Torino Nuova Economia non decolla
Luglio 19, 2008 on 8:02 am | In Esportare, Fare Impresa, Inchieste, Valley | Nessun commentoDa Repubblica
E’ una questione di tempi. Quelli tecnici, minimi indispensabili quando si parla di procedure pubbliche, cioè anni, hanno fatto fuggire le piccole e medie imprese intenzionate ad insediarsi nel polo tecnologico di Mirafiori acquistato da Tne (Torino nuova economia), la società creata ad hoc per gestire le aree dismesse dalla Fiat negli anni della crisi. Troppi i vincoli burocratici e gli intoppi, anticipati da Repubblica, che hanno rallentato la formazione del “polo di attrazione delle imprese innovative”, un sogno per il quale gli enti pubblici hanno sborsato 67 milioni al Lingotto (iva esclusa e pari a 13 milioni, più interessi). «Quello che circonda Tne — denuncia Claudia Porchietto, presidente dell’Api, l’associazione che riunisce le piccole imprese — è un silenzio clamoroso e fragoroso.
La raccolta di “manifestazioni d’interesse” da parte delle imprese risale a più di un anno fa. Di conseguenza non so oggi quante, delle fantomatiche 50 aziende, siano ancora interessate ad un’eventuale insediamento. Credo nessuna, perché i tempi delle imprese sono differenti. Certo rimane l’amaro in bocca, ma bisogna prendere atto che questa operazione non è partita sotto i migliori auspici: faremmo un bene alle imprese e alla comunità: L’inefficienza e la responsabilità di tale condotta è a vari livelli, bisognerebbe spendere in modo più oculato i soldi pubblici».
D’altra parte, ribattono i rappresentanti degli enti locali, una società pubblica, quale Tne, deve rispettare norme e regolamenti che le impediscono di velocizzare le procedure. «Dobbiamo seguire i regolamenti pubblici — conferma il vicesindaco Tom Dealessandri — non abbiamo alcuna deroga. Nell’arco di un anno e mezzo, da Quando Tne ha rilevato le aree dalla Fiat, abbiamo avviato la bonifica dell’area. il progetto e la procedura d’appalto che sarebbe già conclusa se non ci fossero stati i ricorsi al Tar».
Tags: aziende, fiat, imprese, lingotto, mirafiori, repubblica, torino
L’impresa in un giorno diventa realtà
Novembre 19, 2007 on 2:29 pm | In Fare Impresa, Innovare, Investire | Nessun commentoL´impresa in un giorno parte dal Piemonte. Regista dell´esperimento pilota in Italia: le Camere di commercio. Toccherà loro sbrigare tutte le pratiche che servono a un´azienda per avviare un´attività. L´azienda che nasce si iscrive al Registro imprese della propria Camera di commercio e toccherà poi all´ente camerale procedere agli adempimenti con Inps, Inail e Agenzia delle entrate, fungendo così da interfaccia unico per l´imprenditore. L´annuncio lo ha dato Renato Viale, presidente di Unioncamere Piemonte, al sesto forum regionale. «Entro fine anno verrà avviata questa prima fase di semplificazione amministrativa - ha detto nell´intervento di apertura -. Una svolta importante, che pone al centro il bisogno dell´impresa di avere tempi certi e interlocutori unici nel rapporto con la pubblica amministrazione. Dico questo innanzitutto come imprenditore, come uomo di industria che sa quanto è grande il bisogno di ridurre la burocrazia. Tuttavia non possiamo accontentarci di questo primo passo che, pur importante, è ancora piccolo rispetto alla necessità di semplificazione che hanno le imprese. Ma semplificazione vuole anche dire maggiore chiarezza sul ruolo e sui compiti dei diversi livelli istituzionali. Su questo piano Camere e Province possono impegnarsi reciprocamente affinché le rispettive competenze siano esercitate in una crescente complementarietà, evitando sovrapposizioni».
E proprio in questa direzione va il protocollo sottoscritto dallo stesso Viale e da Antonio Saitta quale presidente dell´Unione delle Province piemontesi in apertura del Forum che si è svolto a Torino, nell´aula del consiglio provinciale. D´altronde il «leit motiv» dell´incontro era proprio questo: «Politiche integrate di sviluppo per una Pubblica amministrazione efficace e efficiente». Per la verità dagli interventi dei vari amministratori delle otto province è emerso che qualche mattoncino per costruire questo edificio di efficienza e efficacia esiste già. Ha cominciato Saitta, con alcuni esempi per dimostrare come la Provincia sia un ente trasformato rispetto al passato, che «adesso eroga molteplici servizi alle imprese e alle persone». Lo Sportello virtuale «Comunicazione on-line», per esempio. Ci sono comunicazioni obbligatorie sul rapporto di lavoro che i datori devono trasmettere alla Provincia e ai suoi Centri per l´impiego. «Ebbene, forzando anche la pigrizia degli imprenditori, abbiamo autorizzato la trasmissione informatica dei dati - ha detto Saitta -. Nel primo anno, da ottobre a ottobre, le comunicazioni online sono state 650mila, pari all´80% del totale. Il risparmio di carta e di tempo è impressionante. Soltanto per la spedizione le imprese hanno risparmiato 2 milioni, considerato che una raccomandata costa 3,2 euro. Ancora più significativa è l´estensione della comunicazione via webad Inps e Inail».
Ma la collaborazione tra enti locali sta dando buoni risultati anche nel resto del Piemonte. Per esempio ad Asti, come ha ricordato il presidente Roberto Marmo: «Noi sono almeno dieci anni che abbiamo avviato questa concordia istituzionale che funziona indipendentemente dal colore delle amministrazioni e che ha nel centro fieristico il risultato più soddisfacente». Sergio Scaramal, presidente di Biella, ha citato lo sforzo comune fatto nella sua provincia per il rilancio e la riconversione del comparto tessile. Poi ha lanciato una proposta che a qualcuno può essere suonata come una provocazione: «Nel Biellese abbiamo 82 comuni e sei comunità montane. Troppi. Si potrebbe ridurre il numero domani, senza necessità di aspettare una legge. Basterebbe il coraggio».
Sergio Vedovato, presidente del Novarese, ha dato una chiave di lettura pragmatica della semplificazione: «Più che fare qualche fila in meno, significa integrarsi con gli altri mercati. In ballo c´è la competitività delle nostre imprese». Linea su cui concorda anche Renzo Maosero, presidente di Vercelli.
E le Camere di commercio che si dovranno sobbarcare il compito di rendere più semplice ed efficiente la macchina amministrativa? Sono tutti d´accordo, ne vale la pena. Giuseppe Moroni, presidente dell´ente del Verbano, sottolinea però quella che è la difficoltà maggiore: «Avere la massima condivisione sul progetto». In altre parole: serve il sì anche degli assessori oltreché dei presidenti provinciali. Gianfredo Comazzi, numero uno di Novara, ha lanciato una proposta: «Ogni provincia indichi l´intervento più efficace per semplificare la burocrazia, si dà vita a un´agenda e se ne discute tutti insieme». E Mario Sacco, presidente dell´ente camerale astigiano, si è augurato che l´efficienza contagi anche strutture nuove come il Ceip «perché è indispensabile razionalizzare le missioni all´estero».
Nel progetto per una pubblica amministrazione efficace efficiente avrà un ruolo anche la Regione. Lo ha illustrato l´assessore Sergio Conti presentando i «Pit», programmi integrati territoriali. Pur non nascondendo le difficoltà di percorso, l´assessore ha sottolineato come sia importante indicare le priorità per le varie aree per definire gli interventi del triennio.
Tags: impresa, pubblica_amministrazione, registro_imprese, repubblica, semplificazione_amministrativa, unioncamere_piemonte
È qui l´innovazione: Torino vuole l´Agenzia
Settembre 30, 2006 on 9:04 am | In Creare, Innovare, Review, Valley | Nessun commentoda Repubblica del 28 settembre 2006
La città che accolto i centri ricerche di Gm e Motorola, che punta ad ottenere anche quello che ha in animo di realizzare Microsoft, ora guarda con interesse ad un progetto che sta maturando negli ambienti dell´Unione europea: un´Agenzia internazionale sull´innovazione. Un gruppo di lavoro sta fissando in queste settimane i criteri della nuova realtà. «Ne abbiamo già discusso a livello di conferenza delle regioni - spiega l´assessore regionale Andrea Bairati - Appena verranno definiti i criteri, io credo che si debba partire per l´elaborazione del dossier di candidatura». Che Bairati però pensa in una versione «policentrica». «Siamo in un campo - spiega - in cui è francamente difficile immaginare concentrate in una sola città tutte le competenze. Sull´asse del Nord-Ovest si stanno sviluppando numerosi centri sull´innovazione e di ricerca, con i migliori standard e i migliori livelli qualitativi, per cui è tutta l´area che può proporsi per questa nuova sfida». A conferma della vocazione di un´intera area e non soltanto di una o più città, l´assessore ricorda che tre breve verrà firmato un accordo con la Lombardia e l´Emilia Romagna per individuare politiche comuni sulla ricerca e sull´innovazione.
Tags: innovazione, repubblica, ricerca, torino
Torino, cercasi partner per il futuro
Settembre 30, 2006 on 6:23 am | In Innovare, Investire, Muoversi, Review, Valley | Nessun commentoDa Repubblica del 28 settembre 2006
Sull´onda dell´accordo Sanpaolo-Intesa, si rilancia l´ipotesi dell´asse Torino-Milano, riedizione moderna del MiTo lanciato e poi lasciato cadere per la prima volta 26 anni fa. Ma tecnici come Berta e Zangola preferiscono allargare l´alleanza, coinvolgere nel progetto anche Genova. Lo fanno con la forza dei numeri: mettere insieme Torino, Milano e Genova vuol dire creare un´area con sette milioni di abitanti (il 12% della popolazione italiana), tre milioni di occupati (13,5% a livello nazionale), un valore aggiunto di 200 miliardi (16% nazionale, frutto di 50 miliardi creati dal comparto industriale e 141 dai servizi), una forza esportatrice da 57 miliardi (il 19% delle merci italiane destinate all´estero). Su cosa è dunque meglio puntare? Il MiTo o il GeMiTo?
Powered by WordPress
Valid XHTML
and CSS
This site is licensed under Creative Commons Non Commercial Share Alike License 
Torino Valley is hosted by Top-ix Torino Piemonte Internet Excange












