di quelli favorevoli. Molti edifici costruiti sulle spine sono anche citati come esempi peggiori degli ultimi 10 anni, superati nelle valutazioni critiche solo dal rifacimento di piazza Valdo Fusi. Come spiega Davico nell’«Ottavo Rapporto annuale su Torino», realizzato dal Comitato Giorgio Rota e presentato oggi insieme all’indagine, «una tipologia edilizia particolarmente criticata è quella dei grandi complessi di tipo condominiale: su sette progetti del genere nessuno ha raggiunto la sufficienza». Vale per la qualità progettuale, con punteggi insufficienti su 11 dei 26 progetti considerati. Idem per l’inserimento delle nuove strutture nel contesto: 12 quelle che non superano l’esame.
Questo non significa che sia tutto da buttare. Dal Lingotto al centro commerciale di Parco Dora su via Livorno, dall’Iveco in corso Giulio Cesare al Palaisozaki, sono diversi i progetti che si conquistano valutazioni positive. E comunque, precisa Davico, «serve un’assunzione di responsabilità non solo da parte del Comune, in termini di progettazione urbanistica, ma anche da parte della categoria». Come spiega Riccardo Bedrone, presidente dell’Ordine, «molto resta da fare: esistono margini per migliorare».
Resta la sensazione che nel ridisegno di ampie parti della città, occasione unica per Torino, si assista ad una deriva. Per dirla con Bedrone, «comincia a farsi consistente il timore che, se la proverbiale organizzazione dei torinesi saprà garantire il puntuale rispetto delle maggiori scadenze, nonché una formale correttezza e trasparenza dei processi, non è affatto scontato che gli esiti di tali processi siano in grado di ridefinire il volto della metropoli e di renderla più vivibile». Torino è un cantiere aperto: guai ai compromessi al ribasso.
Torino si ricordano i 10 anni dei blog
Settembre 25, 2007 on 4:28 pm | In Innovare, Bit e Chip | Nessun commentoPer ricordare i 10 anni dei weblog, la Fondazione Esperienze di Cultura Metropolitana, Biblioteca Multimediale - Osservatorio Scrittura Mutante, la Città di Settimo Torinese e la Regione Piemonte hanno organizzato un incontro dal titolo “10 anni di blog - Vizi e virtù di uno strumento che ha rivoluzionato il mondo dell’informazione e dell’editoria”, che si svolgerà domenica 30 settembre 2007, dalle ore 15 nel cortile del Teatro Regio in Piazza Castello a Torino.
Vi farò pensare come computer
Settembre 25, 2007 on 1:32 pm | In Fare Impresa, Creare, Innovare, Bit e Chip | Nessun commentoGabriele Beccaria intervista Federico Faggin
Negli Stati Uniti è famoso come Guglielmo Marconi ed Enrico Fermi e lo considerano parte di una triade di geni italici. Da noi è meno celebre (c’è da stupirsi?), anche se ogni tanto lo premiano con una laurea honoris causa. E’ successo ieri, quando Federico Faggin - l’inventore del microchip - è stato dichiarato dottore in ingegneria elettronica dall’Università di Pavia.
Una laurea è il minimo per lui che, nel 1971, ha inaugurato l’era digitale: di questi tempi, ogni anno, si mormora che sarebbe il personaggio ideale per il Nobel. «Io? Di sicuro sarò l’ultimo a saperlo!», esclama, subito dopo la lezione su «Innovazione e prosperità economica».
«Questa è la terza, dopo Milano e Roma. Ma la prima, in fisica, me la sono guadagnata a Padova, studiando». Era il 1965 e adesso, che ha 66 anni, è difficile guardarlo senza provare ammirazione e imbarazzo. Il cervello che non dovevamo perdere è lui, il Bill Gates dell’hardware, il creativo senza il quale il fondatore della Microsoft non avrebbe avuto nulla da creare. Senza l’«hard», come si fa a immaginare il software?
«E’ vero che vivo in California da anni, ma ho fatto qualcosa che si è riversato dappertutto». Però il microprocessore l’ha ideato per l’americana Intel, o no? «Vero. In Italia non avrei mai potuto svilupparlo. In California cominciò una reazione a catena. Lì ci sono gli stimoli appropriati: ho scoperto il lavoro di squadra. E fu una rivelazione».
L’anno era il ‘68 e da quel momento Faggin ha lavorato e sognato (e aperto società hi tech) a Palo Alto, uno dei neuroni della Silicon Valley. Di là intravede un’Italia quasi immutabile, perfino peggiorata. «In 30 anni le aziende di elettronica avanzata sono scomparse una dopo l’altra. E’ rimasta la St Microelectronics, che però dà lavoro a molti cervelli».
Che consiglio vuol dare per impedire che i nuovi Faggin fuggano nei laboratori d’America e d’Asia? «Si deve partire dai settori che funzionano e poi rafforzarli - risponde -. Nel mondo globale è impossibile eccellere in tutto». Ed è anche impossibile non pensare che il neo-dottore stia fantasticando un’altra invenzione. «Certo! Ho un’idea. Se la realizzo, lo saprete. Altrimenti faccio finta di niente».
La lezione, naturalmente, non ha violato segreti. In realtà è stata preziosa. Ha dissezionato il processo che continua a fare di Silicon Valley un paradiso dell’innovazione: «Scienziati, inventori e ingegneri sanno unire le loro forze con gli imprenditori, i manager e il “venture capitalism” per dare vita a nuove intuizioni e portarle sul mercato». Più che a un processo tradizionale si è di fronte alle meraviglie di un salto quantico, dove fenomeni molteplici avvengono in contemporanea e sono indistinguibili uno dall’altro. Poi, in privato, con un altro balzo vertiginoso spalanca il futuro dei microchip. «Ci avviciniamo al loro limite fisico. Oggi i transistor, che sono contenuti nei microchip, hanno dimensioni di 32 nanometri e scenderemo a 10 e poi a 5, fino ad arrivare a un limite evidente: la natura corpuscolare della materia. Se ho a che fare con un elettrone, che è 10 mila volte più piccolo di un atomo, dove posso ancora spingermi?».
Sono passati 36 anni dal suo primo microchip ed è come paragonare le prestazioni di un carretto con quelle di un Tornado. «La tecnica è la stessa, la velocità no! Il mio era capace di 65 mila operazioni al secondo, oggi si toccano i 200 miliardi al secondo». E la prossima rivoluzione si avvicina. «Si testano tecniche nuove di “storage”, cioè di immagazzinamento della memoria, che però non sono ancora del tutto chiare. Siamo nella stessa situazione dei matematici che alla vigilia della Seconda guerra mondiale immaginavano i computer. Avevano i relais, non i microchip».
Una strada - spiega - è quella dei computer quantici, che sfruttano le bizzarre proprietà degli atomi: «A differenza di ciò che avviene oggi, le operazioni sono indeterminate. Invece che 1 oppure 0, esistono sia 1 sia 0 allo stesso tempo. Per il nostro cervello è un rebus, eppure funziona. Così disporremo di potenze di calcolo enormi». Un’altra via ha a che fare con il nanotech. «I nanotubi di carbonio hanno caratteristiche elettroniche che permetteranno di realizzare transistor e superconduttori piccolissimi: si può immaginare di usare le molecole come bit di memoria!».
E’ evidente che il ricercatore-inventore-imprenditore dice meno di quanto sa. Alla fine dà l’illusione di confidarsi con una previsione. «Come immagino il 2050? I computer saranno diventati protesi: ci porteremo addosso memorie precisissime e avremo accesso in ogni istante a un rete tipo Internet, ma più intelligente. Dovremo aver bypassato gli strumenti standard, come le mani, attuando il “computer pensiero”. Chip e biologia, finalmente, staranno insieme».
La notte dei ricercatori a Torino
Settembre 25, 2007 on 12:49 pm | In Valley | Nessun commentoDal Piemonte alla Puglia anche l’Italia venerdì prossimo, 28 settembre, festeggia la notte europea della ricerca scientifica. Quattro i siti nel nostro Paese interessati dalla manifestazione che si svolgerà in 40 centri dell’Ue sotto il logo Researchers’ Night 2007. Obiettivo della manifestazione europea è avvicinare la ricerca e la scienza al grande pubblico, offrendo la possibilità di visitare laboratori, università, centri ed istituzioni di ricerca.
Tante le manifestazioni italiane per la notte della ricerca a partire da quelle promosse alle porte di Roma, a Frascati, sede della più grande area della ricerca scientifica in Europa. Dalle 16 alle 2 di mattina, prende infatti il via il progetto Agorà, ideato e realizzato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, in collaborazione con gli enti di ricerca Enea, Esa-Esrin, Inaf e Cnr e con l’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Frascati - copromotore e ospite delle attività. Il progetto ha ottenuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e i Patrocini del Ministero della Ricerca e del Ministero degli Affari Esteri.
Il progetto, spiega il Comitato Organizzatore della Notte Europea della Ricerca 2007, intende trasformare la cittadina tuscolana, i suoi locali, i musei e gli spazi urbani in un’immensa «Piazza», dove i ricercatori raccontano, proprio come avveniva nell’antica Grecia, i «Fenomeni della Natura» e le ultime scoperte scientifiche.
Il progetto piemontese della Researchers’ Night 2007 si svolge invece fra Torino, Alessandria, Biella e Vercelli e prevede esperimenti live, mostre interattive, Caffè della Scienza e dell’Innovazione, rappresentazioni teatrali, concerti, giochi e competizioni per i più piccoli dalle ore 16 alle 24.
A Torino, oltre alle tante iniziative in piazza Vittorio, saranno organizzate anche visite gratuite all’Osservatorio, al Planetario e ad alcuni musei scientifici. Capofila del progetto è l’Università degli Studi di Torino, in partenariato con Unioncamere Piemonte, Politecnico di Torino, Università degli Studi del Piemonte Orientale, Istituto Superiore Mario Boella e CentroScienza Onlus.
L’evento prevede inoltre il coinvolgimento di molti altri enti che si occupano in Piemonte di ricerca e divulgazione scientifica: dalle sezioni del Cnr e dell’Infn a Experimenta, la manifestazione che da 20 anni promuove scienza e tecnologia in forma ludico-divulgativa.
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