Siamo riusciti a evitare le fratture da osteoporosi

Dicembre 24, 2007 on 9:10 pm | In Biotech, Innovare, Review, Valley | Nessun commento

Marco Accossato su La Stampa

Due anni fa scoprirono che nel sangue di ogni donna in menopausa c’è una spia in grado di rivelare il rischio osteoporosi. Oggi, gli stessi studiosi del Centro di ricerca in medicina sperimentale dell’Università di Torino (Cerms) hanno dimostrato alle Molinette - per la prima volta «in vivo» - che l’utilizzo precoce di un farmaco specifico sulle pazienti per le quali si è accesa quella spia può cancellare il pericolo.

Trentotto donne a rischio sono state seguite nel centro di ricerca coordinato dal professor Giancarlo Isaia: di queste, le 25 trattate con residronato immediatamente dopo l’esame del sangue non hanno avuto fratture, malgrado fossero altamente esposte al pericolo. Le tredici curate invece con calcio e vitamina D ma senza residronato hanno avuto una frattura provocata dall’osteoporosi.

Un lavoro importante, che conferma implicitamente anche la bontà della scoperta fatta nel 2005, «e che - annuncia il professor Isaia - è stato accettato per la pubblicazione dal Journal of Bone and Mineral Research, la principale rivista dedicata alla patologia dell’osso». Una donna su quattro, in Italia, è preda della malattia che provoca fratture senza traumi («Una ladra silenziosa»). Si calcola che ogni anno le fratture siano oltre 100 mila: 70 mila del femore, 20 mila vertebrali, 19 mila al polso e in altri punti.

Gli studi compiuti a Torino nel 2005 hanno permesso di notare che nel sangue di queste donne i leucociti tendono, in misura molto maggiore rispetto al normale, a trasformarsi in osteoclasti, cellule destinate alla costruzione del tessuto osseo che prodotte in misura eccessiva portano al riassorbimento e all’indebolimento dell’osso. «Tre soli mesi di utilizzo del residronato sulle pazienti il cui esame del sangue aveva rivelato il rischio di fratture - sottolinea il professor Isaia - ci hanno consentito di rilevare già una diminuzione di oltre il 50 per cento degli osteoclasti, un abbattimento dell’80 per cento circa della loro vitalità, con un azzeramento quasi totale del riassorbimento dell’osso».

Lo studio - non sponsorizzato - è stato guidato in laboratorio dalla dottoressa Patrizia D’Amelio, che già per gli studi del 2005 si era avvalsa della collaborazione di un’altra giovane ricercatrice, Anastasia Grimaldi. La nuova scoperta, descritta su una tesi di laurea, è valsa all’autrice del trattato, Stefania Di Bella, il premio annuale dell’Accademia di Medicina di Torino.

Lo studio compiuto alle Molinette nell’arco degli ultimi due anni apre una speranza in più a tante donne in menopausa. «Dimostrata “in vivo” l’efficacia della somministrazione anticipata del residronato in quei casi dichiarabili a rischio sulla base dell’esame del sangue - conclude Isaia - l’intera procedura potrebbe essere da oggi utilizzata anche come marker».

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Sette nuove imprese nell’incubatore del’Università

Dicembre 24, 2007 on 8:54 pm | In Creare, Fare Impresa, Innovare, Investire, Valley | Nessun commento

Sette nuove realtà imprenditoriali sono entrate a far parte di“2i3t”, l’Incubatore di imprese dell’Università degli Studi di Torino.
Il numero complessivo di imprese incubate nelle strutture dell’Università di Torino nel 2007 è pertanto salito a 14, localizzate come segue: 9 nel Polo di Via Quarello, 3 nel Polo delle Biotecnologie di Via Nizza, 1 nel Dipartimento di Scienze della Terra e 1 nel Dipartimento di Veterinaria.

Le sette nuove imprese di 2i3t sono:

IRTA - Ricerca e sviluppo nel campo agro-alimentare. Studio e applicazione di metodi innovativi per il miglioramento delle caratteristiche chimico fisiche ed organolettiche di materie prime, semilavorate e prodotti finiti alimentari mediante trattamenti a basso o medio impatto additivante.

FLUODY ­ Ricerca, sviluppo, produzione e consulenza nel settore chimico. Sviluppo e produzione di innovativi traccianti fluorescenti per applicazioni in ambito di analisi biologiche in vitro e imaging ottico.

MGT ­ Ricerca e sviluppo nel campo della depurazione delle acque. Depurazione di acque di scarico attraverso un sistema fitodepurativo a flusso orizzontale sub superficiale (Brevetto)

IMAGEO­ Spin-off universitario. Ricerca, sviluppo e studio nel campo della geologia. Utilizzo della geomatica per riconoscere ed affrontare i rischi idrogeologici

HAPPY DEVICE ­ Ricerca e sviluppo nel campo della biologia e protesiologia. Analisi di protesi per uso esterno o impiantabili per la creazione di dossier con dati biologici, morfologici e funzionali

IM-3D CLINICS - Imaging Medicale. Screening sperimentale per la prevenzione del carcinoma al colon retto con un metodo basato sul riconoscimento automatico mediante analisi dell’immagine TAC.

HORIZON DISCOVERY ­ Ricerca e sviluppo in campo medico. Costruzione di linee cellulari per diagnostica oncologica

L’incubatore d’impresa 2i3t è una società costituita da Università degli studi di Torino, Provincia di Torino, Città di Torino e Finpiemonte SpA che promuove e sostiene la creazione di nuove imprese, favorendo il trasferimento tecnologico per la valorizzazione economica dei risultati della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica attraverso le strutture dell’Incubatore d’impresa.

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La Spina della conoscenza

Dicembre 18, 2007 on 7:59 pm | In Creare, Innovare, Raccontare, Valley | Nessun commento

Emanuela Minucci su La Stampa del 16 dicembre 2007

Doveva arrivare Norman Foster (in spirito, perché in persona non c’era, trattenuto in Cina da un lavoro), per insegnare ai torinesi che la grande architettura può anche fare a meno di certi «arroganti segni verso l’alto». E il committente che riesce a mettere d’accordo tutti (ecologisti, sinistra radicale e amanti del bello tout-court) è l’Università di Torino, con il suo campus affacciato sulla Dora impreziosito dai gasometri-totem che hanno ispirato il progetto complessivo. Grande giornata ieri, per l’Ateneo torinese. In questo scorcio di fine 2007 il rettore Ezio Pelizzetti ha posato - insieme con l’assessore all’Università Andrea Bairati - metaforicamente la prima pietra della nuova sede della facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche. Una gigantesca «lampada urbana» che, secondo le parole del rettore, anche dall’alto rappresenterà la «luce della cultura umanistica torinese».

Il maxiateneo
In Lungo Dora Siena nascerà il più grande insediamento universitario dai tempi di Palazzo Nuovo. Sorgerà accanto alle residenze per gli studenti e alla Palazzina Einaudi già realizzate nell’area Italgas tra corso Regina Margherita e il Lungo Dora. Un edificio di 36 mila metri quadri dove, a partire dall’anno accademico 2010-2011, s’insedieranno le due facoltà (con aule, dipartimenti e servizi) e la biblioteca interdipartimentale. La «lampada urbana» costerà 51 milioni di euro, mentre il valore complessivo del polo universitario è di 120 milioni.

La nuvola luminescente
L’edificio, dalle forme sinuose e irregolari, disporrà di quattro piani, sette corpi separati (ma con collegamenti aerei), una piazza circolare al centro e un grande tetto-ombrello («meraviglia della sostenibilità», come lo ha definito qualcuno) che coprirà l’intera struttura. Proprio il tetto - come ha spiegato l’architetto Benedetto Camerana - è l’elemento qualificante dal punto di vista architettonico: si tratta di un’unica tensostruttura di colore chiaro, illuminata di notte. I tre edifici che compongono la biblioteca interdipartimentale risultano affacciati sul fiume, così come la caffetteria. L’intero complesso sarà costruito sopra il livello della Dora, per evitare il rischio esondazione e sarà collegato al quartiere da una passerella sul fiume. Nei sotterranei sono previsti 550 posti auto.

Il cantiere
«Questo è uno dei momenti più importanti della recente storia edilizia dell’Università di Torino - ha spiegato ieri il rettore, Ezio Pelizzetti - oggi la nostra università utilizza quasi 120 sedi e alcune strutture sono ormai obsolete. Servono, dunque, interventi edilizi che, per la loro portata risultano complessi». A condire la lieta giornata con un pizzico di polemica ci ha pensato Piero Cornaglia, responsabile delle grandi infrastrutture dell’Università: «Il progetto di questo edificio era già pronto nel 2005. Ma è trascorso un anno e mezzo prima che potessimo ottenere le autorizzazioni necessarie alla costruzione, malgrado ci fosse il pieno accordo di tutti gli enti. Oggi, finalmente, posiamo la prima pietra». Attualmente gli studenti di Giurisprudenza e Scienze politiche frequentano le lezioni in tre sedi universitarie: Palazzo Nuovo, la palazzina Venturi di via Verdi e la palazzina Einaudi, all’ex Italgas.

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L’Università di Torino si lancia sui blog … ad uso interno

Settembre 10, 2007 on 8:06 pm | In Bit e Chip, Learning | Nessun commento

Via Vittorio Pasteris

La notizia sarebbe succosa e innovativa: l’Università di Torino ha lanciato un nuovo servizio di blog dedicato a studenti e docenti. Si chiama Myblob, crea il tuo blog con BloggaTO Village. Il nuovo servizio nasce in parallelo con la comunità dei blog dell’Università degli Studi di Torino.

Però c’è un però: l’accesso al sistema di blogging, per leggere e creare blog, è possibile solo per il personale e per gli studenti dell’Ateneo torinese. Ovvero la comunità è riservata a docenti e studenti dell’Università. La cosa pare assai ridicola e potrebbe rivelarsi totalmente nociva rispetto a una idea interessante come quella di aprire unito al mondo dei blog.

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