E-wine, tracing the bottle al Cebit

Marzo 6, 2008 on 11:49 am | In Bit e Chip, Fare Impresa, Innovare, Valley | Nessun commento

Immaginate di acquistare una bottiglia di vino o di ordinarne una al tavolo di un ristorante e, utilizzando il vostro cellulare o il palmare, di poter leggere la storia di quella bottiglia e dell’azienda che la produce, di poter scoprire gli abbinamenti consigliati con i cibi, di visualizzare immagini e mappe dell’area geografica di produzione…Tutto ciò è possibile grazie all’applicazione delle nuove tecnologie, anche in settori tradizionali come quello dell’agroalimentare ed è uno degli obiettivi che si propone il progetto “E-wine, tracing the bottle”, presentato in occasione del Cebit di Hannover dalla Camera di commercio di Torino e dalla Fondazione Torino Wireless in collaborazione con l’Istituto Superiore Mario Boella.

Il settore del vino, caratterizzato da prodotti dal valore unitario relativamente alto, da un packaging standard e da una elevata complessità gestionale, costituisce uno dei terreni ideali per una sperimentazione delle applicazioni innovative rese possibili dalle tecnologie ICT in campo agroalimentare, in particolare in tema di tracciabilità delle merci lungo la filiera. La reale tracciabilità delle bottiglie di vino, ottenuta grazie all’applicazione delle nuove tecnologie come risposta ad un obbligo normativo, può infatti rivelarsi anche e soprattutto una forte spinta verso la diffusione di servizi a valore aggiunto applicati al prodotto vino, a vantaggio sia dei produttori, sia dei consumatori finali.

Il progetto “E-wine, tracing the bottle”, nato dallo sviluppo di precedenti progetti sperimentali, permette di dotare le bottiglie di vino di una carta di identità elettronica, costituita da una semplice etichetta intelligente adesiva, capace di ospitare e veicolare a consumatori, distributori, ristoratori, numerose e più complete informazioni sul vino contenuto nella bottiglia.

Ad esempio, permetterà ai produttori di:

  • differenziare i propri prodotti, rendendo disponibili una serie di informazioni più ricche e interessanti sotto il profilo commerciale
  • identificare in modo univoco la propria produzione, accrescendo la garanzia anticontraffazione
  • rendere maggiormente visibile la qualità dei propri processi produttivi attraverso l’integrazione con il sistema di tracciabilità interno all’azienda, arrivando a seguire la bottiglia nel suo intero percorso dalla vigna fino al il consumatore
  • ricostruire la distribuzione geografica del consumo dei propri prodotti e su questa base effettuare azioni di marketing mirate.

Relativamente al consumatore, il sistema consentirà di fruire di contenuti informativi aggiuntivi rispetto a quelli disponibili ad oggi sulle etichette - ad esempio, informazioni sull’azienda produttrice, immagini e mappe dell’area geografica, caratteristiche organolettiche del vino, abbinamenti consigliati con i cibi ecc. fornendo maggiori garanzie sia sulla qualità del processo produttivo, sia sull’autenticità del prodotto.

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Eccellenze piemontesi al Cebit di Hannover

Marzo 4, 2008 on 4:02 am | In Bit e Chip, Eventi, Fare Impresa, Raccontare, Valley | Nessun commento

Tra i protagonisti del Cebit, il più importante salone delle tecnologie informatiche c’è Think Up, il progetto della Camera di commercio di Torino, in collaborazione con Centro Estero per l’Internazionalizzazione, Fondazione Torino Wireless, CSI Piemonte e il contributo della Regione Piemonte, che promuove all’estero il settore dell’Information & Communication Technology. 17 le aziende piemontesi di Think Up che espongono: 11 sono nell’area Italia coordinata dall’Ice (Istituto Nazionale per il Commercio Estero) all’interno del padiglione “Future Park”, dedicato alle tecnologie e ai prodotti innovativi; 3 espongono in altri padiglioni e 3 vengono rappresentate nello stand istituzionale di Think Up con materiale illustrativo.

Nei 26 padiglioni dell’appuntamento di Hannover, che accoglierà oltre 500.000 visitatori, si gioca uno dei momenti della competizione mondiale della tecnologia. Il Piemonte vi partecipa per il terzo anno, con tecnologie di punta del territorio. Quest’anno, tra le tante: il Criptofonino (telefono cellulare che permette di evitare le intercettazioni), l’etichetta E-wine (tag rfid che permette di visualizzare la storia del vino su dispositivi mobili), il supercluster (server ad alta affidabilità che garantisce un funzionamento continuo anche in caso di criticità).

Il 4 marzo, il padiglione Italia verrà inaugurato dal Direttore Ice Berlino – Maria Ines Aronadio - e dal Presidente della Camera di commercio di Torino – Alessandro Barberis - e si concluderà con una serata italiana a base di cibi tipici connazionali.
Oltre alla parte espositiva, le PMI piemontesi avranno l’opportunità di partecipare a Future Match, gli appuntamenti organizzati dall’IRC tedesco con controparti europee gestito in Piemonte dalla Camera di commercio di Torino.

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L’innovazione a Torino secondo Torino plus

Gennaio 2, 2008 on 10:28 am | In Innovare, Investire, Raccontare, Valley | Nessun commento

Da Innovazione Torino +

Dopo un secolo vissuto da capitale italiana dell’auto Torino ha diversificato le proprie vocazioni e, contemporaneamente, si è concentrata sui settori produttivi ad alto contenuto di conoscenza. Investire su produzioni con forti valori immateriali basati sulla ricerca e l’innovazione: questa è la strada che l’economia cittadina ha intrapreso per disegnare il proprio futuro.

Quattro i settori individuati come strategici: l’automotive, l’Ict, l’aerospazio e la finanza. L’automotive era e rimane – seppur in forma differente – un punto di forza dell’economia cittadina e regionale. La concentrazione di imprese, una ritrovata competitività e ambiti di eccellenza specifici come il design – che a Torino è protagonista non solo nel settore automobilistico con nomi come Bertone, Giugiaro, Pininfarina – o le ricerche sulle fonti d’energia alternativa come l’idrogeno, sono gli ingredienti di un rinnovato protagonismo sui mercati internazionali. L’Information and Communication Technology ha a Torino il primo distretto “senza fili” del Sud Europa – Torino Wireless – oltre a diversi centri di ricerca, come quelli di Microsoft, di Motorola e il Tilab di Telecom Italia. Il settore aerospaziale beneficia della compresenza in città di competenze differenziate che vanno dalla metallurgia all’elettronica e di grandi realtà come Alcatel Alenia Space. La finanza, infine, è motore indispensabile per garantire la crescita del sistema, e l’esistenza di realtà come il gruppo San Paolo-IMI , diventato il terzo polo bancario dell’area euro dopo la fusione con Banca Intesa.

Queste sono le linee strategiche che porteranno le 228.000 imprese cittadine che esportano ogni anno beni per quasi sedici miliardi di euro (con un saldo positivo sull’import di quattro miliardi) a essere sempre più competitive in Europa e nel mondo: la sfida dell’internazionalizzazione è infatti il banco di prova della nuova economia torinese. Una sfida – quella dell’essere protagonisti in Europa – che si gioca tanto sul piano delle imprese quanto su quello delle istituzioni: hanno già sede a Torino, infatti, il Centro di Formazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, l’Istituto per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia e lo Staff College delle Nazioni Unite e la European Training Foundation dell’Unione Europea.

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L’ICT piemontese al CeBIT 2008

Novembre 3, 2007 on 11:32 am | In Bit e Chip, Creare, Eventi, Fare Impresa | Nessun commento

Le imprese ICT piemontesi aderenti al progetto Think Up avranno la possibilià di partecipare a CeBIT 2008, grazie all’invito della Camera di commercio di Torino, in collaborazione con Centro Estero per l’Internazionalizzazione, Torino Wireless e CSI Piemonte.

Lo spazio del Piemonte, di circa 70 mq, sarà ubicato all’interno dell’area Sistema Italia in Fiera (250 mq.), gestita e coordinata dall’ICE, nel padiglione Future Park (Halle 9), dedicato alle tecnologie e ai prodotti innovativi.
Con oltre 6.000 espositori, CeBIT attira ogni anno circa 500.000 visitatori provenienti da un’ottantina di paesi, interessati a conoscere gli ultimi ritrovati in materia di ICT. L’edizione 2008 offrirà nuovi servizi, focalizzando l’attenzione sul mondo delle applicazioni e sarà organizzata in aree tematiche dedicate ai seguenti settori:

  • Business Solutions
  • Public Sector Solutions
  • Home & Mobile Solutions
  • Technology & Infrastructure
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Le fibre ottiche curano la Sinagoga Tedesca di Venezia

Settembre 12, 2007 on 9:03 pm | In Bit e Chip, Creare, Innovare | Nessun commento

LOCK (Low-cost Optical system for CracK monitoring) è l’acronimo utilizzato per indicare un innovativo sistema di monitoraggio sviluppato da ricercatori del Dipartimento di Elettronica del Politecnico di Torino e del Laboratorio di Fotonica dell’Istituto Superiore Mario Boella, con il supporto della Fondazione Torino Wireless, che ne ha finanziato lo sviluppo. Attualmente il sistema è in fase di brevettazione europea con estensione anche negli Stati Uniti.

Con l’utilizzo di sensori in fibra ottica plastica (nota con la sigla POF, dall’inglese Plastic Optical Fiber), il LOCK è in grado di tenere sotto controllo costantemente fessure e crepe nelle strutture degli edifici in modo più semplice ed economico rispetto a quanto già disponibile in commercio. Attualmente infatti si utilizzano fibre in vetro simili a quelle usate nelle telecomunicazioni ottiche che necessitano di complesse e costose apparecchiature per l’interrogazione dei sensori.
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Torino Wireless: i suoi primi cinque anni

Febbraio 20, 2007 on 11:08 am | In Bit e Chip, Creare, Fare Impresa, Innovare, Investire, Valley | Nessun commento

Sono stati celebrati i primi 5 anni di Torino Wireless con un evento a cui erano presenti tra gli altri il presidente della Fondazione Torino Wireless, Rodolfo Zich, di fronte a Luigi Nicolais, Ministro dell’Innovazione e della Funzione Pubblica, alla Presidente della Regione Mercedes Bresso, al Sindaco, Sergio Chiamparino e ai rappresentanti di tutte le istituzioni territoriali, Regione, Andrea Bairati, Provincia, Alessandra Speranza, Camera di Commercio, Alessandro Barberis.

Hanno contribuito al dibattito su futuro di Torino Wireless anche Francesco Profumo, Politecnico, Mario Calderini, Finpiemonte, Piero Gastaldo, Compagnia di San Paolo, Marco Mezzalama, Politecnico, Andrea Pininfarina, Confindustria, Alberto Tazzetti, Unione Industriale di Torino.

La Fondazione Torino Wireless entra nel suo quinto anno di attività in compagnia di 182 imprese che hanno usufruito dei servizi di supporto, tecnologici, manageriali e finanziari, attivati dalla Fondazione, in collaborazione con i soci pubblici e privati, per favorire la loro crescita e affermazione sui mercati.

Nei suoi primi 4 anni Torino Wireless ha lavorato per lo sviluppo delle imprese ad alto potenziale muovendosi in più direzioni: collaborazione diretta con start up e PMI, avvio di grandi progetti per imprese già affermate, raccolta e gestione di risorse finanziare pubbliche e private per l’accelerazione di impresa, per il sostegno alla Ricerca e Sviluppo e per la creazione di nuovi brevetti.

Uno dei risultati più sorprendenti è stata la capacità di Torino Wireless di mobilitare risorse finanziarie: oltre 80 milioni di euro nel quadriennio 2003-2006, che diventano 120 milioni nel quinquennio 2003-2007 e con un obiettivo di circa 300 milioni entro il 2012. Fondi resi disponibili da Venture Capital, bandi FAR, bandi su Grandi Progetti e direttamente da Torino Wireless.

Gli atti della giornata 

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E’ partito a Torino il Polo del Venture Capital Italiano

Febbraio 9, 2007 on 2:29 pm | In Fare Impresa, Innovare, Investire | 1 Commento

polo-venture-capital.JPGIl Polo del Venture Capital raggruppa undici fondi che coprono tutti i segmenti del venture capital, dall’Angel Investing al late stage, e rappresentano complessivamente risorse finanziarie gestite per circa un miliardo di euro. Possono pertanto contribuire ai più ambiziosi progetti di crescita delle imprese più promettenti a vari stadi di sviluppo, dallo stadio pre-competitivo all’affermazione sui mercati internazionali.

Nato sotto la regia di Torino Wireless e con la collaborazione del Politecnico di Torino, il Polo è costituito da sei fondi italiani (Piemontech, Innogest Capital, Club degli Investitori, Strategia Italia, Eporgen Venture, Principia Fund) e da cinque fondi internazionali (TLcom Capital, Doughty Hanson &co Technology Limited, Intel Capital, 360 Capital Partner, Jupiter Venture).

Il progetto si ispira ad alcune esperienze americane, come quella di Austin (Texas), in cui, allo stesso piano del 6300 Bridgepoint Parkway, hanno sede alcuni fondi tra i più attivi e di maggiore reputazione in quell’area (Sevin Rosens, Arch Venture, Bridgepoint Venture Partners, etc.). Ogni fondo agisce autonomamente. La vicinanza, tuttavia, permette di confrontarsi agilmente e di accelerare le operazioni di co-investimento. Tale indirizzo è diventato un punto di riferimento per gli imprenditori del Mid-West.

La nascita di un Polo del Venture Capital è favorita dalla caratteristica cooperativa degli operatori del Venture Capital, spesso più interessati a coinvestire che a competere su singole opportunità. Inoltre, nel contesto italiano attuale, in cui venture capital e crescita di imprese innovative sono fenomeni da sviluppare, far sistema attraverso un Polo è premiante rispetto a dinamiche concorrenziali tra gli operatori del venture.

Scegliendo la Cittadella Politecnica, come sede operativa del Polo, e precisamente negli spazi dell’incubatore I3P, la nuova struttura, pur avendo un ambito operativo nazionale, sarà vicina alle idee, ai progetti e soprattutto all’intraprendenza tecnologica e imprenditoriale che la città di Torino ha saputo esprimere negli ultimi anni, introducendo un nuovo importante stimolo nei confronti delle imprese. La Cittadella è infatti il nuovo Campus aperto del Politecnico di Torino, dove si sta affermando un modello di sviluppo locale basato sulla partnership di ricerca e formazione tra il Politecnico di Torino e le aziende innovative, che dalla vicinanza, anche fisica, con l’Università, e ora anche con il Polo del Venture Capital, possono trarre nuove opportunità di crescita.

E’ ormai noto come il Politecnico di Torino - afferma il Rettore, prof. Francesco Profumo - punti a essere parte sempre più attiva nel processo sviluppo del sistema locale e a diventare un punto di riferimento forte per la promozione del trasferimento tecnologico e della conoscenza, dell’innovazione e dei servizi al territorio, che si aggiungono alle missioni tradizionali dell’Università di formazione e ricerca. Il Polo del Venture Capital, all’interno della Cittadella, rientra in questo quadro e rappresenta la “quinta gamba” su cui l’Ateneo può contare per mettere a disposizione del territorio le proprie competenze. La presenza nella Cittadella di un Polo Venture Capital, che possa sostenere e investire in “nuove idee”, completa la strategia.

La filiera della creazione d’imprese innovative che vede l’azione sinergica degli incubatori universitari, degli Enti locali e di Torino Wireless, aggiunge il Prof. Vincenzo Pozzolo, Presidente di I3P, l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, si completa perfettamente con la presenza del Polo del Venture capital, una realtà che può portare il contributo fondamentale del cosiddetto smart money, cioè degli investimenti uniti alla capacità di giudicare la qualità delle proposte e fornire supporti di management alle imprese.

Per rendere più rapidi i processi decisionali, ha precisato Claudio Giuliano, Polo del Venture Capital, i fondi si scambieranno costantemente informazioni sulle operazioni esaminate e le relative valutazioni sulle performance potenziali. Inoltre, il Polo promuoverà un programma congiunto di “Entrepreneur in Residence” che avvicinerà senior manager con spirito imprenditoriale a opportunità imprenditoriale, e, viceversa, permetterà a iniziative embrionali di partire con una squadra gestionale di primissimo livello. Con l’avvio del Polo, gli imprenditori italiani hanno un indirizzo a cui far riferimento. Dopo un periodo di sostanziale assenza di Venture Capital in Italia, il Polo vuole dare il segnale che il Venture Capital è presente e cerca attivamente opportunità di investimento.

“Il coordinamento tra formazione, ricerca e impresa non può che essere un valore aggiunto per la nostra regione, ha aggiunto - Mario Calderini, Presidente di Finpiemonte - in linea con l’attuale politica regionale sull’innovazione e la ricerca. Sono molto contento anche per il coinvolgimento dei fondi esteri: ciò dimostra che a livello internazionale si crede nel Piemonte come luogo di ricerca e innovazione tecnologica. Mi auguro che si realizzi presto un sistema di formazione integrata tra accademia e sistema finanziario”.

Con questa iniziativa, si completa l’azione di Torino Wireless volta a dotare il territorio di strumenti di finanziamento all’innovazione - ha dichiarato il prof. Rodolfo Zich, Presidente di Torino Wireless - a partire dal primo fondo di distretto, Piemontech, continuando per l’avvio del più ambizioso progetto Innogest Capital, lanciato nel 2005 insieme a Ersel, e del Club degli Investitori; e infine la creazione del Polo del Venture Capital, che porta in Piemonte un sistema di fondi, anche stranieri, pronti a investire nelle migliori idee e progetti tecnologici.

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Le start-up finanziate da Torino

Febbraio 7, 2007 on 5:36 pm | In Bit e Chip, Investire, Raccontare | Nessun commento

da Repubblica Affari & Finanza del 5 febbraio 2007

Dal polo del wireless a quello del venture capitalist. La Fondazione Torino Wireless gioca la caria della finanza. Un primo passo era già stato fatto con Innogest Capital, fondo italiano di Early Stage dedicato alle giovani imprese. Promosso da Torino Wireless ed Ersel, e gestito da Innogest SGR. il fondo con un capitale fino a 60 milioni di euro, si è posto l’obiettivo di investire in almeno venti imprese nell’arco di un quinquennio.

La missione di Innogest è stata quella di trasformare imprenditorialità e tecnologie del Paese in grandi imprese e generare elevati ritorni finanziari per gli investitori. Innogest Capital fornisce solo capitale, ma costituisce per le imprese un partner con cui confrontarsi e condividere un percorso di crescita, in grado di accompagnarle verso il mercato, assicurare solide basi fìnanziarie e un supporto attivo a sostegno del team imprenditoriale. Gli investimenti spaziano da 500mila a 3 milioni di euro per singola operazione.

Il fondo è posizionato sul segmento del Venture Capital di primo livello (Early Stage o Seed Capital), che è successivo ai finanziamenti di start-up (Angel investment), che nel modello integrato sviluppato dalla Fondazione Torino Wireless è stato affidato a Piemontech con investimenti compresi tra 20 mila e 200 mila euro.
Innogest Capital investe nelle PMI che presentano le caratteristiche fondamentali per favorire la remunerazione del capitale, management di alto profilo, tecnologie differenzianti, alta crescita, capacità di svilupparsi nel mercato italiano e poi in quello intemazionale.

Piemontech, invece, ha sinora permesso la nascita di una decina di realtà imprenditoriali che hanno terminato il periodo di incubazione e che ora sono pronte a proseguire la strada in autonomia: dalla ATS - Alps Telecomunications Software, che sviluppa soluzioni software per reti di telecomunicazioni, a Casper Technology, che ha lanciato il ciptotelefonino anti intercettazioni: dalla CSDomotica, che realizza soluzioni wireless per l’home e business automation, a Dynamic Fun, attiva nel settore delle soluzioni wireless per il business e per li mobile gaming; e ancora la Faber Software che realizza software per la modellazione, simulazione e controllo di Sistemi complessi e la Iplug, con soluzioni VOIP basate su open source; la Ovolab una delle principali software house italiane per Macintosh; la Sc-Aip che realizza software e algoritmi per l’imaging elettromagnetico, sistemi per la tomografia elettrica e capacitiva; Sicurante, società operante nell’Information Security.

Da quest’esperienza è nata l’idea di lanciare un Polo del Venture Capital con l’adesione di Club degli Investitori, Strategia Italia, Intel Capitalm 360 Capital Partners, TLcom Capital, Doughty Hanson &co Technology e Jupiter Venture.

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