La fuga dei cervelli e la situazione della ricerca in Italia
febbraio 5, 2010 on 4:49 am | In Valley | Nessun commentoTag:donne, fuga dei cervelli, gamma-donna, imprenditoria, innovazione, ricerca
Il 29 gennaio si è chiuso a Torino GammaDonna, il terzo Salone nazionale dell’imprenditoria femminile. La manifestazione è stata di taglio nazionale, ma è servita per fare il punto sull’imprenditoria al femminile in Piemonte. Le cifre della Regione raccontano un fenomeno in crescita: molte sono le donne che decidono di aprire una propria azienda. Centoundici mila imprese sono guidate da donne, 3 mila in più rispetto a cinque anni fa, secondo dati della Regione Piemonte. E torinesi sono state due su cinque delle vincitrici del premio GammaDonna /10 e Lode consegnato nel corso del Salone: Cristiana Poggio della Piazza dei Mestieri e Marta Vallino della Dinamycode.
Due gli appuntamenti di maggiore interesse della giornata conclusiva. Il più interessante, intitolato “Cervelli in fuga, proviamo a farne degli imprenditori”, si poneva l’obiettivo di esplorare e dibattere misure e interventi per combattere la fuga all’estero dei migliori tra i nostri laureati.
Secondo le stime dell’Unione Europea occorre far crescere oltre il 3% del PIL l’investimento medio nell’innovazione in Europa, incentivando anche la mobilità dei ricercatori. Secondo la Commissione i programmi come l’Erasmus permettono di far crescere le competenze linguistiche. Chi ha fatto un’esperienza di questo tipo guadagna di più e trova prima lavoro. La Commissione europea crede anche molto nei potenziali risultati dell’European Institute of Innovation e Tecnnology, con sede a Budapest, che ha il compito di attivare al meglio il “triangolo della conoscenza”: ricerca, innovazione e istruzione.
Fernando D’Aniello, segretario nazionale dell’Associazione Italiana Dottorandi e Dottori di ricerca ha confessato di non aver mai pensato di fuggire ma, per crescere professionalmente, ha dovuto viaggiare molto all’estero. Secondo D’Aniello “il pericolo fuga è uno dei rischi del periodo post dottorato, quando il titolo è stato conseguito e occorre trovare spazio per lavorare e crescere”.
Proprio su questo contesto ci si gioca il futuro del sistema universitario italiano. Il numero dei dottori di ricerca prodotti in Italia è ancora molto basso, lontano dagli standard di Germania e Francia per esempio. Nonostante questo, ad oggi produciamo ancora troppi dottori per la capacità ricettiva del sistema educativo italiano. Ogni anno ottengono il dottorato 10 mila ricercatori, di cui solo 2 mila sono poi assorbiti dalla carriera accademica. Il sistema produttivo privato non riesce a valorizzare le persone, e quello pubblico non sta di certo meglio.
Adi ha realizzato in passato un libro e un sito dedicato al fenomeno dei Cervalli in Fuga, ma paradossalmente questo non è il male maggiore. Secondo D’Aniello “parlare di fuga dei cervelli nei tempi della globalizzazione è riduttivo: andare all’estero è un percorso necessario per crescere e, se gli italiani trovano facilmente collocazioni fuori dai confini nazionali, vuol dire che la qualità del nostro sistema formativo è buona. Il problema grave è che il sistema universitario italiano non attrae ricercatori stranieri. All’estero i dottorandi stranieri sono il 30%, in Italia ci attestiamo intorno a un misero 2%. Questi numeri sono in grado di fare la differenza a scapito del Sistema Italia”.
L’altro evento, in partnership con Ferpi, si intitolava “Innovare la comunicazione d’impresa con il web 2.0”. Si è discusso delle trasformazioni delle strategie di comunicazione delle aziende in seguito alla diffusione di massa del web partecipativo. Sono stati presentati dei casi aziendali come quelli di Fiat e Martini & Rossi, a cui hanno fatto seguito racconti di blogger e associazioni che hanno illustrato il loro impegno nel web 2.0, i problemi vissuti e i risultati, spesso inattesi, raggiunti.
- La fuga dei talenti
- Il Piemonte contro la fuga dei cervelli
- Cacciatori di cervelli
- Diretta radiofonica congiunta delle radio universitarie
- E’ morto Silvano Fumero ideatore del Biopark del Canavese
Nessun Commento »
RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI
Scrivi un commento
Powered by WordPress
Valid XHTML
and CSS
This site is licensed under Creative Commons Non Commercial Share Alike License 
Torino Valley is hosted by Top-ix Torino Piemonte Internet Excange
Il 29 gennaio si è chiuso a Torino 















