Una guida al 2009 anno europeo della creatività

gennaio 1, 2009 on 7:48 pm | In Valley |

Via Liquida

Creatività e innovazione: due concetti tanto generali e immateriali, quanto fondamentali - per non dire essenziali - alla realizzazione personale e sociale.
Fonti di sviluppo dell’individuo e della collettività, dunque, che rappresentano una risorsa importantissima - soprattutto in momenti di evoluzione economica e politica così cruciali, come quello che stiamo attraversando.

Grazie alla blogosfera scopro che l’Unione Europea, a questi due concetti e alle loro molteplici accezioni,  dedicherà  il 2009.

torino valley ci racconta quali sono gli obiettivi di questa iniziativa:

Sottolineando la creatività e l’innovazione, l’UE mira a dar forma al futuro dell’Europa in un contesto di concorrenza globale stimolando in tutti noi il potenziale creativo e innovativo. L’UE offrirà una struttura in grado di sensibilizzare a questo tipo di questioni e a promuovere un dibattito politico sul modo di aumentare il potenziale creativo e innovativo dell’Europa.

Sul blog di Roberta Buzzachino dedicato alle mappe mentali leggiamo le parole del Commissario Europeo che spiegano il senso della cosa:

“La creatività e la capacità di innovare sono qualità umane fondamentali” - ha detto, alla vigilia del lancio della campagna, il commissario Ján Figel’ - “Esse albergano in ognuno di noi e ad esse ricorriamo in numerose situazioni ed occasioni, consapevolmente e non. Con questo anno europeo, vorrei far sì che i cittadini europei comprendano che promuovendo i talenti umani e la capacità umana di innovare, si può dar vita a un’Europa migliore e aiutarla a sviluppare tutto il suo potenziale sia economico che sociale.

Secondo Luca Comello che si occupa di “complessità”, che il 2009 sia dedicato a creatività e innovazione è un gran bel segnale:

Perché l’atteggiamento classico, intuitivo, di fronte alla crisi é … tagliare. Innanzitutto i costi, per cui stop alle spese di viaggio se non strettamente necessarie, usare strumenti quali video-conference, e-mail e l’ancora attuale telefono, bloccare tutte le assunzioni, calare il costo industriale del prodotto del 10%, e cosí via. E poi certi investimenti possono essere messi in stand-by, per il momento fermati, magari li riprenderemo piú avanti, magari slitteranno e basta, ma nel dubbio fermiamoli. Quanti stanno vivendo una situazione simile? Tanti immagino…
Invece, in questi tempi, si puó anche investire. In creativitá ed innovazione, convinti del ritorno di questi investimenti sul lungo periodo. Perché magari adesso soffriremo, sputeremo pallini, peró stiamo costruendo il nostro futuro. E’ un atteggiamento contro-intuitivo, e chi lo sta perseguendo (politici, imprenditori, manager, ecc.) é da considerarsi illuminato.

E allora ben venga il segnale dato dalla Commissione Europea. Per lo meno é un segnale. E’ mettere in agenda parole come … (prendo e traduco dalla pagina Goals of the year del sito ufficiale del Creativity and Innovation European Year 2009)

auto-espressione arte diversitá creativitá innovazione informazione comunicazione tecnologie matematiche scienze mindset processi imprenditorialitá prosperitá sviluppo sostenibilitá regionale locale design estetica privato pubblico
La creatività come antidoto alla crisi: sapersi reinventare e mettere in gioco per migliorare se stessi, accreditarsi professionalmente e contribuire a uno sviluppo nuovo della Società che sta attraversando una delle più pesanti crisi economiche di sempre.
Ma anche la creatività va usata con parsimonia e, secondo molti, non applicata all’economia: come sintetizza il Piccolo Eclettico, la finanza creativa ha ampliamente dimostrato il suo fallimento:
L’unico posto dove, forse, la creatività andava bandita.
Ma cos’è la creatività secondo i blogger? Marco Marini di La casalinga di Voghera ci offre il punto di vista del copywriter:
La creatività è un’attitudine mentale. Propedeutica ad essa è fare sempre nuove esperienze, essere curiosi verso tutto ciò che ci circonda e l’ascolto degli altri. In altre parole, il contrario di quel che viene oggi insegnato all’università. Perché allora ci sono così tanti copywriter laureati nel mondo della comunicazione italiana? Perché in Italia la qualità più importante in assoluto per un copywriter è il non commettere errori di ortografia.
Anche Misterfool ne dà una definizione, in un mondo in cui tutto è creativo:

Creatività è ormai una parola che non sopporto più. Ormai tutto è creativo. Insisto nel considerare il mio lavoro creativo, per quanto abbia ultimamente più a che fare con i numeri.

Insomma anche la strategia è creativa, perdinci, e perché non dovrebbe esserlo? Possiamo considerare certe politiche commerciali, assai rare a dire il vero, poco creative? Affatto. Lo sono eccome. Certe aziende, e il loro management, si inventano davvero *qualcosa*. Può essere creativo anche un prezzo, volendo. Tutto dipende dal contesto. Oggi poi, tutto può davvero essere creativo.

Ma quando alla creatività si aggiunge la fantasia, e la meravigliosa capacità di alcune menti umane di rivoltare un concetto e di vederlo in un quadro assolutamente inaspettato, inadeguato a quello conosciuto, allora escono fuori delle idee strepitose e anche ben realizzate.

Il 2009 celebrerà con eventi e mostre la creatività e il suo indispensabile connubio con l’innovazione. Perché l’una non può fare a meno dell’altra.

L’Istituto per l’innovazione sottolinea quando sia fondamentale, per migliorare e creare, partire dall’innovazione personale:

Si parla molto di innovazione: le aziende, la società, l’informazione, la politica e chi più ne ha più ne metta, dovrebbero cambiare, evolversi. Ma forse la cosa più difficile è cominciare a cambiare ed innovarsi a livello personale. La promozione del cambiamento e dell’innovazione prima di tutto di se stessi. Questo approccio così interessante è quello che porta i migliori risultati; se gestito positivamente il cambiamento personale è la leva più potente per promuovere i cambiamenti intorno a noi. Come possiamo chiedere al resto del mondo di cambiare quando proprio noi non intendiamo farlo? Nel mio lavoro di consulente aziendale mi occupo molto di formazione, la cosiddetta “formazione comportamentale”: comunicazione, team building, hr management, gestione dei conflitti, ecc. Ho visto diverse aziende, tanti gruppi anche eterogenei fra di loro ma sempre accomunati dalla “difficoltà a mettersi in gioco”; già a livello di committenza si chiede di “parlare” di questo o quel tema, certo anche con esempi pratici, ma quando si tratta di mettersi in prima linea, esporsi e confrontarsi con i propri limiti, ecco che la maggior parte delle persone mette un freno. Io ritengo che la formazione per essere utile debba far apprendere modalità, metodi ma soprattutto competenze e cioè la capacità di tradurre in comportamenti quello che io ho appreso. Una “palestra” per imparare ed allenarsi a…

Di innovazione ha parlato anche recentemente Walter Veltroni: della sua dichiarazione offre un resoconto abbastanza pessimista False Percezioni:

Walter Veltroni ha dato un ultimatum, che suona però un po’ fuori tempo massimo, oltre che vago e indeterminato: “O innovazione, o morte”. A prescindere dalla constatazione sotto gli occhi di tutti dello stato comatoso, se non proprio della morte, nel quale versa già da un pezzo per il Pd, c’è da chiedersi cosa intenda il buon W.V. per “innovazione”, a meno che non intenda proseguire sulla strada del lodevole, ma in fondo velleitario, social networking dell’immancabile Facebook…

Al di là delle dichiarazioni politiche, è certo che sia l’innovazione che la creatività personale e collettiva sono alla base di uno sviluppo sano e funzionale alla società e agli individui che la compongono.
Ce n’è un gran bisogno e speriamo che tutte le iniziative che si terranno il prossimo anno contribuiscano a farci sentire tutti dei potenziali creativi, in grado di cambiare strada quando necessario, inventare mestieri, creare opportunità e mettersi positivamente in discussione.

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