Il passante ferroviario di Torino
Aprile 29, 2008 on 1:31 pm | In Inchieste, Raccontare, Muoversi, Valley | Nessun commentoProgrammi elettorali 2008 e ICT
Aprile 10, 2008 on 7:44 am | In Inchieste, Raccontare, Bit e Chip | Nessun commentoBruno Lamborghini su Larete.net
Entrambi i programmi non sembrano sufficientemente considerare il ruolo determinante che la diffusione intelligente e mirata delle tecnologie e delle reti digitali ha per la modernizzazione ed il rilancio economico sociale del nostro paese, così come sta avvenendo in altre realtà europee ed internazionali. Dalle analisi di EITO e di Assinform, come anche sottolineato in un precedente articolo su la-rete.net, appare evidente e preoccupante l’anomalia italiana ed il suo peggioramento con riferimento alle competenze IT (software e IT services) della domanda e dell’offerta, alla più efficace integrazione di tecnologie informatiche con le reti di telecomunicazione e televisive per lo sviluppo di nuovi servizi a valore aggiunto, di nuovi contenuti digitali, alla carenza di grandi progetti (leading edge projects) nel campo delle reti della sanità, della giustizia, della scuola, del turismo, della sicurezza, della logistica su cui oggi nel mercato globale si gioca il vantaggio competitivo dei paesi e delle imprese che vi operano.
Gli scarsi e generici riferimenti a questi grandi temi non evidenziano sufficientemente questa esigenza fondamentale, così come l’esigenza di un ripensamento del sistema educativo basato sulla costruzione di nuove competenze adeguate allo scenario digitale (il riferimento alla realizzazione di una grande università telematica pubblica non sembra essere una risposta ed anzi apre a molte perplessità).
PMI, videoconferenza e Skype
Marzo 28, 2008 on 4:54 am | In Inchieste, Innovare, Bit e Chip, Valley | 1 CommentoLe imprese europee di piccole e medie dimensioni sono tetragone alle nuove tecnologie e all’inovazione ? Proprio non si direbbe. Da una nuova ricerca condotta da Skype, infatti, emerge che nelle PMI europee c’è un alto tasso di crescita nell’adozione di nuove tecnologie di comunicazione come le chiamate in conferenza e videoconferenza. Oltre il 50% delle aziende interpellate, infatti, sta pianificando di potenziare l’integrazione delle chiamate in conferenza e in videoconferenza nelle loro attività entro i prossimi 12 mesi.
- 1/3 delle PMI esaminate nella ricerca già utilizza le chiamate in conferenza, mentre oltre il 40% è consapevole delle potenzialità connesse ad integrarle nelle loro attività commerciali.
- 2/3 delle aziende che adottano le le comunicazioni in conferenza utilizza questo servizio almeno una volta la settimana e il 60% si dichiara propenso ad aumentarne l’uso entro i prossimi 12 mesi.
Un percorso del tutto similare si riscontra anche nell’impiego della videoconferenza. Sebbene si tratti di una funzionalità relativamente più recente, oltre il 40% delle PMI interpellate individua con chiarezza le potenzialità dell’uso della videoconferenza ai fini di business. Inoltre, i dati raccolti internamente da Skype confermano che oggi almeno il 30% di tutte le conversazioni via Skype coinvolgono l’uso di immagini video.
C’è anche una constatazione a suggerire che le PMI stanno abbracciando le conversazioni in conferenza e in videoconferenza come metodo per comunicare sia internamente che con i clienti acquisiti e potenziali. I principali vantaggi di questo approccio comprendono la riduzione delle trasferte, la semplicità nel comunicare, il miglioramento delle comunicazioni e la riduzione dei costi. Inoltre, con la videoconferenza va tenuta presente l’importanza di poter osservare il linguaggio non verbale degli interlocutori.
Difatti, molte delle PMI interpellate non utilizzatrici della videoconferenza si sono dichiarate favorevoli se il sistema avesse garantito una migliore qualità delle immagini senza spese aggiuntive.
Comunicare tra Skype user è gratuito se si dispone di un computer e di una connessione internet a banda larga. Iniziare a fare chiamate video su Skype comporta costi minimi relativi all’attrezzatura (l’acquisto di una webcam) e, una volta che l’hardware sia installato, i costi successivi risultano pari a zero.
Impariamo da Torino come si fa gioco di squadra
Marzo 25, 2008 on 6:18 pm | In Raccontare, Inchieste, Fare Impresa, Creare, Innovare, Valley | Nessun commentoIvan Berni su Repubblica
L’impietosa analisi di Stefano Boeri sulla perdita di ruolo di Milano come capitale mondiale del design pubblicata su queste stesse pagine sabato scorso, termina con una amara constatazione: se la città perde terreno anche su suoi primati storici, come il design, è perché manca la capacità di organizzare «un progetto culturale, politico ed economico». Tutto vero. E siccome il declino di Milano fa il paio con l’ascesa di Torino, forse è utile chiedersi cosa sta trasformando l’ex “motor town” italiana in una metropoli attraente, dinamica, competitiva a livello nazionale e internazionale.
Oltre al Congresso mondiale degli architetti, quest’anno Torino è stata anche nominata World design Capital dall’Associazione internazionale del design industriale. Nell’arco del 2008 in programma ci sono oltre 200 iniziative, che culmineranno nella mostra storica sul premio Compasso d’Oro e sul conferimento dello stesso premio alla Reggia della Venaria, recentemente restaurata.
Per ottenere il Congresso mondiale degli architetti Torinoha preparato la candidatura nel 2000 e l’ha ottenuta nel 2002, mentre il titolo di capitale mondiale del design se l’è guadagnato nel 2005, partecipando al primo bando indetto dall’Associazione internazionale del design industriale. In tutte e due queste occasioni Milano non c’era. E vale appena la pena di ricordare che la Reggia della Venaria è stata restaurata in nove anni mentre il nostro Palazzo Reale è ancora, per metà, un cantiere. Da tempo immemore.
Torino ha iniziato a fare squadra dieci anni fa, creando l’associazione Torino Internazionale, un organismo nato con il pieno coinvolgimento di Comune, Provincia e Regione (altempo governata dal centrodestra), dalle Università subalpine, da istituti bancari, associazioni di categoria e sponsor privati.
Questa Torino Internazionale è per metà un think-thank che elaboraprogetti e scenari di sviluppo e per metà è una efficientissima agenzia di marketing territoriale. In sostanza, un gruppo di lavoro che ha elaborato in dieci anni due piani strategici per la città - orientandola verso l’idea di una città della conoscenza- e al tempo stesso si è messo in moto per costruire relazioni, partnership e intercettare opportunità. Già ora, per dire, si lavora alle grandi celebrazioni per il l5oesimo dell’Unità d’Italia, in programma nel 2011.
A Torino si progetta e si implementa il progetto, utilizzando uno strumento sul quale la città ha “fatto sistema”. Perché Milano non fa lo stesso? In effetti nella nostra città qualcosa di simile a Torino Internazionale esiste: è l’agenzia Milano Metropoli, promossa dallaProvincia e partecipata dalla Camera di Commercio. Peccato che il Co mune non ne faccia parte. E la Regione nemmeno. Col risultato di una struttura che non può agire a tutto campo come avviene per i cugini torinesi.
Si può obiettare che nella candidatura per l’Expo 2015 una sinergia fra le istituzioni milanesi e lombarde c’è stata e si è vista. Ma è di tutta evidenza che si tratta di una collaborazione episodica e per giunta a denti stretti. Se per disgrazia la candidatura dovesse sfumare è certo che sfumerebbe anche la sinergia fra istituzioni che, spesso, sembrano trovare una ragione d’esistenza nel reciproco dispetto, invece che nel perseguimento dell’obiettivo comune.
Le differenti coloriture politiche delle amministrazione non c’entrano. A Torino e in Piemonte, infatti, progetti e iniziative so no state messe in moto da sindaci di centrosinistra come Castellani e Chiamparino con presidenti di Regione come Enzo Ghigo, di centro destra. Forse quel che manca agli amministratori di Milano è un p0′ di umiltà.
Quella che ha indotto i torinesi, dieci anni fa, a ripensarsi. A considerare che il titolo di capitale dell’auto poteva trasfor marsi in una prigione e ad aprirsi al mercato delle nuove vocazioni metropolitane.
l’informatica italiana strozzata dalla PA
Marzo 18, 2008 on 4:22 pm | In Inchieste, Raccontare, Valley | Nessun commentoC’è un tumore nel mercato informatico italiano, che si è sviluppato negli anni e che nonostante le pubbliche ripetute denunce non è mai stato affrontato seriamente, tanto che è cresciuto e ha diffuso metastasi in tutta la Pubblica Amministrazione: è il buco nero delle società pubbliche della tecnologia, quelle in house, quelle che da sole amministrano più di metà delle necessità tecnologiche della Pubblica Amministrazione. Sono emanazione della PA, sfuggono alle regole di mercato perché sono parte dei propri clienti, sottraggono dunque quote di lavoro al mercato legittimo, quello fondato sulla concorrenza.
C’è questo e di più nei dati delle rilevazioni Assinform. L’associazione dei produttori del settore tecnologico e delle telecomunicazioni si rallegra dell’aumento delle spese ICT di famiglie ed imprese, ma segna un -0,6% nel 2007 per quanto riguarda la domanda ICT della PA. Una domanda che negli ultimi tre anni è oscillata “attorno ad un’asfittica quota di 3 miliardi di euro”. E ora si riduce, ma solo per quella parte “che viene posta sul mercato”. Il tumore si è ingrossato. Spiega Assinform: “Oltre la metà, infatti, pari a 1,5 miliardi di euro, finisce direttamente nelle casse delle società pubbliche in house, cifra che cresce di oltre 100 milioni di euro l’anno”.
Job Meeting Torino
Marzo 17, 2008 on 11:31 am | In Inchieste, Investire, Raccontare, Valley | Nessun commentoIl 18 marzo, presso la zona espositiva del Centro Congressi Lingotto in via Nizza 288, si svolge il Job Meeting Torino rivolto a laureandi e laureati di tutte le aree disciplinari.
L’accesso è gratuito, con orario continuato dalle 9.00 alle 17.00.
Nel corso della giornata, i neolaureati e gli studenti possono accedere liberamente agli stand e partecipare ai workshop, informandosi, direttamente dai responsabili aziendali, sulle modalità di selezione e di formazione, sui profili e sulle tipologie di laureati maggiormente ricercati, sulle possibilità di sviluppo professionale e di carriera in ciascuna azienda, consegnando personalmente il proprio curriculum vitae ai responsabili del personale presenti.
Tra gli stand partecipanti: Regione Piemonte, Provincia di Torino e Città di Torino, che hanno patrocinato l’evento e presentano i propri servizi per il lavoro. Alla manifestazione partecipa con un proprio stand anche l’Università degli Studi di Torino.
Una copia del book “Ateneo&Azienda 2008–the neojob directory” viene consegnata gratuitamente, all’ingresso, a tutti i partecipanti.
Alle ore 11.00, presso la Sala Roma (piano mezzanino del Centro Congressi Lingotto), AlmaLaurea presenta la X° Indagine AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati e un approfondimento sugli atenei piemontesi.
No TagsProgetto Torino
Marzo 13, 2008 on 7:01 pm | In Inchieste, Raccontare, Innovare, Valley | Nessun commentoBeppe Minello e Emanuela Minucci su Lastampa.it
A dispetto di chi continua a raccontare una Torino da Sodoma e Gomorra, la nostra è una città sempre più appetibile agli occhi degli investitori: e saremmo amministratori irresponsabili se non ci impegnassimo ad aggiornare le regole del suo sviluppo urbanistico». Lunedì sera, ore 8 e mezzo, Sala Rossa, prende la parola il sindaco.
Spiega che Torino è diventata un prodotto più appetibile che mai, e sbaglia chi guarda il dito (la sudatissima approvazione, sempre lunedì sera, del grattacielo Intesa-Sanpaolo) e si perde lo spettacolo della luna: la nuova Torino che emergerà grazie a strumenti come la mozione approvata sempre lunedì sera dal Consiglio comunale (sulla ridefinizione urbanistica della città).
Ma che emergerà soprattutto da quelle venti pagine elaborate dall’assessore Viano che circolavano ieri in giunta, di imminente presentazione ai capigruppo, e di cui pubblichiamo ampi stralci qui a lato. «La realtà è che questi signori si vogliono vendere Torino, ma la città non è in vendita» commentavano uscendo dal Consiglio, amareggiati da una giornata non propriamente filata liscia, i consiglieri della Sinistra Arcobaleno. Ma sia «il dito» sia «la luna» continuano a fare il loro corso. A consolazione di chi tanto ha osteggiato la torre Intesa-Sanpaolo c’è la promessa del capogruppo del Pd Giorgis e della stessa giunta che d’ora in poi ogni novità urbanistica verrà partecipata il più possibile: nelle sedi più titolate a discuterne (come l’ordine degli architetti o quello degli Ingegneri) e fra i cittadini comuni.
Okay, il referendum non si farà, ma, secondo la maggioranza che sostiene Chiamparino, se tutto procederà come da copione, non si libereranno più nel cielo palloncini neri contro il nuovo asse di corso Marche, il recupero delle «barriere industriali», il nuovo nodo d’interscambio dell’ex scalo Vanchiglia, giusto per citare alcuni capisaldi del dossier elaborato da Viano. Ma nemmeno contro il nuovo quartiere (con tanto di grattacielo) che Finmeccanica intende costruire sull’area ex-Alenia. «Perché le nuove linee guida dell’urbanistica saranno più che mai condivise» come ha ribadito in giunta l’assessore dopo aver presentato il documento.
Venti pagine con la seguente premessa: «La città non può che operare un progressivo adeguamento del Piano del ‘95 che ha bisogno di ritrovare senso complessivo e coerenza interna attraverso un atto di indirizzo del Consiglio che tracci le linee a cui i singoli atti amministrativi dovranno ispirarsi». Un documento d’indirizzo, insomma.
Si parte dal futuro della Spina centrale che andrà oltre la sua funzione di bacchetta magica (sulla cicatrice dei vecchi binari nasce un abile mix di industria, servizi e residenze: la vecchia intuizione firmata Cagnardi e Gregotti). Passando per un grande protagonista come l’asse del Po (loisir, ma anche tante aree da valorizzare) e il nuovo corso Marche, si arriva alla vera filosofia del piano: una città davvero integrata, dove il mix delle vocazioni da quella industriale a quella turistica sono alla base di un cocktail riuscito. Tutto da gustare per gli investitori.
Chiamparino chiama la meglio gioventù
Febbraio 26, 2008 on 12:59 pm | In Inchieste, Review, Valley | Nessun commentoChi guarda al futuro è quasi certamente la persona più indicata per immaginarlo. A loro, ai giovani tra i 25 e i 40 anni, che si affacciano a una professione o l’hanno appena iniziata, che hanno sogni e si stanno distinguendo nell’imprenditoria, che volano nell’impalpabile cielo della cultura, della comunicazione e del design, che già si fanno le ossa nei santuari del potere da Palazzo Civico alle Fondazioni bancarie, la città chiede una mano.
«E’ stato il vostro La Spina a sottolineare il rischio che Torino perda o riduca la sua spinta propulsiva il cui culmine è stato raggiunto con le Olimpiadi. Bene, vogliamo preparare il terreno per chi verrà dopo» spiega il sindaco Chiamparino. E per «dopo», l’inquilino più importante di Palazzo Civico intende «alla fine, anche se sono processi che non si esauriscono mai, del lavoro che abbiamo impostato e continuiamo a portare avanti: la modernizzazione dell’industria con il rilancio del Politecnico, il miglioramento delle infrastrutture e dell’attrattività di Torino. A tutto questo abbiamo la necessità di aggiungere temi e cose nuove, magari far emergere nuovi personaggi, nuovi protagonisti».
E chi meglio dei giovani può assolvere a questo compito? Ecco perché da oggi, all’Unimanagement di via XX Settembre 29, cento giovani appunto tra i 25 e i 40 anni selezionati dai padroni di casa secondo i criteri di cui dicevamo prima- sponsor Fondazione Crt, ovviamente il Comune e Torino Internazionale - parteciperanno al forum «Torino qui/domani» che si concluderà giovedì.
«Quella che si riunisce oggi - spiega Elisa Rosso di Torino Internazionale - è quella che possiamo definire l’élite del futuro». Divisi in gruppi, i giovanotti si confronteranno, discuteranno sul futuro prossimo venturo di Torino. Da loro ci si aspetta che arrivino idee, suggestioni, analisi: cosa fare, in buona sostanza, per «pompare» lo sviluppo naturale di Torino.
«Ribadisco che non mi aspetto ricette - spiega Chiamparino - ma idee, percezioni che potranno anche essere rovesciate rispetto a quelle che abbiamo noi della città. Tra tanto giovanilismo di facciata, mi sembra importante ascoltare realmente cos’hanno da dire i giovani, anche solo per scoprire che sono completamente d’accordo con ciò che stiamo facendo». Chiamparino non ha memoria di analoghe iniziative in città «tranne - dice - il Forum Chiesa-Città con i giovani organizzato al Lingotto nel 2003 dall’arcivescovo Poletto e per trovare qualcosa di simile a ciò che intendiamo fare devo risale al ‘75, all’alba delle giunte di sinistra e al convegno sullo sviluppo di Torino con Lucio Libertini vicepresidente della giunta e con l’intervento di Umberto Agnelli».
Il forum con i giovani è infatti uno dei due momenti che caratterizzeranno gli Stati generali della città in un primo momento previsti ad aprile e poi, causa elezioni, rinviati al 21 giugno. Il secondo momento sarà il 28 e 29 marzo quando si svolgerà un seminario tra i vari rappresentanti della governance di questa città. Insomma, il futuro e l’esperienza che s’incontrano per disegnare nuovi orizzonti.
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