Impariamo da Torino come si fa gioco di squadra
Marzo 25, 2008 on 6:18 pm | In Creare, Fare Impresa, Inchieste, Innovare, Raccontare, Valley | Nessun commentoIvan Berni su Repubblica
Tags: agenzia_di_marketing, marketing_territoriale, palazzo_reale, torino, torino_internazionaleL’impietosa analisi di Stefano Boeri sulla perdita di ruolo di Milano come capitale mondiale del design pubblicata su queste stesse pagine sabato scorso, termina con una amara constatazione: se la città perde terreno anche su suoi primati storici, come il design, è perché manca la capacità di organizzare «un progetto culturale, politico ed economico». Tutto vero. E siccome il declino di Milano fa il paio con l’ascesa di Torino, forse è utile chiedersi cosa sta trasformando l’ex “motor town” italiana in una metropoli attraente, dinamica, competitiva a livello nazionale e internazionale.
Oltre al Congresso mondiale degli architetti, quest’anno Torino è stata anche nominata World design Capital dall’Associazione internazionale del design industriale. Nell’arco del 2008 in programma ci sono oltre 200 iniziative, che culmineranno nella mostra storica sul premio Compasso d’Oro e sul conferimento dello stesso premio alla Reggia della Venaria, recentemente restaurata.
Per ottenere il Congresso mondiale degli architetti Torinoha preparato la candidatura nel 2000 e l’ha ottenuta nel 2002, mentre il titolo di capitale mondiale del design se l’è guadagnato nel 2005, partecipando al primo bando indetto dall’Associazione internazionale del design industriale. In tutte e due queste occasioni Milano non c’era. E vale appena la pena di ricordare che la Reggia della Venaria è stata restaurata in nove anni mentre il nostro Palazzo Reale è ancora, per metà, un cantiere. Da tempo immemore.
Torino ha iniziato a fare squadra dieci anni fa, creando l’associazione Torino Internazionale, un organismo nato con il pieno coinvolgimento di Comune, Provincia e Regione (altempo governata dal centrodestra), dalle Università subalpine, da istituti bancari, associazioni di categoria e sponsor privati.
Questa Torino Internazionale è per metà un think-thank che elaboraprogetti e scenari di sviluppo e per metà è una efficientissima agenzia di marketing territoriale. In sostanza, un gruppo di lavoro che ha elaborato in dieci anni due piani strategici per la città - orientandola verso l’idea di una città della conoscenza- e al tempo stesso si è messo in moto per costruire relazioni, partnership e intercettare opportunità. Già ora, per dire, si lavora alle grandi celebrazioni per il l5oesimo dell’Unità d’Italia, in programma nel 2011.
A Torino si progetta e si implementa il progetto, utilizzando uno strumento sul quale la città ha “fatto sistema”. Perché Milano non fa lo stesso? In effetti nella nostra città qualcosa di simile a Torino Internazionale esiste: è l’agenzia Milano Metropoli, promossa dallaProvincia e partecipata dalla Camera di Commercio. Peccato che il Co mune non ne faccia parte. E la Regione nemmeno. Col risultato di una struttura che non può agire a tutto campo come avviene per i cugini torinesi.
Si può obiettare che nella candidatura per l’Expo 2015 una sinergia fra le istituzioni milanesi e lombarde c’è stata e si è vista. Ma è di tutta evidenza che si tratta di una collaborazione episodica e per giunta a denti stretti. Se per disgrazia la candidatura dovesse sfumare è certo che sfumerebbe anche la sinergia fra istituzioni che, spesso, sembrano trovare una ragione d’esistenza nel reciproco dispetto, invece che nel perseguimento dell’obiettivo comune.
Le differenti coloriture politiche delle amministrazione non c’entrano. A Torino e in Piemonte, infatti, progetti e iniziative so no state messe in moto da sindaci di centrosinistra come Castellani e Chiamparino con presidenti di Regione come Enzo Ghigo, di centro destra. Forse quel che manca agli amministratori di Milano è un p0′ di umiltà.
Quella che ha indotto i torinesi, dieci anni fa, a ripensarsi. A considerare che il titolo di capitale dell’auto poteva trasfor marsi in una prigione e ad aprirsi al mercato delle nuove vocazioni metropolitane.
Torino Qui - Domani
Febbraio 26, 2008 on 1:06 pm | In Innovare, Raccontare, Valley | 1 Commento
Si apre oggi, presso l’UniManagement Center, il laboratorio di idee organizzato dalla Città di Torino, insieme alla Fondazione CRT e a Torino Internazionale, che durerà fino a giovedì 28 febbraio.
All’evento Torino Qui/Domani, che si inserisce nell’ambito dei lavori del Piano Strategico ed è preparatorio rispetto alla Conferenza Generale della Città in programma il prossimo 20-21 giugno, sono stati invitati 100 giovani protagonisti della vita sociale, economica, politica e culturale di Torino, con una età compresa fra i 25 e i 40 anni.
L´interesse dei promotori è coinvolgere nel dibattito pubblico sullo sviluppo della città uno strato di popolazione che rappresenta interessi economici, sociali e culturali emergenti, sicuramente interessata al mutamento in atto, ma che non ha ancora avuto la possibilità di esprimere in modo organico il proprio punto di vista, enunciare le proprie attese, condividere opinioni, progetti, idee.
Nel corso del laboratorio, guidati da una metodologia basata sull’interazione e sul lavoro in gruppo, ai partecipanti verrà chiesto di esprimersi in merito alle trasformazioni in atto a Torino e alle sfide da affrontare.
In occasione dell´incontro LaStampa.it dedica ai partecipanti al convegno ed ai lettori uno spazio per scambiasi idee e suggerimenti: Come immagini Torino? Come vorresti che diventasse? In che direzione vorresti vederla crescere?
Tags: fondazione_crt, piano_strategico, torino, torino_internazionale
Chiamparino chiama la meglio gioventù
Febbraio 26, 2008 on 12:59 pm | In Inchieste, Review, Valley | Nessun commentoChi guarda al futuro è quasi certamente la persona più indicata per immaginarlo. A loro, ai giovani tra i 25 e i 40 anni, che si affacciano a una professione o l’hanno appena iniziata, che hanno sogni e si stanno distinguendo nell’imprenditoria, che volano nell’impalpabile cielo della cultura, della comunicazione e del design, che già si fanno le ossa nei santuari del potere da Palazzo Civico alle Fondazioni bancarie, la città chiede una mano.
«E’ stato il vostro La Spina a sottolineare il rischio che Torino perda o riduca la sua spinta propulsiva il cui culmine è stato raggiunto con le Olimpiadi. Bene, vogliamo preparare il terreno per chi verrà dopo» spiega il sindaco Chiamparino. E per «dopo», l’inquilino più importante di Palazzo Civico intende «alla fine, anche se sono processi che non si esauriscono mai, del lavoro che abbiamo impostato e continuiamo a portare avanti: la modernizzazione dell’industria con il rilancio del Politecnico, il miglioramento delle infrastrutture e dell’attrattività di Torino. A tutto questo abbiamo la necessità di aggiungere temi e cose nuove, magari far emergere nuovi personaggi, nuovi protagonisti».
E chi meglio dei giovani può assolvere a questo compito? Ecco perché da oggi, all’Unimanagement di via XX Settembre 29, cento giovani appunto tra i 25 e i 40 anni selezionati dai padroni di casa secondo i criteri di cui dicevamo prima- sponsor Fondazione Crt, ovviamente il Comune e Torino Internazionale - parteciperanno al forum «Torino qui/domani» che si concluderà giovedì.
«Quella che si riunisce oggi - spiega Elisa Rosso di Torino Internazionale - è quella che possiamo definire l’élite del futuro». Divisi in gruppi, i giovanotti si confronteranno, discuteranno sul futuro prossimo venturo di Torino. Da loro ci si aspetta che arrivino idee, suggestioni, analisi: cosa fare, in buona sostanza, per «pompare» lo sviluppo naturale di Torino.
«Ribadisco che non mi aspetto ricette - spiega Chiamparino - ma idee, percezioni che potranno anche essere rovesciate rispetto a quelle che abbiamo noi della città. Tra tanto giovanilismo di facciata, mi sembra importante ascoltare realmente cos’hanno da dire i giovani, anche solo per scoprire che sono completamente d’accordo con ciò che stiamo facendo». Chiamparino non ha memoria di analoghe iniziative in città «tranne - dice - il Forum Chiesa-Città con i giovani organizzato al Lingotto nel 2003 dall’arcivescovo Poletto e per trovare qualcosa di simile a ciò che intendiamo fare devo risale al ‘75, all’alba delle giunte di sinistra e al convegno sullo sviluppo di Torino con Lucio Libertini vicepresidente della giunta e con l’intervento di Umberto Agnelli».
Il forum con i giovani è infatti uno dei due momenti che caratterizzeranno gli Stati generali della città in un primo momento previsti ad aprile e poi, causa elezioni, rinviati al 21 giugno. Il secondo momento sarà il 28 e 29 marzo quando si svolgerà un seminario tra i vari rappresentanti della governance di questa città. Insomma, il futuro e l’esperienza che s’incontrano per disegnare nuovi orizzonti.
Tags: chiamparino, fondazioni_bancarie, forum_torino-torino, torino_internazionale
Facciamo spazio ai giovani
Febbraio 24, 2008 on 4:13 pm | In Innovare, Raccontare, Review, Valley | Nessun commentoBeppe Berta su Lastampa
Torino qui domani” - il forum di discussione promosso da Torino Internazionale col sostegno della Fondazione Crt che si svolgerà da martedì a giovedì presso Unimanagement - si differenzia dalle numerose iniziative dedicate alla trasformazione della città e del suo sistema urbano. E non solo per il pubblico che coinvolgerà: oltre cento operatori e professionisti di età compresa fra i 25 e i 40 anni, chiamati a esprimersi sul cambiamento in atto a Torino e sulle scelte che la città dovrà compiere nei prossimi anni.
Il mutamento generazionale è un aspetto, importante ma non esclusivo, di un percorso di trasformazione che forse può essere colto meglio da chi rappresenta interessi economici e sociali emergenti e nuove culture professionali, insomma da quanto si è affacciato in maniera più netta sulla scena urbana dal 2000 a oggi.
Si tratta probabilmente di uno strato della popolazione di Torino che non ha ancora avuto la possibilità di riflettere sul cammino che è stato percorso nell’arco di vent’anni e sul ventaglio delle opzioni che si aprono. Oggi è fin troppo facile contrapporre l’immagine della Torino Duemila, post-olimpica, allo stereotipo della città fondamentalmente monocromatica e a una dimensione del decennio Ottanta.
Ma se è vero che la Torino odierna appare a tutti più vivace, gradevole e vivibile, rispetto a quella di un tempo, si dimentica che a quell’epoca essa aveva toccato uno degli apici della sua forza economica. La Torino anni Ottanta, quanto a rilevanza economica, non aveva proprio nulla da invidiare alla «Milano da bere». Tanto per ricordare alcuni dati essenziali, la Fiat si giocava allora il primato sul mercato europeo dell’auto testa a testa con la Volkswagen, grazie al successo strepitoso della Uno. Gli abiti di Armani e di Valentino, prodotti dal torinesissimo Gruppo Finanziario Tessile dei Rivetti, dominavano nelle vetrine della Quinta Strada a New York. A poche decine di chilometri da Torino, poi, la Olivetti produceva il personal computer più venduto al mondo, l’M24. Eppure, quella Torino al vertice del successo economico e industriale, appariva una città laboriosa ma terribilmente grigia,
un po’ ripiegata, segnata da aree di degrado urbanistico e sociale, ben poco attraente. Pesavano le incertezze della politica e un’amministrazione locale che sembrava in crisi perenne. E poi era l’amalgama sociale della città a essere insoddisfacente, a causa di una rete di relazioni deficitaria, all’interno come verso l’esterno.
Da questo punto di vista, il periodo di crisi che Torino ha attraversato in seguito ha costituito uno shock salutare. L’ha obbligata a tirar fuori da sé nuove energie e a ottimizzarle; soprattutto le ha insegnato i vantaggi del lavoro di squadra. Per questo, Torino ha saputo reagire e anche sorprendere, rivelando un volto diverso all’Italia e al mondo. Ma ora deve dare prova di saper costruire il futuro. E per far questo deve dimostrare di riuscire a elaborare nuove capacità e saperi, da mettere in campo attraverso lo sviluppo di una cooperazione efficace. È quel che si cercherà di fare a “Torino qui domani”, una sorta di modello di simulazione per delineare scenari e proposte di intervento per la città del prossimo futuro
Tags: fondazione_crt, olivetti, torino, torino_internazionale
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