Mind The Bridge per favorire l’innovazione

Novembre 29, 2007 on 6:53 am | In Investire, Fare Impresa, Innovare, Valley | Nessun commento

Favorire la creazione di canali che possano favorire la nascita e lo sviluppo dell’Innovazione tecnologica. Ecco l’obiettivo con cui nasce “Mind The Bridge”, la nuova iniziativa no-profit che si propone di promuovere una nuova imprenditorità italiana, favorendo la creazione di canali che possano favorire la nascita e lo sviluppo dell’Innovazione tecnologica.

“Mind The Bridge” è infatti una “business plan competition” per nuove idee imprenditoriali che offre ai suoi vincitori la possibilità unica di presentare il proprio progetto alla comunità di investitori ed imprese della Silicon Valley, uno dei principali generatori di innovazione tecnologica al mondo.

Marco Marinucci, dirigente di Google nonché ideatore ed organizzatore principale di “Mind The Bridge”, è convinto che l’Italia sia lontana dall’esprimere appieno il suo potenziale: “Il mondo imprenditoriale Italiano si trova oggi nella strana situazione di avere molte idee innovative ma di essere incapace di realizzarle”. “Le cause di questo fenomeno sono complesse”, contina Marinucci, “ma possono almeno in parte ricondursi alla mancanza di due fattori: una cultura imprenditoriale al passo con i tempi, e dei role model.

L’idea di “Mind The Bridge” è di dare la possibilità di avere accesso a entrambi questi elementi attraverso il migliore apprendimento possible - l’esperienza diretta”. Già prima del suo lancio ufficiale, “Mind The Bridge” ha già ottenuto un risultato di rilievo, riuscendo a riunire in un’unica iniziativa quattro entità indipendenti volte allo sviluppo delle relazioni economiche tra Italia e Stati Uniti.

Queste entità, oggi partner ufficiali di “Mind The Bridge”, sono BAIA (Business Association Italy America), SVIEC (Silicon Valley Executive Council), First Generation Network e il programma “Partnership for Growth” dell’Ambasciata Americana a Roma. Tali associazioni, parte attiva del comitato organizzatore dell’iniziativa, metteranno a disposizione le proprie reti di membri e di contatti per agevolare la possibilita’ di sviluppo dei progetti con maggiore potenziale di crescita.

“Mind The Bridge” ha già trovato su entrambe le sponde dell’Atlantico molti sostenitori, i quali trovano un illustre esponente nell’Ambasciatore USA in Italia Ronald Spogli: “iniziative come questa possono fare la differenza: aprire un canale di scambio e confronto tra la Silicon Valley e l’Italia è la strategia migliore per convincere i giovani imprenditori italiani che il successo imprenditoriale è alla loro portata”.

Il sito di Mind the Bridge

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Dov’è l’Optalidon?

Novembre 23, 2007 on 5:59 pm | In Investire, Raccontare, Innovare, Valley | Nessun commento

Da Lastampa.it

Primo ciak. Ovvero quando Nanni Moretti prese il microfono e chiese a gran voce un Optalidon in un delizioso - chissà se voluto - sfottò dei politici di Torino.

Nanni-l’-icona ieri comincia la sua giornata di anteprima del Torino Film Festival in Comune. E’ «audito» dai politici della Commissione Cultura. Risponde a tutte le domande, e non si scompone nemmeno quando il consigliere di An gli chiede se non sarebbe ora di cambiare nome al Premio Cipputi, ribattezzandolo magari «Cipputi-Brambilla». Però, dopo 50 minuti il regista invoca platealmente, scandendo bene al microfono con la sua voce da film: «Qualcuno, qui, ha dell’Optalidon?»

Devono avergli fatto venire l’emicrania, i politici, anche se con i consiglieri ha parlato per due ore di ciò che più ama al mondo: il cinema, che «mostra ciò che gli occhi non sono in grado di vedere. E’ scoperta di altre storie, altri ceti sociali, altri mondi». Pare di ottimo umore, ma gli scappa un filo di sadismo con il consigliere Rocco Lospinuso, che lo chiama «dottore». «Non sono dottore». L’altro si fa timido: «Forse maestro…?» «No! Maestro no!» «E allora…» «Moretti! Mi chiami Moretti!» «Ma Moretti è …» «Moretti è Moretti!».

Annuncia che il festival di Genova proietterà parte dei film di Torino, e stigmatizza l’evoluzione della Rai: «Negli Anni Settanta era una specie di cineclub di massa: ricordo splendide retrospettive e grandi film. Poi c’è stato un livellamento con la tivù commerciale e s’è trovato sempre meno spazio non solo per i film d’autore, ma per i film in generale».

Si spengono le telecamere, lui saluta e se ne va a piedi sotto la pioggia, con Alberto Barbera e Alessandro Casazza del Museo del cinema. Si volta: «Non parlate più della festa di Roma, o vi prendo a gomitate!» Invece, «invito tutti a venire al Festival con curiosità, con la voglia di scoprire dei film, e magari di farsene travolgere. Ho accettato di dirigerlo anche per senso di responsabilità, perché non rischiasse d’andare disperso il patrimonio prezioso che la rassegna rappresenta. Sono molto soddisfatto: il programma è eccellente».

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I veri conti del buco Virtual

Novembre 23, 2007 on 5:57 pm | In Inchieste, Valley | 1 Commento

Raphael Zanotti su La Stampa

Che l’operazione di acquisizione degli studios cinematografici Lumiq da parte del Virtual Multimedia Park sarebbe stata economicamente un bagno di sangue per il Comune di Torino già aleggiava. Ma a vederli lì, in colonna, tutti i soldi spesi in questi anni, fanno impressione. Quando ieri l’Agenzia per i servizi pubblici locali ha consegnato il proprio dossier ai capigruppo, così come le era stato richiesto il 28 giugno scorso, è accaduto un vero terremoto politico. La minoranza (Michele Coppola, Daniele Cantore, Antonello Angeleri, Agostino Ghiglia, Mario Carossa, Giuseppe Lonero e Dario Troiano) ha subito chiesto e ottenuto che il presidente dell’Agenzia, Carlo Foppa, venisse sentito in commissione.

E anche Luca Cassano e Monica Cerutti (Prc e Sinistra Democratica) hanno dichiarato che è ora che il Comune rivaluti la sua presenza in Virtual. I numeri del dossier sono preoccupanti: 10 milioni di euro prestati dal 1996, capitale sociale ridotto a poco più di un milione dai più di 5 iniziali, 2,3 milioni di contributi a fondo perduto e 4 milioni di debito verso la città di Torino. Soldi spesi in passato. Ma ancora si spende visto che a novembre la giunta comunale ha deciso di decurtare gli affitti dei locali: dai 150 mila ai 50 mila euro l’anno. Si annuncia battaglia. Uno dei documenti più interessanti del dossier è di certo il parere dell’avvocato Antonio Ciccia, che non c’è andato morbido.

Secondo il legale l’acquisto di Lumiq, società decotta riferibile all’ex socialista Ignazio Moncada, presenterebbe «profili di inopinabilità per almeno due motivi». Primo: sarebbe incompatibile con lo Statuto del Virtual, che ha come compito la promozione del settore e non diventare un operatore sul mercato. Secondo: economicamente un disastro. La società di revisione Pricewaters Coopers, in aprile, diceva di Lumiq: «Emerge un serio dubbio che la società sia in grado di continuare come azienda in funzionamento».

Il vicesindaco Tom Dealessandri liquida il dossier con poche parole: «Ormai si è speso più in pareri che nell’operazione», dice. Ammette che l’operazione è andata male ma anche che il dossier non è aggiornato: «Dopo l’estate Lumiq si è trasformata in srl per costare meno e presto sarà spenta». Lunedì verrà presentato a Barcellona il famigerato film di animazione Donkey Xote, che tanti denari ha drenato. E Sergio Toffetti, presidente di Virtual, annuncia: «Abbiamo ceduto i diritti internazionali incamerando 650mila euro, pensiamo di chiudere il bilancio in pareggio». Le battaglie contro i mulini a vento, però, sono costati uno sproposito e ora qualcuno presenta il conto.

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Torino Film Festival 25

Novembre 22, 2007 on 3:22 pm | In Eventi, Raccontare, Creare, Innovare | Nessun commento

nannimoretti.jpgParte il 25 novembre per continuare fino al primo dicembre la venticinquesima edizione del Torino Film Festival, la prima della gestione di Nanni Moretti.

Il prestigioso festival internazionale dedicato ai nuovi linguaggi cinematografici, alle cinematografie emergenti e ai giovani cineasti, è diretto nella sua venticinquesima edizione dal regista Nanni Moretti. Oltre ai film in concorso, vengono proposte le retrospettive di due registi icona del cinema indipendente: John Cassavetes e Wim Wenders.

I biglietti potranno essere acquistati anche in prevendita, sino a 24 ore prima dell´inizio della proiezione, su www.torinofilmfest.org. Gli spettatori potranno acquistare abbonamenti, pass e biglietti per ogni singola proiezione presso una qualsiasi cassa dei cinema.

Ecco i concorsi previsti:

TORINO 25
Il Concorso Internazionale Lungometraggi è la sezione principale del Festival, dedicata alla ricerca e alla scoperta dei nuovi autori del cinema contemporaneo. Quest’anno vede 15 lavori al momento confermati, di cui 9 opere prime, concorrere al Premio per il Miglior Film (euro 25.000) e al Premio per la migliore attrice e il migliore attore. Il cinema europeo è presente con 6 titoli provenienti rispettivamente da Francia (2), Germania, Irlanda, Lettonia e Norvegia; il cinema asiatico con 3 titoli da Corea del Sud, Filippine e Malesia; 3 titoli dagli Stati Uniti, 1 dal Canada e 2 dall’Australia.

ANTEPRIME
è la sezione in cui saranno proposti - in anteprima italiana - 7 film che, dopo la presentazione al Festival, si avvarranno di una distribuzione italiana.

PANORAMA ITALIANO
5 titoli, di cui 4 in anteprima mondiale, per una sezione non competitiva dedicata solo al cinema italiano, tra finzione e documentario.

FUORI CONCORSO
in equilibrio tra ricerca e spettacolo, tra autorialità e tendenza, la sezione si propone come sintesi degli spunti cinematografici più significativi dell’anno. Nel FUORI CONCORSO saranno presentati in anteprima 12 film privi di distribuzione italiana.

LO STATO DELLE COSE
nuova sezione che proporrà annualmente un focus specifico; il tema emerso quest’anno è “il cinema” come universo immaginario al quale tornare per cercare di capire la realtà frantumata nella quale viviamo. 16 i titoli proposti.

LA ZONA
la sezione si propone di esplorare le punte più avanzate e sperimentali della produzione contemporanea che non trovano generalmente spazio nella normale diffusione cinematografica in sala o nella programmazione televisiva. 41 i titoli presentati, di vario formato e metraggio (11 i lungometraggi e 30 fra corti e mediometraggi).

ITALIANA.DOC
11 i titoli di medio e lungometraggio per il concorso dedicato al documentario italiano in pellicola o in video, una delle sezioni centrali del Festival. I lavori concorrono al Premio per il Miglior Documentario Italiano (euro 10.000). Al suo interno il FUORI CONCORSO DOC con 2 titoli.

ITALIANA.CORTI
il cortometraggio ha una lingua, tempi e ritmi assolutamente autonomi, per questo il Festival gli riserva uno spazio competitivo specifico. 15 titoli, fra i più significativi della recente produzione italiana, che concorrono per il Primo Premio (euro 10.000).

L’AMORE DEGLI INIZI
con l’attenzione rivolta agli esordi italiani fine anni Cinquanta e inizio Sessanta, la sezione propone i primi film di Tinto Brass, Gianfranco De Bosio, Francesco Rosi, Paolo e Vittorio Taviani, Florestano Vancini; al termine di ciascuna proiezione avrà luogo un incontro tra i registi e Nanni Moretti.

Le RETROSPETTIVE di TORINO FILM FESTIVAL 2007 sono dedicate a due autori fondamentali nel panorama del cinema indipendente:
JOHN CASSAVETES: la retrospettiva proporrà 18 regie di Cassavetes fra cinema e televisione, cui si aggiungono 11 film da lui interpretati;
WIM WENDERS: la retrospettiva comprende 50 regie di Wenders e 2 lavori dedicati al suo cinema.

SPAZIO TORINO
sezione competitiva dedicata ai migliori cortometraggi realizzati da filmmakers e videomakers nati o residenti in Piemonte. I 9 film selezionati concorrono a un Premio in servizi tecnici per la realizzazione di un nuovo cortometraggio.

EVENTI SPECIALI
saranno le versioni restaurate di Dillinger è morto (1969) di Marco Ferreri e di Maciste nella gabbia dei leoni (1926) di Guido Brignone con l’accompagnamento dal vivo in sala del gruppo dei Marlene Kuntz.

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Marketing Camp tre: video e presentazioni

Novembre 21, 2007 on 9:30 am | In Investire, Raccontare, Creare, Innovare, Valley | Nessun commento

Sono stati messi in rete le presentazioni e i contributi video degli interventi del MarketingCamp 3 che si è svolto il 10 ottobre al Palazzo Affari ai Giureconsulti di Milano all’interno dell’Innovative Day, nella settimana dell’Innovation Circus .

Tra questi i tre interventi targati torino valley da parte di Vittorio Pasteris, Daniele Alberti e Giulio Montevecchi

Vittorio Pasteris

Daniele Alberti

Giulio Montevecchi

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La Conferenza 2007 di Topix

Novembre 20, 2007 on 2:56 pm | In Eventi, Investire, Fare Impresa, Innovare | Nessun commento

La frammentazione della rete: target di nicchia per mercati globali, è il tema della conferenza annuale 2007 di Topix che si svolge presso il centro Incontri della Regione Piemonte il 10 dicembre 2007

La crescente attenzione che si stanno conquistando i volumi generati dai contenuti ritenuti “di nicchia”, da sempre esclusi dal grande business, è forse il più inaspettato tra gli effetti che Internet ha avuto sulla società e sul mercato.

L’accesso potenzialmente illimitato ad informazioni e conoscenze ha generato un’evoluzione nella struttura dei mercati e nelle dinamiche sociali, rendendo disponibile quello che una volta era inaccessibile ed antieconomico. Di conseguenza, le preferenze del mercato e della società civile si formano sempre di più in comunità on-line e sempre di meno sui media tradizionali di impostazione generalista.

Diventa dunque necessario comprendere le dinamiche di nascita e sviluppo di comunità virtuali, per proporre nuove ed efficaci strategie di gestione del cambiamento in atto.

Dall’esperienza di promozione e sviluppo di progetti innovativi del Development Program di ToP-IX nasce la conferenza di quest’anno che ha l’obiettivo di analizzare gli aspetti salienti legati alla diffusione di Internet, con particolare attenzione a progetti ed imprese innovativi, nati in questo ecosistema.

Il programma della Conferenza

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L’impresa in un giorno diventa realtà

Novembre 19, 2007 on 2:29 pm | In Investire, Fare Impresa, Innovare | Nessun commento

Via torino.repubblica.it

L´impresa in un giorno parte dal Piemonte. Regista dell´esperimento pilota in Italia: le Camere di commercio. Toccherà loro sbrigare tutte le pratiche che servono a un´azienda per avviare un´attività. L´azienda che nasce si iscrive al Registro imprese della propria Camera di commercio e toccherà poi all´ente camerale procedere agli adempimenti con Inps, Inail e Agenzia delle entrate, fungendo così da interfaccia unico per l´imprenditore. L´annuncio lo ha dato Renato Viale, presidente di Unioncamere Piemonte, al sesto forum regionale. «Entro fine anno verrà avviata questa prima fase di semplificazione amministrativa - ha detto nell´intervento di apertura -. Una svolta importante, che pone al centro il bisogno dell´impresa di avere tempi certi e interlocutori unici nel rapporto con la pubblica amministrazione. Dico questo innanzitutto come imprenditore, come uomo di industria che sa quanto è grande il bisogno di ridurre la burocrazia. Tuttavia non possiamo accontentarci di questo primo passo che, pur importante, è ancora piccolo rispetto alla necessità di semplificazione che hanno le imprese. Ma semplificazione vuole anche dire maggiore chiarezza sul ruolo e sui compiti dei diversi livelli istituzionali. Su questo piano Camere e Province possono impegnarsi reciprocamente affinché le rispettive competenze siano esercitate in una crescente complementarietà, evitando sovrapposizioni».

E proprio in questa direzione va il protocollo sottoscritto dallo stesso Viale e da Antonio Saitta quale presidente dell´Unione delle Province piemontesi in apertura del Forum che si è svolto a Torino, nell´aula del consiglio provinciale. D´altronde il «leit motiv» dell´incontro era proprio questo: «Politiche integrate di sviluppo per una Pubblica amministrazione efficace e efficiente». Per la verità dagli interventi dei vari amministratori delle otto province è emerso che qualche mattoncino per costruire questo edificio di efficienza e efficacia esiste già. Ha cominciato Saitta, con alcuni esempi per dimostrare come la Provincia sia un ente trasformato rispetto al passato, che «adesso eroga molteplici servizi alle imprese e alle persone». Lo Sportello virtuale «Comunicazione on-line», per esempio. Ci sono comunicazioni obbligatorie sul rapporto di lavoro che i datori devono trasmettere alla Provincia e ai suoi Centri per l´impiego. «Ebbene, forzando anche la pigrizia degli imprenditori, abbiamo autorizzato la trasmissione informatica dei dati - ha detto Saitta -. Nel primo anno, da ottobre a ottobre, le comunicazioni online sono state 650mila, pari all´80% del totale. Il risparmio di carta e di tempo è impressionante. Soltanto per la spedizione le imprese hanno risparmiato 2 milioni, considerato che una raccomandata costa 3,2 euro. Ancora più significativa è l´estensione della comunicazione via webad Inps e Inail».

Ma la collaborazione tra enti locali sta dando buoni risultati anche nel resto del Piemonte. Per esempio ad Asti, come ha ricordato il presidente Roberto Marmo: «Noi sono almeno dieci anni che abbiamo avviato questa concordia istituzionale che funziona indipendentemente dal colore delle amministrazioni e che ha nel centro fieristico il risultato più soddisfacente». Sergio Scaramal, presidente di Biella, ha citato lo sforzo comune fatto nella sua provincia per il rilancio e la riconversione del comparto tessile. Poi ha lanciato una proposta che a qualcuno può essere suonata come una provocazione: «Nel Biellese abbiamo 82 comuni e sei comunità montane. Troppi. Si potrebbe ridurre il numero domani, senza necessità di aspettare una legge. Basterebbe il coraggio».

Sergio Vedovato, presidente del Novarese, ha dato una chiave di lettura pragmatica della semplificazione: «Più che fare qualche fila in meno, significa integrarsi con gli altri mercati. In ballo c´è la competitività delle nostre imprese». Linea su cui concorda anche Renzo Maosero, presidente di Vercelli.

E le Camere di commercio che si dovranno sobbarcare il compito di rendere più semplice ed efficiente la macchina amministrativa? Sono tutti d´accordo, ne vale la pena. Giuseppe Moroni, presidente dell´ente del Verbano, sottolinea però quella che è la difficoltà maggiore: «Avere la massima condivisione sul progetto». In altre parole: serve il sì anche degli assessori oltreché dei presidenti provinciali. Gianfredo Comazzi, numero uno di Novara, ha lanciato una proposta: «Ogni provincia indichi l´intervento più efficace per semplificare la burocrazia, si dà vita a un´agenda e se ne discute tutti insieme». E Mario Sacco, presidente dell´ente camerale astigiano, si è augurato che l´efficienza contagi anche strutture nuove come il Ceip «perché è indispensabile razionalizzare le missioni all´estero».

Nel progetto per una pubblica amministrazione efficace efficiente avrà un ruolo anche la Regione. Lo ha illustrato l´assessore Sergio Conti presentando i «Pit», programmi integrati territoriali. Pur non nascondendo le difficoltà di percorso, l´assessore ha sottolineato come sia importante indicare le priorità per le varie aree per definire gli interventi del triennio.

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