Città della conoscenza, la nuova sfida di Torino
marzo 13, 2009 on 6:56 am | In Investire, Raccontare, Valley | Nessun commentoFare di Torino una città cardine della conoscenza in Europa: è l’ambizioso, molto ambizioso, progetto cui stanno lavorando Regione, Comune di Torino, Università e Politecnico. I vertici delle quattro istituzioni si sono incontrati ieri mattina proprio per cercare di dare il via a un’operazione che, se non rimarrà solo un annuncio, potrebbe avere per la città e per l’area metropolitana, un’importanza pari a quella che negli Anni Novanta rivestì il piano strategico per Torino. L’idea, in fondo, è semplice come hanno spiegato ieri i partecipanti all’incontro, Mercedes Bresso, Sergio Chiamparino e i due rettori, Ezio Pelizzetti e Francesco Profumo: investire su una attivita quella accademica che già oggi coinvolge a Torino e dintorni circa 120 mila persone, tra docenti, studenti e ricercatori. I finanziamenti annuali ammontano a circa 500 milioni di euro e ne «muovono», quattro volte tanto, circa 2 miliardi. Dati che ne fanno il terzo settore per peso economico nell’area metropolitana.
La fase operativa, che partirà nelle prossime settimane con la redazione di un accordo vero e proprio tra i soggetti coinvolti, avrà quattro obiettivi: il primo, e più semplice, sarà completare gli investimenti già programmati nel settore. Il secondo sarà la creazione di piattaforme per la formazione delle classi dirigenti su tre macroaree: scienze di governo della cosa pubblica, management per innovazione, tecnologia e ricerca, area giuridico finanziaria. Poi è previsto il collocamento, a Borgo Dora (ex-Teksid), di un istituto di ricerca per la green economy e green technology cioè l’economia e le tecnologie sostenibili e infine si faranno interventi che servano, viste anche le drastiche riduzioni di fondi a livello statale, ad affrontare il tema del precariato per i lavoratori della conoscenza.
«Contro la crisi economica non bastano gli interventi d’emergenza, ci vogliono progetti di più ampio respiro – dice Bresso – per l’importanza che questo settore ha su tutto il nostro sistema, considerando anche i consumi e i servizi che tutte queste persone utilizzano, avevamo chiesto al governo di concederci le competenze sull’Università. C’è stato un primo incontro, poi non abbiamo più avuto notizie. Così per adesso partiamo da soli. È un altro modo per muovere l’economia e rafforzare il sistema Piemonte». «Le azioni messe in atto – aggiunge Chiamparino – testimoniano sia della vitalità di un territorio che anche in un momento di grande crisi riesce a produrre interventi anticiclici, sia della forte volontà di prosecuzione dei progetti di trasformazione della città». Conclude Profumo: «Dovremo compiere uno sforzo congiunto per mettere in comune alcune infrastrutture, ripensare all’offerta formativa, potenziare gli investimenti pubblici e privati che, com’è dimostrato, rendono alla collettività anche in termini di ritorno economico”.
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