Un campus da Torino a Shanghai
Giugno 19, 2008 on 6:58 am | In Inchieste, Learning, Raccontare, Valley | Nessun commentoGabriele Beccaria su Lastampa.it
Tags: aziende, marketing, politecnico-Torino, profumo, torinoHa una squadra camerunense di «curley», un impiegato cinese allo sportello bancario, 90 accordi internazionali per la laurea con il doppio titolo, un terzo dei corsi in inglese, i laboratori di ricerca di General Motors e Microsoft e poi dà il benvenuto a chi festeggia le ricorrenze di un centinaio di nazioni diverse, possiede oltre 2 mila posti letto per accogliere studenti e professori dal mondo e crea tre aziende ogni paio di mesi. E’ il Politecnico di Torino, che come un’astronave futuribile viaggia nell’iperspazio della realtà globale e fa collezione di record.
Professor Francesco Profumo, lei è il rettore del Politecnico: in Italia l’immagine delle università è spesso appannata e le loro opportunità ancora più scarse, mentre in molte aree del mondo avviene il processo opposto. Qual è la filosofia per uscire da questa pericolosa crisi?
«Quella di “mescolare il sangue”, creando un campus globale».Che in pratica come si realizza?
«Elaborando una strategia di ampio respiro. E’ così che il progetto di “Cittadella Politecnica” si esplicita attraverso cinque elementi: formazione, ricerca, trasferimento tecnologico, servizi e finanza». A proposito di ricerca, state attirando i grandi marchi: condividono i vostri laboratori e creano sapere, prodotti e lavoro. Come ci riuscite? «Proponendo l’ambiente giusto. Sono già arrivati, Microsoft Italia, Jac, Avio, Indesit, Metecno, Vishay e Pirelli, per fare alcuni nomi. General Motors sarà attiva da inizio 2009 su una superficie di 20 mila metri quadrati, con 600 dipendenti. E le richieste sono in aumento: c’è anche la cinese Huawei».Ricerca fatta dai big, ma voi puntate anche a creare nuove aziende, le «start-up»: come si fa?
«Siamo stati la prima università in Italia a creare l’Incubatore di nuove imprese (I3P) e dal 2000 sono 96 quelle che hanno visto la luce. Nel 2004, a Oxford, una giuria internazionale ha eletto l’I3P come “Best Science Based Incubator”».Nascono, ma quante sopravvivono?
«Valutiamo 150 idee ogni anno e ne selezioniamo 50. Agli autori è offerta una fase di formazione di sei mesi e tra 15 e 20 progetti diventano realtà. Creiamo tre nuove imprese ogni due mesi e in questi anni ne sono morte solo sei!».Quali sono le maggiori difficoltà che si devono affrontare?
«Si tratta di aziende “technology based” e sperimentano due tipi di difficoltà: il marketing strategico e l’ingresso sul mercato».E le risorse: non sono un ostacolo anche quello?
«E’ sempre stato un limite evidente. Ora, però, abbiamo un “hub” di “venture capitalists”, sette nazionali e sette internazionali».Che muovono quale giro d’affari?
«Un miliardo di euro, naturalmente non tutto per noi (almeno per ora)! E si aggiunge la finanza di credito classica, delle banche. Sono fondi essenziali per permettere il salto di qualità alle aziende nel mercato».
Al Politecnico di Torino si apre l’era delle bacheche virtuali
Aprile 9, 2008 on 6:08 am | In Bit e Chip, Innovare, Learning, Raccontare, Valley | Nessun commento
Addio vecchie e colorate bacheche universitarie di carta, siete voi le prossime vittime della rivoluzione digitale. Verrete sostituite da moderni schermi interattivi, con i quali gli studenti comunicheranno solo attraverso i linguaggi del presente e del futuro: bluetooth, sms, wi-fi. Sono le “bacheche virtuali”, il cui primo prototipo verrà installato entro la fine di aprile al Politecnico di Torino.
“E’ un altro segno del “mobile campus”, l’università mobile del futuro”, ha detto in conferenza stampa il rettore dell’ateneo Francesco Profumo. “Dal prossimo anno arriveranno studenti che sono nati nell’era di Internet e dei telefonini: hanno sempre vissuto a stretto contatto con le nuove tecnologie. Loro comunicano in modo diverso e noi dobbiamo adeguarci, a partire dalle infrastrutture”.
La nuova bacheca virtuale è un gioiellino di tecnologia tutto piemontese. Non solo viene battezzata al Politecnico, ma nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Torino Wireless e la società di investimenti EXITone ed è stata concretamente realizzata da due aziende torinesi, Seac02 (nata all’interno dell’incubatore del Politecnico) e Rivetti Grafica.
Per usare una terminologia cara a Internet, la versione presentata alla stampa è ancora in fase “beta”: offre poche funzioni base e mostra un’interfaccia dall’aspetto piuttosto asettico (soprattutto in confronto con la giungla di annunci di carta delle vecchie bacheche), con tanti finti post-it gialli messi in fila su uno schermo rettangolare. Ma le sue potenzialità sono già molto chiare.
Studenti e bacheche dialogheranno solo attraverso dispositivi mobili. Con un telefonino (o un qualsiasi altro strumento) dotato di tecnologia bluetooth si potranno consultare gli annunci o inserirne di nuovi: più avanti il servizio verrà ampliato agli sms (prima) e alla tecnologia wi-fi (dopo). Alla fine sarà possibile visionare e modificare i contenuti anche a centinaia di chilometri di distanza.
“L’obiettivo è di installare dieci nuove bacheche virtuali entro l’inizio del prossimo anno accademico”, spiega Profumo, “sostituendo definitivamente quelle vecchie di carta”. Prima però bisognerà risolvere qualche problema. Scegliere e affinare le categorie di annunci disponibili, per esempio: anche con la collaborazione degli studenti stessi, tramite un forum su Internet. E trovare un modo per permettere l’accesso a chi studente non è ma vorrebbe semplicemente pubblicare l’annuncio di una festa in discoteca o di una camera disponibile in affitto.
Per ragioni di sicurezza, le bacheche virtuali nascono infatti come uno strumento riservato agli studenti: il software del servizio va a controllare negli archivi del Politecnico e permette solo ai loro telefonini di caricare e scaricare annunci. L’accesso agli estranei è vietato. L’idea è quella di aprire un canale attraverso il quale si potranno pubblicare anche inserzioni dall’esterno, senza però entrare in contatto diretto con le bacheche.
Ma i piani futuri della Seac02 sono ancora più ambiziosi. Le bacheche virtuali potranno infatti essere vendute anche ad altre università (il costo previsto si aggira intorno ai due/tremila euro a pezzo) e si guarda con interesse pure al mercato business privato. “In fondo le bacheche non devono mica essere tutte uguali”, dice Profumo. “Possono essere utilizzate in vario modo: le nostre del Politecnico si differenzieranno per contenuti, a seconda di dove saranno collocate”.
Sotto vari aspetti, l’influenza di Internet appare evidente. C’è il lato relazionale figlio dei social network, con gli studenti che potranno utilizzare le bacheche per intrecciare nuove forme di comunicazione. C’è una manifesta apertura al mondo della pubblicità, che non potrà che guardare con interesse a uno strumento che ottimizza il meccanismo di annunci e inserzioni all’interno di un campus da centomila studenti. E c’è anche un pizzico di digital divide, visto che diventa praticamente obbligatorio, o quantomeno consigliato, avere un dispositivo bluetooth.
In più, c’è una strizzata d’occhio allo user-generated content. Perché se a prima vista il prototipo della bacheca appare esteticamente davvero freddino, chissà che a vivacizzarlo non siano proprio gli studenti. Soprattutto se verranno forniti loro gli strumenti adatti, a partire da quelle funzioni per caricare messaggi audio e video di cui si è parlato in conferenza stampa. Allora si potranno immaginare annunci video in cui ad esempio uno studente cerca dei compagni di stanza o mette in vendita una moto usata mostrando direttamente l’alloggio e il veicolo. Persino le bacheche universitarie, insomma, si stanno aggiornando al linguaggio di YouTube e del Web 2.0.
Le foto delle bacheche virtuali
Tags: bacheche-virtuali, lastampa.it, politecnico-Torino, torino-wireless
Il Poli cerca innovazione diventando più “umano”
Febbraio 11, 2008 on 6:04 pm | In Innovare, Learning, Valley | Nessun commentoGiovanna Favro sulla Stampa
Tags: politecnico-TorinoAl Politecnico cala lo stress da bocciatura. Gli studenti di tutte le facoltà, per laurearsi ingegneri o architetti dovranno superare meno esami, e dunque sobbarcarsi meno angosce e meno notti in bianco sui libri per l’ultimo, fatidico ripasso.
Avranno pure meno lezioni in aula e conquistano l’agognato diritto alla pausa pranzo. Una vera rivoluzione, cui s’aggiungono altre clamorose novità. In un ateneo in cui, tradizionalmente, le chances di creare percorsi personalizzati sono pochissime, arriva per i ragazzi una maggiore libertà di scegliere i corsi di studio.
Sono insomma una vera pacchia, per i 25 mila studenti, le nuove regole generali sui progetti formativi d’ateneo, approvate dal Senato accademico del Poli. Le annuncia il rettore Francesco Profumo, tornato al lavoro dopo un’operazione chirurgica di by-pass cardiaco. Profumo (che s’accinge a diventare «re nel Castello», aprendo un ufficio di rappresentanza del rettorato nell’aulica sede del Valentino) ha in serbo anche una rivoluzione per le ambizioni di ricercatori e i professori associati: nascerà una corsia preferenziale per l’accelerazione di carriera, ma questa via favorirà soltanto chi accetterà di sottoporsi all’esame di un team di professori stranieri.
La delibera del Senato accademico, secondo Profumo, «getta le basi del progetto formativo del Poli per i prossimi 10-15 anni, con un’operazione unica in Italia che ha per baricentro la qualità della vita degli studenti, il concetto di università come campus applicato, l’utilizzo di nuove tecnologie e programmi allineati con i migliori atenei del mondo». Della riforma, che entrerà in vigore al Poli dal 2009, il Senato ha disegnato le regole generali. Tra quelle più attese dagli studenti c’è la riduzione degli esami. Il calo (avviato in questi mesi anche all’Università, dopo anni di materie-spezzatino) sarà drastico: «Oggi, in media, i ragazzi devono superare 30 esami per ottenere la laurea triennale. Diverranno non più di 20. Per la specialistica scenderanno a un massimo di 12, contro i 22-23 di media attuale».
Un terzo di esami in meno: una vera rivoluzione. Gli esami superstiti diverranno, sì, più corposi, «ma non è vero che due esami da 2 crediti valgono quanto uno da 4. Ci sarà effettivamente una riduzione dei carichi di studio».
Diminuiranno anche le lezioni in aula. «Non saranno più di 24 ore a settimana, contro 28 di oggi. Contestualmente avremo nella didattica un maggiore utilizzo di tecnologie e multimedialità, con la messa in linea in forma video ed elettronica del 100 per cento del materiale. Impieghiamo una nuova tecnologie, «web 2.0», su cui stiamo molto investendo». Il calo delle ore di lezione consentirà finalmente agli studenti la pausa pranzo in mensa, e rientra in un piano «di miglioramento della qualità della vita nel campus, in cui crescono gli spazi di incontro e socializzazione, calano le lezioni ex cathedra e aumentano le attività di ricerca nei laboratori».
S’è decisa anche una «normalizzazione» dei calendari, con l’inizio e la fine delle lezioni e dei periodi di esami lo stesso giorno per tutti, e ritorno, per tutti i 25 mila studenti, di semestri da 14 settimane. Quanto alle lauree, si tende a ridurre quelle di primo livello e ad aumentare le specialistiche: «Entro l’estate definiremo il progetto culturale completo delle nuove strategie formative».
Infine, le carriere dei professori. Il Ministero ha sbloccato i concorsi per diventare ordinari o associati, e il Poli ha deciso di inventare delle regole per scegliere in quali settori saranno banditi. Chi punta ad avanzamenti di carriera dovrà farsi valutare, presentando il proprio curriculum, da una commissione di colleghi dei migliori atenei d’Europa, da Grenoble a Barcellona, Zurigo e Lione. «Bandiremo concorsi solo nei settori in cui sarà individuata la presenza dei nostri scienziati migliori».
Politecnico gratis se studi in inglese
Giugno 30, 2007 on 1:19 pm | In Innovare, Learning | Nessun commentoChi studia in inglese non paga le tasse. E’ una delle novità decise dal Politecnico per gli aspiranti architetti e ingegneri che tra poco s’affacceranno per la prima volta all’ateneo. La carica delle matricole comincerà il 26 luglio, quando partiranno le pre-iscrizioni ai test d’ammissione, e il rettore Francesco Profumo ha preparato per i nuovi studenti un programma che preme più che mai l’acceleratore sull’internalizzazione. Per tutti i corsi è attivato il primo anno in inglese, e la chance è estesa per la prima volta anche a Biella e Vercelli: nella prima si tratta di ingegneria tessile (che sostituisce l’analogo corso in italiano, soppresso), mentre a Vercelli sono state chiuse ingegneria elettronica e informatica, sostituite da «electronic and computing engeneering». Qualunque studente italiano s’iscriva a queste lauree - che puntano anche ad attrarre stranieri - così come a quelle per le matricole a Torino, non pagherà un euro di tasse. Da parte del Poli, uno sforzo e un regalo non piccoli: chi s’impegnerà nelle lezioni in lingua risparmierà fino a mille e 500 euro.
La spinta verso l’inglese (per incoraggiare i ragazzi ci saranno anche brevi pre-corsi) punta a più obiettivi ed è piuttosto articolata, visto che da settembre prenderanno il via in questa lingua anche 3 lauree di Architettura e 6 specialistiche di ingegneria (nanotecnologie per le Ict, e le ingegnerie gestionale, telematica, informatica, elettronica, delle telecomunicazioni). Si svolge inoltre in inglese Ingegneria dell’auto. «Vogliamo favorire l’internazionalizzazione e la propensione verso altri Paesi dei ragazzi - spiega Profumo - e mescolare il sangue, inserendo stranieri anche nelle sedi decentrate. Oltre a prevedere l’inglese a Biella e Vercelli, indirizzeremo a Mondovì, Alessandria e Verres i giovani di lingua spagnola e francese».
Per attrarre più studenti dall’estero (oggi sono 1600, il 6%) sono state anche attivate 250 borse di studio da ben 10 mila euro l’una, destinate ai migliori. Sono due milioni e mezzo, una grossa somma per il Poli, ma «è un investimento che ritengo necessario, anche se mi tocca pagare su questa cifra pure le tasse. Ogni iniziativa che aiuti a mescolare sempre più lingue e nazioni è una priorità».
Da quest’anno partono anche le pre-iscrizioni al campus italo-cinese, avviate lo scorso anno solo per i giovani orientali. Chi avrà la chance d’essere ammesso ai corsi di ingegneria dell’informazione, e di ingegneria meccanica e della produzione, studierà in parte in Italia e in parte in Cina: «Una chance - commenta Profumo - che se avessi meno di vent’anni non mi lascerei mai sfuggire».
Al capitolo internazionalizzazione è pure nato un nuovo ufficio, in cui lavorano 25 persone. Sono incaricate anche dell’accoglienza e dell’inserimento dei ragazzi venuti da oltre confine nella vita cittadina. Sempre in tema «mescolanza di sangue», infine, c’è l’aumento degli accordi di doppio titolo con altri atenei. Sono saliti a 61, 34 in Europa e 27 in altri continenti. I ragazzi compiono, anche in questo caso, parte del percorso di studi al Poli e parte nell’ateneo straniero con cui è in corso la partnership. Conseguono alla fine non una, ma due lauree, una per università in cui sono stati studenti.
Tags: inglese, politecnico-Torino
360° Capital Partners investe in Electro Power Systems
Maggio 30, 2007 on 7:05 am | In Creare, Innovare, Investire | Nessun commento
360° Capital Partners,primario fondo di venture capital franco-italiano, ha firmato un accordo per investire fino a 5 milioni di euro in Electro Power Systems (ElectroPS), azienda torinese che sviluppa e vende soluzioni energetiche pulite basate su tecnologia fuel cell (celle a combustibile).
Questo accordo, che costituisce una delle maggiori operazioni di venture capital avvenute in Italia negli ultimi 12 mesi, andrà a finanziare le attività di R&D e di business development di ElectroPS. Queste ultime andranno anzitutto a supporto della commercializzazione e della distribuzione di Electro7(tm), un sistema a idrogeno, certificato CE, sviluppato per il mercato della Business Continuity. Specifici obiettivi a breve termine sono il miglioramento delle caratteristiche e della competitività di prezzo di Electro7 in concomitanza con l’accelerazione della presenza di ElectroPS sul mercato internazionale.
In base all’accordo, 360° Capital Partners investirà in ElectroPS in due fasi, la prima delle quali prevede un investimento immediato di circa due milioni di euro, mentre il resto sarà versato entro i prossimi 12 mesi. In cambio 360° Capital Partners otterrà un significativo pacchetto azionario di minoranza di ElectroPS.
“Crediamo che ElectroPS abbia l’opportunità di posizionarsi come un leader internazionale nel settore delle fuel cell” spiega Diana Saraceni, partner di 360° Capital Partners. “ElectroPS non solo ha dimostrato che la tecnologia fuel cell produce energia pulita e affidabile, ma anche che i sistemi basati su tecnologia fuel cell possono essere economicamente sostenibili e competere con le soluzioni energetiche tradizionali.”.
Adriano Marconetto, co-fondatore e amministratore delegato di ElectroPS,
aggiunge: “Abbiamo trovato un grande partner capace di capire e supportare lo sviluppo cui siamo giunti lavorando duramente. Insieme vogliamo applicare la nostra tecnologia in varie situazioni e segmenti di mercato e, contemporaneamente, migliorarne le prestazioni e abbassarne i costi.”
Electro Power Systems
Electro Power Systems è un’azienda italiana ad alta innovazione tecnologica che progetta e realizza power system basati su tecnologia fuel cell utilizzati per generare energia elettrica e calore per un’ampia gamma di applicazioni. Questi prodotti sono ecologici, affidabili e silenziosi ed utilizzano un’ingegnerizzazione intelligente per ottenere il massimo della flessibilità e della scalabilità e per fornire energia quando e dove serve.
L’azienda è stata fondata a Torino nel 2005 ed è incubata presso I3P (Incubatore Imprese innovative del Politecnico di Torino). Inoltre ElectroPS ha vinto l’edizione 2005 del Premio Nazionale dell’Innovazione come idea di impresa italiana più innovativa.
ElectroPS sta commercializzando un power system di 7kW con certificazione CE, che è stato venduto e installato come soluzione di business continuity presso aziende di telecomunicazione, petrolchimiche e multi-servizi e sta anche sviluppando dei prodotti specifici per applicazioni di hydrogen recovery e generazione distribuita.
360° Capital Partners
360° Capital Partners è un fondo di venture capital promosso da Fausto Boni, Diana Saraceni, Francois Tison, già soci dal 2001 in Net Partners Ventures, ed Emanuele Levi, coinvolto nel settore italiano del venture capital sin dal 2000 con Pino Venture (fondo Kiwi). In qualità di partner del fondo Net Partners, Venture Capital pioniere del seed-investment in Europa, hanno investito in numerose start-up europee di successo come Mutuionline e Yoox (in Italia) e Selftrade e Erenis (in Francia). 360° Capital Partners fa parte del Polo del Venture Capital Italiano, nato per iniziativa della Fondazione Torino Wireless in collaborazione col Politecnico di Torino, che raggruppa undici fondi di venture capital impegnati nel sostegno alle start-up.
La nuova sede dell’Incubatore del Politecnico
Maggio 29, 2007 on 3:48 pm | In Creare, Fare Impresa, Innovare, Investire | 1 CommentoIl book di foto su Flickr del nuovo I3P
Inaugurata oggi la nuova sede dell’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico. Il progetto di recupero e restauro di parte delle ex-Officine OGR, svolto nel rigoroso rispetto del design originale, si è reso possibile grazie al finanziamento della Fondazione CRT. Uno dei simboli della Torino industriale del ‘900 diventa quindi l’emblema di una crescita imprenditoriale che punta su ricerca, innovazione e tecnologia.
40 uffici per le imprese, servizio di segreteria centralizzato, amministrazione, sale riunioni e l’Agorà, una grande sala attrezzata per ospitare eventi: in totale quasi 3.000 mq di spazi situati nell’area del raddoppio del Politecnico (dal 1999, anno di nascita di I3P, ad oggi lo spazio a disposizione era circa la metà). Ma la nuova sede dell’Incubatore è innovativa soprattutto per il confort, la qualità e la concezione degli spazi e dei servizi offerti alle imprese: controlli e accessi mediante badge, sale riunioni attrezzate e per le imprese, uno spazio per il break ma soprattutto l’Agorà, lo spazio pensato per essere il cuore pulsante dell’Incubatore e di tutta la Cittadella, una vetrina verso l’esterno rivolta verso i soggetti interessati alla creazione di imprese innovative.
L’incubatore quindi non solo come edificio per ospitare le imprese: “Nella nostra visione - ha spiegato nel corso della cerimonia il Prof. Vincenzo Pozzolo, Presidente di I3P - l’Incubatore vuole essere soprattutto un forte stimolo al cambiamento culturale sia nel mondo accademico, sia nel contesto socio-economico, un laboratorio dove ricerca pubblica e imprenditorialità, finanza innovativa e sviluppo tecnologico trovano un terreno su cui misurarsi, confrontarsi e dar luogo ad iniziative sempre nuove”. L’Agorà sarà il punto di riferimento di questo cambiamento culturale: il luogo dove imprenditori, investitori, ricercatori e studenti potranno organizzare eventi, presentazioni, ma anche incontri informali come l’ormai consolidato appuntamento ‘Aperitivo con..’.
Presenti alla cerimonia tutti i rappresentanti dei soci dell’Incubatore: il Rettore del Politecnico Francesco Profumo, l’Assessore alle Attività Produttive della Provincia di Torino Giuseppina De Santis, il Vice Sindaco di Torino Tom Dealessandri, il Presidente di Finpiemonte Mario Calderini, il Presidente della Fondazione Torino Wireless Rodolfo Zich e Giampiero Masera della CCIA di Torino. Per l’Unione Industriale di Torino, partner strategico dell’Incubatore, è intervenuto il Presidente Alberto Tazzetti.
Al Vice Presidente della Fondazione CRT Giovanni Ferrero è toccato l’onore del ‘taglio del nastro’. “Lo sviluppo e la crescita di un territorio devono oggi passare attraverso l’innovazione: per Fondazione CRT, l’innovazione è fortemente ancorata alla conoscenza. Conoscenza del contesto “reale”, del mercato e delle sue sfide, degli obiettivi strategici: queste sono le fondamenta su cui è possibile edificare innovazione” ha dichiarato Ferrero. “Se la conoscenza è la base per produrre innovazione, le persone e il sistema di relazioni che tra loro si viene a creare costituiscono le risorse strategiche, i pilastri che consentono di innescare processi di crescita economica e sociale. E’ attorno all’asse dello sviluppo del capitale umano e a quello della promozione di reti che la Fondazione CRT opera anche nell’ambito del settore della Ricerca scientifica e tecnologica, con un impegno sempre più crescente, diretto sia agli asset materiali sia a quelli immateriali. Riteniamo strategico sostenere la nascita di “luoghi” dove possa avvenire un proficuo processo di osmosi o convergenza all’interno del mondo della ricerca e tra ricerca e imprese, un supporto anche materiale allo sviluppo della collaborazione: per questo - ha concluso - abbiamo garantito un contributo sostanziale alla creazione dell’Incubatore delle Imprese Innovative del Politecnico di Torino (I3P), che riunisce in un consorzio Politecnico, Provincia di Torino, Camera di commercio di Torino, Finpiemonte, Fondazione Torino Wireless e Città di Torino. Ugualmente, dal lato degli asset immateriali sosteniamo la creazione di network, il sostegno di tavoli di concertazione e lo sviluppo del capitale umano orientato alla competitività del territorio”.
“Nella Cittadella, un tassello dopo l’altro, si sta definendo il nuovo modello di sviluppo locale basato sulla partnership di ricerca e formazione tra il Politecnico di Torino e le aziende innovative” ha sottolineato il Rettore del Politecnico Francesco Profumo. “Gli importanti risultati ottenuti da I3P confermano le aspettative del disegno iniziale e le potenzialità che questa struttura è in grado di esprime. Ecco perché si è deciso di potenziare I3P affinché la struttura e l’Ateneo siano sempre più parte attiva nel processo di sviluppo del sistema locale e diventino un punto di riferimento forte per la promozione del trasferimento tecnologico e della conoscenza, dell’innovazione e dei servizi al territorio. In questo contesto - conclude il Rettore - e quindi a beneficio delle aziende incubate avrà un ruolo fondamentale anche il Polo per il Capitale di Rischio, che ha trovato recentemente sede presso l’incubatore I3P e che avrà un ruolo determinante per il rafforzamento delle start up esistenti e di stimolo per le nuove iniziative”.
“Oggi festeggiamo l’inaugurazione di una sede più grande e confortevole, ma vorrei sottolineare come l’incubatore - dalla sua fondazione ad oggi - non ha solo cambiato indirizzo ma ha anche ottenuto importanti risultati. Penso al riconoscimento internazionale del Best Science Based Incubator Award nel 2004, al lancio di Start Cup con gli altri atenei piemontesi e alla vittoria di una nostra impresa al Premio Nazionale per l’Innovazione nel 2005. Penso però - spiega il Prof. Pozzolo - che il più grande risultato sia l’aver creato un clima favorevole all’imprenditorialità. Siamo partiti infatti da un campo arido ma, grazie soprattutto al sostegno degli enti pubblici e dei partner, in 7 anni di lavoro l’abbiamo reso fertile. Oggi questo risultato - continua Pozzolo - ci permette di concentrare i nostri sforzi su porzioni di terreno ancora ‘deboli’ nel campo della creazione di start-up dalla ricerca. Primo fra tutti presidiare con maggior efficacia le fasi basse del processo di sostegno all’imprenditoria innovativa, con azioni mirate di PROMOZIONE E SCOUTING che sfruttino la vicinanza con gli ambienti della ricerca; il processo di ACCELERAZIONE, ed infine, le azioni INTERNAZIONALIZZAZIONE con il supporto di reti internazionali come EOS. Proprio ieri, nel corso dell’International Matching Event, incubatori e parchi scientifici provenienti da tutto il mondo hanno illustrato alle imprese i loro servizi e le opportunità di collaborazione con altre PMI presenti in Europa, Cina, Stati Uniti, Centro e Sud America”.
I rislutati dal 1999 a oggi:
83 imprese transitate nell’Incubatore, di cui 25 spin-off universitarie
42 imprese attualmente ospitate
37 imprese hanno concluso il periodo di incubazione e sono uscite da I3P
circa 400 occupati complessivamente nelle imprese transitate
L’impatto economico
Circa 20 milioni di € è il fatturato complessivo atteso per il 2007 (totale imprese transitate)Annualmente, in media, i versamenti fatti ad enti pubblici (a vario titolo: ad es. imposte, contributi, ecc) dal totale delle imprese superano di 4 volte l’investimento pubblico ricevuto dall’Incubatore.
Sette aziende promosse al MIT del Politecnico
Maggio 7, 2007 on 5:35 pm | In Creare, Fare Impresa, Innovare, Investire, Valley | Nessun commentoGiovanni Favro dalla Stampa del 6 maggio
Il Politecnico ha scelto i suoi «magnifici sette». Tanti sono i gruppi industriali selezionati dall’ateneo fra i 29 che da mezzo mondo, dopo aver letto il bando sul Financial Times, hanno presentato domanda per insediare i loro centri di ricerca nella Cittadella del Poli, per poter lavorare a stretto contatto con i suoi scienziati e laboratori. Fra le prescelte che sbarcheranno con i loro migliori cervelli in corso Duca degli Abruzzi 24, ci sono autentici colossi. Microsoft, e altri numeri uno al mondo nei loro settori, come la Vishay, la cinese Huawei e l’italiana Metecno. Se sette, e non di più, sono i marchi, è perché il Poli non ha per ora spazi per ospitarne altri nel campus (fuori dal quale le industrie non vogliono collocarsi). Come spiega il rettore Francesco Profumo, «per i 22 esclusi, scrematura degli 85 fattisi avanti in prima battuta, ho creato una lista d’attesa».
I sette, alcuni dei quali sbarcano con i loro ricercatori per la prima volta non solo a Torino, ma in Italia, sono stati scelti badando a più fattori, «dalla qualità delle imprese alle loro prospettive di sviluppo, alla nostra necessità di variare i settori, per lo sviluppo armonico dei segmenti dell’ateneo». S’insedieranno «entro uno o due mesi» nelle ex Fucine Ogr, in 4 mila mq del «Business and Research Center», che ospiterà anche la nuova sede dell’Incubatore di imprese innovative. Qui ha già ha trovato casa anche il primo polo di venture capital italiano: 11 fondi che gestiscono un miliardo di euro.
Il modello, molto in piccolo, è quello del Massachusetts Institute of Technology, dove convivono campus universitari e industriali. Sempre in piccolo, è l’idea applicata da Profumo con General Motors, che insedierà al Poli il suo centro di ricerca mondiale sui diesel. Con l’arrivo dei 7, i vantaggi saranno, oltre ai contratti di ricerca pagata al Poli, più d’uno. «Siamo soddisfatti di questo ennesimo riconoscimento alla nostra qualità scientifica. I ricercatori aziendali saliranno nel campus a 1300, sommando i 650 di General Motors, i 500 delle 80 aziende dell’Incubatore e i 7 centri, in ciascuno dei quali lavorerà una ventina di persone. Oltre ad offrire lavoro ai nostri dottori di ricerca, sarà occasione di internazionalizzazione e crescita per l’ateneo e per la città».
Le prescelte: Chi sono e cosa fanno
Asja Ambiente: torinese, opera nelle tecnologie per produrre energia da fonti rinnovabili.
Huawei Technologies: cinese, leader mondiale per i dispositivi di telecomunicazione.
Intelligence Focus: è spin-off del Poli, opera nella security informatica.
Jac Automotive: cinese, produce veicoli commerciali leggeri.
Microsoft Corporation: è il colosso informatico creato da Bill Gates.
Metecno Group: milanese, opera nell’edilizia, è il più grande produttore al mondo di pannelli coibentati.
Vishay Semiconductors: leader mondiale nella componentistica di potenza, tra le più grandi fabbriche di semiconduttori del pianeta.
Benchmarking della competitività e della coesione urbana in Europa
Novembre 24, 2006 on 1:01 pm | In Eventi, Raccontare, Valley | Nessun commentoL’organizzazione delle Olimpiadi Invernali ha rappresentato per Torino uno straordinario successo in termini di immagine e di risultati. Perché questo possa continuare, occorre però che la città si dimostri capace di mantener e un livello qualitativamente levato in ogni settore per affrontare le sfide di competitività nel confronto con altre realtà urbane.
Sono questi i temi indagati dal primo rapporto “Benchmarking della competitività e della coesione urbana in Europa” realizzato da EU-POLIS e SiTI, con il sostegno della Compagnia di San Paolo, che sarà presentato e discusso il prossimo 24 novembre presso il Centro Congressi Torino Incontra.
Per partecipare ai lavori, è gradita una segnalazione.
Per informazioni e iscrizioni si può contattare EU-POLIS, tel.011.5647402, eupolis@polito.it
Powered by WordPress
Valid XHTML
and CSS
This site is licensed under Creative Commons Non Commercial Share Alike License 
Torino Valley is hosted by Top-ix Torino Piemonte Internet Excange












