Derrick De Kerckhove premiato a Torino
Maggio 28, 2008 on 3:53 pm | In Eventi, Innovare, Raccontare, Valley | 1 Commento
Derrick De Kerckhove verrà premiato a Torino venerdì 30 maggio con il Premio Accordo, un premio nato da un’idea di alcune aziende piemontesi, ha raccolto l’interesse del Comune di Toirno e delle Regione Piemonte
Promuovere Torino come “città di conoscenza” e il Piemonte come “terra di innovazione”, è l’obiettivo primario di un premio che nasce in una città e in una regione dove sono nate e si sviluppano aziende che fanno dello sviluppo della conoscenza, della ricerca e dell’innovazione il principale motivo del loro successo a livello mondiale.
In un’epoca di forte competizione fra territori, la formazione e lo sviluppo della “conoscenza” diventano fattori chiave dello sviluppo territoriale aumentandone la competitività e la capacità di attrarre investimenti e trattenere i “talenti”.
Il programma della giornata di De Kerckhove
30 maggio 2008 ore 11.30 - presso la sala delle colonne - palazzo di città - torino interverranno: alessandro altamura, assessore comune di torino - prof. derrick de kerckhove, università di toronto. moderatore marco carena
30 maggio 2008 conferenza ore 15.00 - sala lauree - facoltà di lettere e filosofia - palazzo nuovo - via sant’ottavio 20 - torino
interverranno: prof. ugo volli, università di torino - prof. derrick de kerckhove, università di toronto - andrea bairati, assessore regione piemonte. moderatore guido cappio
Lavoro subito e soldi, a Torino laurea d’oro
Ottobre 29, 2007 on 9:38 am | In Learning, Raccontare, Valley | Nessun commentoGiovanna Favro su La Stampa del 27 ottobre 2007
Laurearsi all’Università di Torino conviene. Per la prima volta uno studio scientifico misura l’efficacia e la qualità formativa degli atenei badando all’ingresso nel mondo del lavoro dei laureati. Incrociando i dati sulla possibilità di impiego e di avere stipendi alti, l’ateneo di via Po risulta primo in Italia. Una performance ben 130 volte migliore degli atenei di Campobasso e Cagliari, ultimi nella top ten, ma le facoltà torinesi stracciano, quanto a «rendimento», tutti i concorrenti, da Milano a Venezia, da Bologna a Trieste, a Roma, a Bari.
Ne ha parlato ieri il rettore Ezio Pelizzetti nell’aula magna della facoltà di Economia, dove con il preside Sergio Bortolani ha accolto il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, che ha aperto la riunione annuale della Società italiana degli economisti. Davanti ai più importanti esperti di economia del Paese, tra i quali molti docenti torinesi - da Domenico Siniscalco a Franco Reviglio, Elsa Fornero e Mario Deaglio - Pelizzetti ha dato il benvenuto al Governatore «in un ateneo che ha un’illustre scuola di Economia e che è tra le migliori università italiane, come ribadisce una ricerca dell’università di Padova e della Cattolica di Milano, che ci colloca al primo posto per qualità e probabilità di occupazione dei laureati».
Il riferimento è a uno studio di Lorenzo Cappellari (Cattolica di Milano) e Giorgio Brunello (ateneo di Padova), i cui risultati (pubblicati anche su «Panorama») saranno presentati martedì all’Università di Milano. La ricerca spiega quanto paga studiare in un ateneo rispetto a un altro esaminando molti fattori, a partire dalla fotografia dei laureati italiani a tre anni dal titolo. Le conclusioni decretano il trionfo di Torino, prima assoluta nella classifica. Un risultato tanto più interessante, per Pelizzetti, «perché conclamato da seri studiosi di altri atenei, e perché i colleghi hanno applicato modelli econometrici utili a depurare i dati da elementi localistici, come l’andamento del mercato del lavoro di ogni territorio».
I due professori si sono invece proposti di misurare la produttività delle università (Politecnici esclusi) in termini assoluti. I risultati sono una messe di curiosità. Viene fuori ad esempio che un medico laureato a Padova guadagna il doppio del collega di Pisa, o che studiare a Bari «rende» più che a Roma. Stabilito che la qualità degli atenei è tutt’altro che uniforme, si dimostra che le facoltà private hanno mediamente performances migliori, e che la grande dimensione ha un effetto positivo, incrementando guadagni e impieghi del 10%. Salari più o meno pingui e buone o misere chances di occupazione creano più classifiche: certe università, come Cagliari, Cosenza, Messina o Salerno, sono sotto la media italiana sia per gli stipendi che per probabilità di occupazione. Napoli Orientale, L’Aquila e Sassari garantiscono guadagni sopra la media, ma poche chances di lavoro. Alta probabilità di impiego, ma stipendi bassi, caratterizzano Roma Sapienza, Modena, Ferrara e Tor Vergata. Nel gruppo che presenta le migliori performances per entrambi i fattori ci sono Milano, Brescia, Bergamo, Verona e, in testa a tutti, Torino.
Nella tabella si leggono i piazzamenti di alcuni atenei: dietro Torino (del 130% migliore rispetto al fanalino di coda) c’è Verona (126%), e conquista il terzo posto (125%) il Piemonte Orientale. Anche questo è per Pelizzetti fonte di soddisfazione: «L’ateneo Avogadro è nato come nostra gemmazione. Anche il suo piazzamento sottolinea la forza del sistema formativo piemontese». Del primo posto non s’è stupito: «Siamo primi in alcune aree di ricerca e per il basso numero di abbandoni degli studenti, ma in tutte le rilevazioni siamo sempre nel gruppo di testa: ci viene riconosciuta da tutti un’eccellente qualità complessiva. Giorni fa gli studenti hanno protestato per le aule affollate: lo sono anche perché ascoltare i nostri docenti è occasione preziosa».
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Si avvicina la notte dei ricercatori
Settembre 20, 2007 on 5:38 pm | In Eventi, Innovare, Review, Valley | Nessun commentoIl 28 settembre 2007, Torino, Vercelli, Biella e Alessandria ospitano la seconda edizione della Notte dei Ricercatori, un appuntamento con il mondo della ricerca nato dalla collaborazione tra enti piemontesi attivi sul fronte della ricerca e dell’innovazione, dell’istruzione, della divulgazione scientifica e del sostegno alle imprese. Tutti insieme con l’obiettivo di ricordare ai cittadini che se la qualità di vita migliora il merito è anche dei risultati della ricerca che, applicati alla vita quotidiana, permettono di progredire.
Capofila del progetto è l’Università degli Studi di Torino, in partenariato con Unioncamere Piemonte (coordinatore della comunicazione), Politecnico di Torino, Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”, Istituto Superiore Mario Boella e CentroScienza Onlus.
L’iniziativa, che si svolgerà contemporaneamente in tutt’Europa toccando non solo gli Stati membri ma anche alcuni degli Stati associati come Turchia e Israele, è promossa e coordinata dalla Commissione europea nell’ambito del VII Programma Quadro Europeo di Ricerca e Sviluppo Tecnologico per sensibilizzare il pubblico sul ruolo dei ricercatori nella società.
La notte dei ricercatori 2007 - logo completo La Notte dei Ricercatori riproporrà a giovani e meno giovani un’occasione unica per avvicinarsi in modo semplice e diverso ai più recenti campi d’applicazione della ricerca, per giocare e riportare alla luce un’antica passione della nostra regione per le scienze. Le quattro città piemontesi si stanno infatti preparando al meglio per offrire ai cittadini una serata all’insegna di esperimenti scientifici, giochi interattivi e spettacoli teatrali che si avvicenderanno a conferenze divulgative e a proiezioni di filmati multimediali.
L’evento a Torino propone diverse iniziative a partire già dalla mattinata con il Convegno “Donne, ricerca impresa. Innovazione e nuove progettualità” presso il Centro Convegni Torino Incontra e con la “Maratona della Ricerca” organizzata dal CNR in collaborazione con la Circoscrizione 10.
A partire dalle 16.00 in Piazza Vittorio Veneto aprono gli stand che proporranno una “Caccia al tesoro” per i più piccoli, un torneo a squadre, esperimenti, informazione, interazione, esperienze scientifiche e gastronomiche. Presso la Fondazione Eni Enrico Mattei - via Po, 53 - si svolge invece la competizione di disegno per le scuole primarie “Disegna un Ricercatore”. I disegni premiati verranno pubblicati sul sito di Torinoscienza.
L’Osservatorio Astronomico di Pino Torinese e l’Archivio di Stato propongono l’inaugurazione di due mostre presso la sede dell’Archivio di via Piave 21: “Nel fuoco del sole” e “Esplorare le strade del cielo. Dal passato al presente”.
Alle 18.30 presso il Museo Nazionale del Cinema sono di scena i “Caffé della Scienza e dell’Innovazione”. In chiusura della giornata, alle 21.00 al Teatro Gobetti, Via Rossini 12, lo spettacolo gratuito “Isaac Newton: a Matter of Gravity” con Peter Joyce nel ruolo di Newton; alle 21.15 in Piazza Vittorio Veneto il Concerto del Gruppo Jazz - dell’ Associazione per le attività musicali degli studenti universitari del Piemonte diretto da Gian Luigi Panattoni.
Il Museo di Anatomia Umana “L. Rolando” - corso Massimo D’Azeglio, 52, il Museo della Frutta - via Pietro Giuria, 15, e il Museo Regionale di Scienze Naturali - via Giolitti, 36, saranno aperti sino a mezzanotte.
Il sito della notte dei ricercatori
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Il ministro Nicolais all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Torino
Febbraio 19, 2007 on 5:08 pm | In Eventi, Learning, Valley | Nessun commento
Lunedì 19 febbraio si è svolta la cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Accademico dell”Unioversità di Torino alla presenza del Rettore e del Direttore Amministrativo, ospite d’eccezione il Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, Luigi Nicolais.
Il ministro per le Riforme e l’innovazione nella Pubblica amministrazione, Luigi Nicolais ha ricordato che «La finanziaria 2007 che doveva risolvere problemi economici seri forse ha tagliato un po’ troppi fondi all’Università, ma con la prossima manovra le daremo più attenzione».
«Il taglio delle spese intermedie ha creato gravi problemi di bilancio a tutte le università italiane ma con la prossima finanziaria ritorneremo su questo discorso anche cercando di individuare criteri di premialità per le università più prestigiose che sanno interpetare meglio il ruolo che oggi hanno di produrre conoscenza, di trasferire metodologie di ricerca e di diventare motori di sviluppo sul territorio. Un ruolo molto complesso -ha sottolineato il ministro- che va valorizzato».
Ricordando, poi che con il progetto «Industria 2015», sono previsti cospicui investimenti proprio su aree in cui l’Università dovrà dare il suo contributo, Nicolais ha concluso: «In un’economia della conoscenza se non si sviluppa la ricerca, l’innovazione e l’alta formazione non c’è possibilità di rimanere competitivi a livello internazionle. L’Università è il futuro del Paese e su questo tutti ci crediamo, pertanto risolti i problemi economici il prossimo anno daremo più attenzione all’università, alla ricera e all’istruzione».
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